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  20/10/2017 - 12:46

 

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Documentaristi Anonimi
Nasce l’associazione per il documentario
Per autori, cineasti, produttori, operatori, studiosi e appassionati di cinema documentario in Toscana

 




                     di Tommaso Chimenti


Si sentivano soli, abbandonati, isolati. Come se essere documentaristi fosse una specie in via d’estinzione, o cineasti di serie B. Ed invece, sotto l’impulso anche di Federico Micali, l’ideatore dello spassoso e divertente spaccato neorealista storico-urbano-sociale sul Cinema Universale e dell’altrettanto colorato e colorito “99 Amaranto” sulla livornesità che ruota attorno a Cristiano Lucarelli, è nata l’associazione dei “Documentaristi Anonimi Toscani”, seguendo anche la scia della decennale esperienza analoga in Emilia Romagna, quella della Lombardia e la neonata pugliese. Il documentario ha la sua anima, la sua valenza ed importanza ed il Festival dei Popoli ne è uno degli esempi più fulgidi non soltanto a Firenze. Sono già quaranta le teste pensanti riunitesi attorno alla D.A.T., che fin dal suo battesimo ha avuto il patrocinio della Mediateca Toscana. Punti focali della reunion sono la nascita del portale, www.documentaristianonimi.it, per dare spazio e risalto agli eventi, il convegno sugli “Stati generali del documentario in Toscana”, il 21 novembre prossimo. Primo incontro con il pubblico dei Documentaristi sarà a luglio (13 e 14) con i cortometraggi al Parco dell’Anconella. Altro punto focale sono i “Cantieri di produzione”, appuntamento mensile a partire dall’ottobre prossimo per ritrovarsi, scambiare progettualità. “Sono entusiasta di questa rete che si è creata, è una delle poche possibilità per autori, registi e produttori per parlare dei temi che li riguardano. – spiega Federico Micali - A Firenze da qualche tempo si respira un’aria nuova: questa associazione ci permetterà di condividere le idee e sarà una valvola d’apertura a livello autoriale e d’immagini. Da più parti si parla della Toscana come la patria del documentario in Italia, adesso è il momento di dire la nostra, di oliare i meccanismi, trovare le problematiche, i punti deboli e valorizzare i punti di forza”. Nel fondo cinema della regione Toscana, 10 milioni di euro in due anni, una piccola quota è destinata al documentario. “Il doc è un genere vivace ed interessante, molto seguito dal pubblico e soprattutto dai giovani”. In crescita costante.

Voto 8 

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