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  19/09/2019 - 14:27

 

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Fuocoammare
Regia di Gianfranco Rosi
Cast: Samuele Pucillo, Mattias Cucina, Samuele Caruana, Pietro Bartolo, Giuseppe Fragapane
Durata 107 min. Italia, Francia 2016

 




                     di Matteo Merli


Presentazione Fuocoammare
Recensione fuocoammare


Rosi affronta Lampedusa: isola di sbarchi e luogo immerso in una contemplazione isolana placida e tranquilla. La storia si dirama su due binari paralleli, da una parte la vita di un bambino figlio di pescatori, sofferente il mal di mare, appassionato di fionda e con un occhio pigro che deve curare portando una benda  e dall’altra la vita dei migranti in arrivo, spossati e distrutti, rassegnati a condizioni assurde ma anche a tratti pieni della stessa vitalità del bambino.
Nell’isola c’è la radio locale che accoglie le richieste musicali degli ascoltatori, i sughi che cuociono e poi la mancanza d’acqua sui barconi, le tute bianche e le maschere sul volto. Una vita ordinaria e civile, che contrasta con l’arrivo notturno dei barconi e del lavoro silenzioso della guardia costiera. La voce a tratti commossa del medico di frontiera che ci racconta lo stato fisico degli immigrati, fa da sfondo agli occhi intrisi di sangue e di paura di queste persone smarrite. Lo sguardo di Rosi, dopo Sacro Gra, diventa multiplo e  cerca di scandagliare le contraddizioni di Lampedusa tramite accostamenti e uno sguardo semplice, ma mai complice. Il problema è che diventa superficiale, nel mettere a confronto la placidità dell’ordinario modo di vivere degli isolani e gli sbarchi danteschi. Non serve inoltre smorzare i toni con il viso tondo e simpatico del ragazzino, e  il pugno allo stomaco dei cadaveri nella stiva, non sembrano altro che immagini sensazionalistiche, che colpiscono ad effetto senza lasciare traccia emotiva, abbandonando l’idea di un excursus approfondito e inedito che possa lasciare una riflessione aperta e sconvolgente.

Voto 5 

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