Arrivata alla dodicesima edizione, il Far East Film
propone un cartellone di primo piano, capace di proporre nove diverse
cinematografie. Il carnet è composto da 72 pellicole
in maggioranza in anteprima assoluta per l’Occidente. In
primo piano, come sempre, il cinema popolare del mondo asiatico, mettendo in
luce le contaminazioni di genere con una libertà produttiva invidiabile.
Ad aprire il festival sarà il film al femminile Sophie’s
revenge diretto dalla regista cinese Eva Jin e interpretato e prodotto dalla diva internazionale Zhang Ziyi, che racconta con toni divertenti la rivalità tra
due donne in amore. Attesa importante per l'anteprima mondiale dell'hongkonghese Dream Home del
talentuoso Pang Ho-cheung, slasher violento che vede una giovane donna capace di tutto
pur di ottenere la casa dei suoi sogni. Mentre il 22 aprile sarà a Udine Johnnie
To per accompagnare l’uscita italiana di Vendicami e a presiedere la pre-apertura della kermesse friulana. Imponenti le due
retrospettive, una dedicata a una delle più famose case di produzioni
giapponesi, la Shintoho, fondata nel 1947 e fallita nel 1961. Specializzata
in film noir e thriller, la Shintoho in 14 anni ha prodotto più di 500 film, iniziando con Mizoguchi, Kurosawa, Ozu e
sfornando ottimi musical e melò. L'attività dello
studio sarà rivissuta attraverso 15 opere prodotte a
cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, la maggior parte delle quali
invisibili agli occhi occidentali. La seconda, organizzata con l'Hong Kong Film
Archive, sarà dedicata a Patrick Lung Kong, figura di riferimento per molti
registi e attori della nuova generazione. Presenza massiccia delle opere
cinesi, con kolossal storici di propaganda come The message
e il thriller ambientato durante la guerra anti-giapponese The founding of a republic. Hong Kong
sarà rappresentato da Echoes of the rainbow, un melodramma ambientato nel periodo
buio degli anni sessanta e da La comédie humaine, black comedy dedicato ai
successi presenti e passati del cinema hongkonghese e
cinese contemporaneo. Imperdibile il campione d'incassi Bodyguards & assassins,
thriller ambientato nei primi anni del novecento
che racconta la storia di un attentato fallito a Sun Yat-sen, un politico cinese considerato
il fondatore della Cina moderna, e di come un gruppo di simpatizzanti
cercherà di proteggerlo dai sicari. Prodotto da Peter Chan e diretto da Teddy Chan, il film vede nel cast il divo Donnie Yen.
Dal
Giappone sono interessanti sulla carta Boys on the run di Miura Daisuke, storia surreale di
un uomo innamorato della collega sbagliata, e il nuovo thriller Golden slumber (dall’omonima canzone dei Beatles) di Nakamura
Yoshihiro. La Corea del Sud,
ha dalla sua il catastrofico Haeundae e da tenere d’occhio The actresses
di E.J-yong. Una manifestazione che rimane un appuntamento inossidabile per gli
appassionati del cinema orientale, ma anche per gli spettatori passionari,
pronti a scoprire i temi cinematografici di paesi che rimangono distanti dal
nostro per colpa di una distribuzione sempre di più miope e relegata al
richiamo del mercato. Il Far East Film è un occasione
rara di un festival che motiva e stimola gli occhi di chi cerca nuove visioni
fuori dai formati standard.
Voto
8
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