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  10/02/2012 - 14:54

 

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Far East Film 12
Il richiamo del cinema popolare asiatico
72 pellicole quasi tutte in anteprima assoluta per l’Occidente
A Udine dal 23 aprile al 1 maggio 2010

 




                     di Matteo Merli


Arrivata alla dodicesima edizione, il Far East Film propone un cartellone di primo piano, capace di proporre nove diverse cinematografie. Il carnet è composto da 72 pellicole in maggioranza in anteprima assoluta per l’Occidente. In primo piano, come sempre, il cinema popolare del mondo asiatico, mettendo in luce le contaminazioni di genere con una libertà produttiva invidiabile. Ad aprire il festival sarà il film al femminile Sophie’s revenge diretto dalla regista cinese Eva Jin e interpretato e prodotto dalla diva internazionale Zhang Ziyi, che racconta con toni divertenti la rivalità tra due donne in amore. Attesa importante per l'anteprima mondiale dell'hongkonghese Dream Home del talentuoso Pang Ho-cheung, slasher violento che vede una giovane donna capace di tutto pur di ottenere la casa dei suoi sogni. Mentre il 22 aprile sarà a Udine Johnnie To per accompagnare l’uscita italiana di Vendicami e a presiedere la pre-apertura della kermesse friulana. Imponenti le due retrospettive, una dedicata a una delle più famose case di produzioni giapponesi, la Shintoho, fondata nel 1947 e fallita nel 1961. Specializzata in film noir e thriller, la Shintoho in 14 anni ha prodotto più di 500 film, iniziando con Mizoguchi, Kurosawa, Ozu e sfornando ottimi musical e melò. L'attività dello studio sarà rivissuta attraverso 15 opere prodotte a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, la maggior parte delle quali invisibili agli occhi occidentali. La seconda, organizzata con l'Hong Kong Film Archive, sarà dedicata a Patrick Lung Kong, figura di riferimento per molti registi e attori della nuova generazione. Presenza massiccia delle opere cinesi, con kolossal storici di propaganda come The message e il thriller ambientato durante la guerra anti-giapponese The founding of a republic. Hong Kong sarà rappresentato da Echoes of the rainbow, un melodramma ambientato nel periodo buio degli anni sessanta e da La comédie humaine, black comedy dedicato ai successi presenti e passati del cinema hongkonghese e cinese contemporaneo. Imperdibile il campione d'incassi Bodyguards & assassins, thriller ambientato nei primi anni del novecento che racconta la storia di un attentato fallito a Sun Yat-sen, un politico cinese considerato il fondatore della Cina moderna, e di come un gruppo di simpatizzanti cercherà di proteggerlo dai sicari. Prodotto da Peter Chan e diretto da Teddy Chan, il film vede nel cast il divo Donnie Yen.
Dal Giappone sono interessanti sulla carta Boys on the run di Miura Daisuke, storia surreale di un uomo innamorato della collega sbagliata, e il nuovo thriller Golden slumber (dall’omonima canzone dei Beatles) di Nakamura Yoshihiro. La Corea del Sud, ha dalla sua il catastrofico Haeundae e da tenere d’occhio The actresses di E.J-yong. Una manifestazione che rimane un appuntamento inossidabile per gli appassionati del cinema orientale, ma anche per gli spettatori passionari, pronti a scoprire i temi cinematografici di paesi che rimangono distanti dal nostro per colpa di una distribuzione sempre di più miope e relegata al richiamo del mercato. Il Far East Film è un occasione rara di un festival che motiva e stimola gli occhi di chi cerca nuove visioni fuori dai formati standard.

Voto 8 

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