partner di Yahoo! Italia

Fizz - Idee e risorse per il marketing culturale !

Scanner - Cultura Opinioni Online
links redazione pubblicità info redazione@scanner.it


   


La forma dell'acqua
Regia di Guillermo del Toro
IT
Regia di Andres Muschietti
Blade Runner 2049
Regia di Denis Villeneuve
War Dogs
Regia di Todd Phillips
Moonlight
Regia di Barry Jenkins
La La Land
Regia di Damien Chazelle
Lo chiamavano Jeeg Robot
Di Gabriele Mainetti
Suspiria
Di Dario Argento
Veloce come il vento
Regia di Matteo Rovere
Fuocoammare
Di Gianfranco Rosi

 


Ricerca avanzata

 

 

Arte Musica Libri Cinema Live Interviste Home Vignette Gallery Hi-Tech Strips Opinioni Gusto Ospiti TV

  23/09/2018 - 21:55

 

  home>cinema > film

Scanner - cinema
 


Buena Vista Social Club
Regia di Wim Wenders
Cast: Ry Cooder, Compay Segundo, Ibrahim Ferrer, Rubén González, Eliades Ochoa, Omara Portuondo, Joaquim Cooder; documentario/musicale; Germ./Usa/Fran./Cuba; 1999; C.

 




                     di Paolo Boschi


Ry Cooder, classe 1947, aveva compiuto il suo primo viaggio a Cuba nel 1996, per conto della World Circuit, accompagnato dal figlio Joaquim, percussionista. Grazie all'aiuto di Juan de Marcos, giŕ compadre di Fidel Castro, riuscě a rintracciare e riunire i vecchi musicisti che negli anni Cinquanta animarono le serata del Buena Vista Social Club, un tempio della musica popolare cubana, il son. Dal progetto nacque uno splendido album collettivo, registrato nel 1997 nel mitico studio Egrem all'Avana, un sorprendente successo mondiale premiato con un Grammy nel settore " Tropical Latin". Cooder č poi tornato a Cuba nel marzo del 1998 in occasione dell'incisione del primo disco solista di Ibrahim Ferrer: ad accompagnare l'esploratore di musiche popolari dalla West Coast c'era anche Wim Wenders, suo amico dai tempi della colonna sonora di Paris, Texas, con una scarna troupe al seguito e senza un'idea precisa di che tipo di film avrebbe dovuto girare. Il regista tedesco ha poi seguito il gruppo di all stars cubane durante due applaudite performances ad Amsterdam e quindi nello struggente concerto finale - anche per gli evidenti limiti di etŕ dei vecchi musicanti - alla Carnegie Hall di New York, il primo luglio del 1998. Wenders ha scelto la via del documentario minimalista, con l'obiettivo che segue i ricordi di ognuno dei musicisti e, al contempo, l'ambiente circostante, ovvero le tante contraddizioni e gli squarci suggestivi offerti da Cuba, che Wenders visitava per la prima volta, e dunque che stava scoprendo a riprese in corso. Diretta conseguenza č che questo suo Buena Vista Social Club cattura allo stesso tempo un buon numero di aneddoti assai umani raccontati da artisti caduti nel dimenticatoio (e poi riemersi grazie all'ostinazione di Ry Cooder), miscelandoli con l'irripetibile atmosfera tropicale da embargo protratto che circola per le strade e tra la gente di Cuba: vecchie automobili fatiscenti per le strade, edifici affascinanti e decadenti, gente che parla per il barrio e che pare felice, cosě, per il semplice fatto di vivere. Si parte da Juan de Marcos che mostra alla troupe foto del primo periodo rivoluzionario, con la chicca di diapositiva che ritrae Fidel Castro e Che Guevara che giocano a golf: per la cronaca vinse Fidel, forse perché il Che lo fece vincere. Poi conosciamo da vicino tutti i protagonisti del Buena Vista Social Club: dall'arzillo ultranovantenne Francisco Repilado meglio noto come Compay Segundo, che ci racconta di aver iniziato ad accendere sigari alla nonna alla verde etŕ di cinque anni (e quindi di fumare da ben ottantacinque), per poi svelarci di avere cinque figli e di star pensando al sesto, e quindi che le tre cose importanti della vita sono il romanticismo, i fiori e le donne. Poi c'č l'ottantenne pianista Rubén González, che ricorda i tempi del suo incontro con lo strumento e la scelta di seguire la musica tradizionale. E Ibrahim Ferrer, che Cooder descrive come uno che va in giro per l'Avana come un Nat King Cole cubano, con un bastone portafortuna donatogli dalla vecchia madre che ha sortito magici effetti sessant'anni dopo. Ed il virtuoso del tres Eliades Ochoa, la cantante Omara Portuondo e tanti altri, ognuno con la sua storia nel cassetto da ricordare. Nel mezzo le splendide musiche dell'album, interpretate negli studi di registrazione, per le strade, nelle case, in bar in riva al mare, sempre alternate con le parole degli artisti e con le tre splendide esibizioni live. Nell'ultima tappa, a New York, Buena Vista Social Club spiazza con il sorprendente incontro dei superabuelos, i supernonni del son cubano, con l'immaginario capitalistico della Grande Mela. Uno dei migliori film di Wenders, dalla prima all'ultima sequenza: oltre ad imprimere su pellicola Cuba e la sua musica, gli č riuscito di rendere l'emozionante parabola di un manipolo di vecchi artisti dimenticati, casualmente ritrovati ed assurti ad eroi del son.

BUENA VISTA SOCIAL CLUB - BUENA VISTA SOCIAL CLUB, regia di Wim Wenders, con Ry Cooder, Compay Segundo, Ibrahim Ferrer, Rubén González, Eliades Ochoa, Omara Portuondo, Joaquim Cooder; documentario/musicale; Germ./Usa/Fran./Cuba; 1999; C.; dur. 1h e 41'

Voto 8 ˝ 

        Invia Ad Un Amico

© Copyright 1995 - 2010 Scanner