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  26/02/2024 - 09:49

 

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The acid house
Regia di Paul McGuigan
Con Ewen Bremner

 




                     di Silvio Magnozzi


Decisamente è il momento di Irvine Welsh, il cantore degli sconvolti di Scozia, al quale la riduzione cinematografica di Trainspotting ha portato fama e recupero di opere precedentemente trascurate. Arriva  nelle librerie Il lercio, la sua ultimissima fatica, ed i cinema ospitano questo The Acid House. Un progetto pensato in più tempi, e concepito in origine per la televisione.Welsh si impegna al massimo nell'opera di sceneggiatura, ma lascia la sedia del regista ad un esordiente assoluto, Paul McGuigan. C'è un po' di tutto, nell'articolarsi dei tre episodi, tutti ambientati nei sobborghi di Edimburgo, i più tristi che si possano immaginare. Dove avviene che un perdigiorno si trasformi in mosca, dopo aver perso tutto quanto in un solo giorno. O che un marito tutto sopporti da un moglie fedifraga. O che avvenga un curioso scambio tra un nascituro e un amante degli acidi, mercé un fulmine provvidenziale. Il campionario delle alterazioni mentali è pressoché completo, includendo l'uso delle droghe più varie, l'abuso di vizi più o meno inconfessabili, l'alienazione che grava su qualsiasi tipo di rapporto. Affonda nel grottesco la rappresentazione, immersa in un turbine di colori, completamente spiazzante per lo spettatore che non sa più se si milita nel campo della realtà, o delle visioni più pure. Con punte di crudeltà divertita, come la morte dell'uomo-mosca, beffardamente abbandonato sulla moquette. Il sostegno di una colonna sonora notevole (ma inferiore per varietà a quella di Trainspotting) fornisce un buon ritmo alla sequenza di effetti che costituisce la narrazione. Certo, l'insieme è tutt'altro che omogeneo. Troppo insistere sul labile confine tra allucinazione e verità genera confusione, e The Acid House rischia in più punti di somigliare più a un videoclip che ad un film. Il paragone con Trainspotting lascia un certo rimpianto per l'assenza di un Danny Boyle che offra la necessaria coerenza ad una materia piuttosto confusa. Le buone intuizioni finiscono per smarrirsi, così come l'eccellente prova d'attore di Ewen Bremner, il tossico regresso allo stato infantile dell'ultima parte. Da Welsh attendiamo adesso un debutto registico.

Voto 6 

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