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  22/11/2014 - 14:56

 

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Far East Film 10
62 titoli provenienti da 11 paesi
Le prime dieci candeline di un piccolo grande festival
A Udine dal 18 al 26 aprile 2008

 




                     di Matteo Merli


Far East Film 10, 2008
Far East Film 10, il bilancio dell'edizione 2008


Quest’anno il Far East Film si avvia a festeggiare i suoi primi dieci anni di vita, concretizzando appieno il sogno di portare a conoscenza di molti spettatori, un cinema variegato come quello proposto dall’emisfero estremo asiatico.

Un entusiasmo realizzativo che ha sempre percosso il cuore di Udine, città dell’evento, grazie alla energia inesauribile del CEC, Centro espressioni cinematografiche, e alla sua contaggiosa vitalità, composto da esperti giovani e non solo, garantendo un servizio d’ospitalità e organizzativo d’eccezione, paragonabile a poche manifestazioni nazionali. Tra le 1000 pellicole visionate, si sono ridotte ad una selezione di 62 titoli provenienti da 11 paesi, comprendenti le novità dal Vietnam e Indonesia. Oltre a rendere un quadro rappresentativo dello scenario della produzione popolare di quei luoghi, giungeranno al festival numerose personalità, quali: il beniamino Johnnie To, Wai Ka Fai e Pang Ho-cheung da Hong Kong, Yamazaki Takashi da Tokyo, Erik Matti da Manila, solo per citarne alcuni. Tra gli eventi nuovi di questa edizione, il Far East Film in collaborazione con la Friuli Venezia Giulia Film Commission organizzerà anche un importantissimo meeting (Ties That Bind, legami che uniscono - 21 e il 22 aprile al cinema Visionario) dedicato ai rapporti produttivi e distributivi tra Europa e Asia. All'incontro interverranno una dozzina di figure importanti dell'industria cinematografia orientale ed europea. L'iniziativa vuole dare la possibilità di avviare progetti di produzione e distribuzione tra queste due realtà e studiare ulteriori proficue partnership tra le diverse industrie. Autentica scoperta sarà l’omaggio dedicato al giovane regista giapponese Miki Satoshi, con la presentazione di tre delle sue pellicole: Deathfix: Die and Let Live, arodia dei generi horror e gore; In the Pool, commedia che gira attorno ad uno specialista in neurologia molto strambo e, infine Adrift in Tokyo, una lunga passeggiata nel centro di Tokyo di una coppia improbabile di uomini, idealmente padre e figlio. Altro inserimento di programma, di notevole spessore è all’attenzione rivolta al regista sudcoreano Shin Sang-ok, considerato il pioniere del cinema nazionale, in collaborazione con la Cineteca di Seul–KOFA e il supporto del KOFIC e si svilupperà attraverso la proposta di quattro film muti alla fine degli anni cinquanta e invisibili fin d’ora all’occidente: Confession of a Collage Woman’s Confession Student, It's Not Her Sin e A Sister's Garden e A Flower in Hell, capolavoro assoluto che sarà proiettato domenica 20 aprile, giorno in cui cade il cinquantesimo anniversario della sua prima proiezione pubblica a Seul. Attese anche le due anteprime mondiali che riguardano Lost Indulgence del cinese Zhang Yibai (Curiosity Kills The Cat ebbe un buon successo nell’edizione 2007 ), un thriller intrigante ambientato in una torrida metropoli cinese e il primo episodio della serie Tactical Unit - The Code (nata dal capolavoro noir di Johnnie To, PTU) diretto da Law Wingcheong, prodotto da To e girato in pellicola. Per l’occasione, a presentare l’opera, salirà sul palco il caratterista più famoso e utilizzato di Hong Kong: Lam Suet. Annotazione di prestigio è l’apertura della manifestazione affidata ad uno dei registi giapponesi più in voga del momento, Hideo Nakata, regista di Ring e Dark water, con l’anteprima internazionale di L change the WorLd, atteso spin-off dei due Death Note che saranno riproposti nel pre-festival. Altro titolo di Nakata, che rende importante il cartellone del decimo anniversario, è Kaidan, una ghost story classica che segna il ritorno alla origini, un film di samurai tutto nipponico anche nell’espressione e raffigurazione del terrore e della paura e benedirà il 23 aprile, giorno dell’Horror Day, data fatidica per gli appassionati. Tra le novità provenienti dal Sol Levante, bisogna menzionare Crows – Episode 0 di Miike Takashi, autore oramai cult. Il regista di Audition riprende i temi portanti del suo cinema e li inietta in uno yakuza movie ambientato in istituto scolastico dominato da un gruppo di giovani gangster. Il sequel di Always, melodramma nostalgico firmato da Yamazaki Takashi in una Tokyo ricostruita digitalmente degli anni cinquanta. Da tenere d’occhio l’ottavo film di Nakamura Yoshihiro, The Glorious Team Batista, avvincente giallo alla Agatha Christie ambientato in un ospedale.

La selezione hongkonghese è caratterizzata da una parte con la visione di Sparrow, divertentissima commedia musicale su un borseggiatore, diretta da To, dall’altra si vedrà in anteprima assoluta il film a episodi Trivial Matters, lucida e irriverente escursione nel mondo delle relazioni interpersonali tra sesso, amore e vita quotidiana. Il regista Pang Ho-cheung, che firma anche il trailer del festival, terrà poi un incontro propedeutico al suo cinema mostrando al pubblico di Udine in anteprima mondiale i suoi cortometraggi girati in età adolescenziale. Curiose sorprese potrebebro essere il serrato serrato thriller poliziesco di Oxide Pang, The Detective, e il wuxia-pian An Empress and The Warriors, diretto da Tony Ching Siu-tung (coreagrafo delle scene d’azione in Hero, La città proibita e Shaolin Soccer ). La Corea del Sud ritorna in grande stile e guarda al cinema di genere, come il thriller e l’horror. Segnaliamo Our Town, dell’esordiente Jung Kil-young, incentrato sulla figura di due serial killer che scatenano la loro rabbia in un regolare quartiere urbano apparentemente tranquillo, e The Guard Post, orrore puro nel confine tra le due Coree. Dalla Cina arriva il roboante The Assembly di Feng Xiaogang, spettacolare film di guerra, visivamente imponente. Tutti da scoprire le pellicole provenienti dalla Malesia, Indonesia, Vietnam, Filippine e Singapore, paesi cinematograficamente poco rappresentativi e che ora si posso fare conoscere agli occhi degli spettatori occidentali. Il Far East Film è un festival che vive nella sua sindrome di Peter Pan scattante, con la voglia di rimanere sempre giovane, nello spirito e nelle scelte di un cinema ancora tutto da scoprire.

Voto 9 

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