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  18/06/2018 - 07:35

 

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Rumore: un buco nel silenzio
A cura di Giacinto Di Pietrantonio e Gwy Mandelinck
Il silenzio. Il rumore. E, in mezzo, tra i due poli, tutte le variazioni e le gradazioni possibili
Allo Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, Milano dal 28 febbraio al 25 maggio 2008. Orari: tutti i giorni 10-19.30, martedì e giovedì fino alle 22, chiuso il lunedì. Inaugurazione mercoledì 27 febbraio ore 18.00

 




                     di Giovanni Ballerini


La mostra “Rumore: un buco nel silenzio”, in programma dal 28 febbraio al 25 maggio 2008 allo Spazio Oberdan di Milano, riunisce le opere di ventidue artisti internazionali. Ogni lavoro di questo evento promosso dalla Provincia di Milano con il contributo di Turismo Fiandre, contribuisce a delineare un frammento particolare all’interno del complesso panorama di suoni, rumori, brusii e silenzi di cui si costituisce la mostra, che trae ispirazione da “Een lek in het zwijgen: noise”, evento ideato e curato da Gwy Mandelinck (poesia) e da Giacinto Di Pietrantonio (arte) a Watou in Belgio durante l’estate 2007 e giudicata dalla stampa belga come migliore mostra dell’anno e di tutte le 27 edizioni del festival in Belgio.

Lo spettatore è libero di addentrarsi nel percorso espositivo con l’invito di un ‘ascoltami’ ribadito all’incontro con ogni opera. La materia sonora, a volte fortemente presente, altre misteriosa, si snoda e si declina con linguaggi differenti: il suono si frammenta, si moltiplica, si nasconde per un attimo per poi riapparire in una risata, nella presenza scultorea e materica di un pianoforte, o semplicemente nel colpo di vento che fa vibrare una bacchetta attaccata al ramo di un albero.

I protagonisti di questa esposizione sono: Joseph Beuys (Germania), Marcel Broodthaers (Belgio), John Cage (USA), Mircea Cantor (Romania), Giuseppe Chiari (Italia), Jimmie Durham (USA), Jan Fabre (Belgio), Lara Favaretto (Italia), William Kentridge (Sud Africa), La Monte Young (USA), Filippo Tommaso Marinetti (Italia), Kris Martin (Belgio), Shirin Neshat (Iran), Melik Ohanian (Francia), Yoko Ono (Giappone), Adrian Paci (Albania), Diego Perrone (Italia), Miguel Angel Rios (Argentina), Luigi Russolo (Italia), Mungo Thomson (USA), Bill Viola (USA), Jordan Wolfson (USA).

Le opere in questa interessante mostra sono affiancate dalla poesia, la quale si interseca con l’arte riproponendo per lo spettatore un “ascolto” che crea continuamente nuove impressioni e nuovi significati.

Presenti in mostra i versi di: Hugo Claus, Charles Ducal, Gerrit Komrij, Rutger Kopland, Anton Korteweg, Erik Lindner, Lucebert, Gwy Mandelinck, Eugenio Montale, Erwin Mortier, Fernando Pessoa, Juan Manuel Roca, Camillo Sbarbaro, Geert van Istendael, Peter Verhelst.

Giacinto Di Pietrantonio è Direttore della GAMeC–Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo. Docente di Storia dell’Arte presso l’Accademia di Brera, ha ricoperto il ruolo di Redattore Capo prima e Vicedirettore poi per Flash Art Italia dal 1986 al 1992. Dal 1994 al 1996 è stato consulente per le arti visive della Regione Abruzzo. Fra le molte mostre da lui curate ricordiamo la mostra degli artisti russi all’interno della rassegna “Passaggi ad Oriente” alla Biennale di Venezia del 1993, le edizioni di “Fuori Uso” del 1995, 1997, 1998 e 1999 e “Over the Edges” con Jan Hoet a Gand (Belgio) del 2000. È stato curatore del Corso Superiore di Arti Visive alla Fondazione Antonio Ratti di Como dal 1995 al 2004. Consulente del Premio Furla-Querini Stampalia per l’Arte, è membro del Consiglio d’Amministrazione e vice presidente< dell’AMACI (Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani) e direttore di I love Museums, la rivista organo di informazione dell’Associazione. È direttore della rivista d’arte contemporanea Perché/?. Commissario della Quadriennale di Roma 2005, è membro del comitato scientifico della Fondazione Kogart di Budapest, del Cenro d’Arte Pecci di Prato. E’ stato membro del comitato scientifico dello Spazio Oberdan di Milano.

Gwy Mandelick (1937, Belgio), poeta, è membro dell’Académie Royale pour Litérature Neérlandaise e dal 1980 è direttore del festival Estate in Poesia, che si svolge ogni anno a Watou. Molte sue liriche sono state tradotte in francese, tedesco, inglese e italiano. Tra le raccolte di poesie pubblicate, Overval, De Arbeiderspers, Amsterdam, 1997 (ristampa, 1998), Dwangschrift, Desmet, Wakken 1997, De Buitenbocht, Lannoo, Tielt, 1989, De droefheid is in handbereik, Lannoo, Tielt, 1981 (ristampa, 1982), De wijzers bij elkaar, Orion, Brugge, 1974 (ristampa, 1975) e Het oogbad, Orion, Brugge, 1971. È stato insignito di numerosi premi letterari, tra cui il Tweejaarlijkse PEN-prijs 2003, il Gulden Boek 2001, il G.H. ’s Gravesandeprijs della Jan Campert-stichting (Paesi Bassi) (1999), il Maurice Gilliamsprijs (1998), il Prijs van de Vlaamse Provincies (1985), il Guido Gezelleprijs (1982), lo Yangprijs (1982), il Prijs voor poëzie van West-Vlaanderen (1978), il Prijs van de Vlaamse Poëziedagen (1978) e il Merghelynckprijs (1973).

Informazioni al pubblico: Spazio Oberdan, tel. 02 7740 6300/6302;

Voto 8 

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