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  21/10/2017 - 12:11

 

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I Leoni d’oro alla carriera
La Biennale di Venezia 2016
Maguy Marin Leone d’oro alla carriera per la Danza, Salvatore Sciarrino Leone d’oro alla carriera per la Musica, Declan Donnellan Leone d’oro alla carriera per il Teatro
La signora sulla scala è protagonista del manifesto che annuncia la 15. Biennale Architettura curata da Alejandro Aravena, che si tiene ai Giardini e all’Arsenale di Venezia dal 28 maggio al 27 novembre 2016

 




                     di Stefania Battaglia


Biennale di Venezia 2016:Leoni d’oro alla carriera
Reporting From The Front


"La signora sulla scala che, salendo sui gradini più alti, può scrutare un più vasto orizzonte e, così facendo, conquista un suo “expandedeye” – riflette il presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta sul manifesto che   annuncia la 15. Biennale Architettura curata da Alejandro Aravena,  che si tiene ai Giardini e all’Arsenale di Venezia dal 28 maggio al 27 novembre 2016 . È un’immagine che ci è subito piaciuta. Anche perché un po’ rappresenta La Biennale tutta, le nostre attitudini, le nostre finalità. Questa immagine in parte si contrappone a quella che fu adottata nell’ultima Biennale Arte. Okwui Enwezorper la 56. Esposizione Internazionale d’Arte scelse come simbolo di riferimento il famoso Angelus Novusdi Paul Klee, come interpretato da Walter Benjamin; l’angelo alato che guarda indietro, spaventato, e vede solo il passato e, nel passato, rovine e tragedie, ma anche illuminazioni che potranno essergli utili domani, nel futuro verso il quale lo spingono occulte forze provvidenziali, come un vento che soffia sulle sue ali”.
In attesa di approfondire i temi della Biennale Architettura, segnaliamo che sono stati attribuiti i Leoni d’oro alla carriera alla coreografa francese Maguy Marin (Danza), al compositore italiano Salvatore Sciarrino (Musica) e al regista inglese Declan Donnellan (Teatro). Il riconoscimento ai tre artisti è stato proposto rispettivamente dal direttore Virgilio Sieni per la Danza, Ivan Fedele per la Musica e ÀlexRigola per il Teatro, e accolto dal Consiglio di Amministrazione della Biennale di Venezia presieduto da Paolo Baratta.
Esponente storica del teatro danza francese, Maguy Marin è un'artista che con le sue creazioni ha aperto nuove strade all'arte contemporanea. La coreografa e ballerina nata a Tolosa il 2 giugno 1951,che su frammenti di testi beckettiani creò nel 1981 un lavoro mitico come May B, che esprime la potenza drammatica del suo stile e ancora oggi viene rappresentato sulle scene di tutto il mondo. Stima moltissimo la sua espressività eni, che l’ha proposta per il premio alla carriera: "Per il lavoro di ricerca attraverso il corpo e lo spazio, che di volta in volta è andato a costruire un atlante di scoperte dove il senso dell’arte ha rivelato la complessità dell’uomo contemporaneo, mettendo in relazione i sentieri dell’umano con gli spazi necessari della ricerca coreografica".
Un altro Leone d’oro si rivelò precocissimo ed eretico alla Biennale di Venezia del 1969, quando al 32. Festival Internazionale di Musica Contemporanea debuttò con un pezzo sinfonico, Ancòra (berceuse). Da allora la musica di Sciarrino è stata costantemente presente nelle programmazioni dell'istituzione veneziana e nei più importanti teatri di tutto il mondo. "Cultore d'arte e raffinato pedagogo, Salvatore Sciarrino è universalmente riconosciuto come una delle voci più originali ed autorevoli del nostro tempo - così recita la motivazione del premio del Direttore Fedele, che prosegue: "Sciarrino ha dedicato la propria esistenza all’arte del compore con spirito di ricerca e invenzione incessanti che lo hanno portato a scoprire un mondo sonoro inaudito dando un impulso decisivo al rinnovamento della musica contemporanea e dimostrando come la musica, per rinnovarsi e ritrovarsi, debba uscire dalla propria forma storicizzata per farsi esperienza d’ascolto in cui lo spettatore è al centro di fenomeni misteriosi e quasi ancestrali".  
Leone meritatissimo anche quello assegnato a Declan Donnellan, fra i più influenti registi europei ad aver affrontato i grandi classici della drammaturgia di tutto il mondo, pescando nel ricchissimo teatro elisabettiano, giacobino e della Restaurazione, nel teatro classico tedesco e francese, nel siglo de oro del teatro spagnolo, in quello russo, ma anche nella grande letteratura. Ne è convinto Rigola, che ha motivato la sua scelta: "Per la sua profonda fiducia nel testo. Per la sua capacità di avvicinare i testi classici al pubblico contemporaneo conservando intatta la capacità di lettura. Per aver messo gli attori al centro del suo lavoro riuscendo ad ottenere il meglio da loro. Parlare degli spettacoli di Declan Donnellanè parlare di un immenso lavoro in campo attorale". Declan Donnellan era stato presente al 42. Festival Internazionale del Teatro con UbuRoidi Jarry, salutato come un capolavoro dalla stampa internazionale.

Voto 8 

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