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  16/06/2024 - 11:59

 

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Biennale di Venezia 60
Esposizione Internazionale d’Arte
Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere
Da sabato 20 aprile a domenica 24 novembre 2024, ai Giardini e all’Arsenale di Venezia

 




                     di Giovanni Ballerini


"La sessantesima edizione della Biennale Arte è già tutta nel suo titolo Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere. Due parole potenti e “scandalose” che spalancano scenari attuali e universi possibili, al cui orizzonte si compone la linea di pensiero curatoriale, nitida nel colpo d’occhio della distanza, vibrante di contrasti complessi se osservata più da vicino - dichiara il presidente della Biennale di Venezia Pietrangelo Buttafuoco -. Adriano Pedrosa, primo curatore della Biennale Arte proveniente dal Sud America, firma per La Biennale una Esposizione che riflette la sua personale attitudine di studio e ricerca su cui non pesa il pregiudizio del già conosciuto. Dove la vertigine dell’ignoto è parte integrante del processo fruitivo, e lo sperdimento si fa leva efficace per individuare nuovi punti cardinali”.
Aperta al pubblico sabato 20 aprile a domenica 24 novembre 2024, ai Giardini e all’Arsenale, la 60. Esposizione Internazionale d’Arte, come ha anticipato il presidente Buttafuoco ha quest’anno il titolo Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere e si articola in due nuclei distinti:cioè Nucleo Contemporaneo e Nucleo Storico. In questi spazi sono stati chiamati a esporre perlopiù artisti che non hanno mai partecipato all’Esposizione Internazionale, ma non solo. Un’attenzione particolare viene riservata ai progetti all’aperto, sia all’Arsenale che ai Giardini.
La Mostra vede 88 partecipazioni nazionali negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia. Sono 4 i Paesi presenti per la prima volta alla Biennale Arte: Repubblica del Benin, Etiopia, Repubblica Democratica di Timor Leste e Repubblica Unita della Tanzania. mentre Nicaragua, Repubblica di Panama e Senegal partecipano per la prima volta con un proprio padiglione.
Il Padiglione Italia alle Tese delle Vergini in Arsenale, sostenuto e promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, è a cura di Luca Cerizza, con il progetto Due qui / To hear dell'artista Massimo Bartolini, che include contributi appositamente ideati da musiciste/i e da scrittrici/scrittori. Il Padiglione della Santa Sede, promosso dal Prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede, Cardinale José Tolentino de Mendonça, ha luogo quest’anno nella Casa di reclusione femminile di Venezia alla Giudecca. La mostra ha come titolo Con i miei occhi ed è a cura di Chiara Parisi e Bruno Racine. Il Comune di Venezia partecipa con un proprio Padiglione, il Padiglione Venezia, ai Giardini di Sant’Elena.
“L’espressione Stranieri Ovunque – spiega Adriano Pedrosa - ha più di un significato. Vuole intendere innanzitutto che, ovunque si vada e ovunque ci si trovi si incontrano sempre degli stranieri: sono/siamo dappertutto. In secondo luogo, che a prescindere dalla propria ubicazione, nel profondo si è sempre veramente stranieri”.
Dal 2021 La Biennale ha avviato un percorso di rivisitazione di tutte le proprie attività secondo principi consolidati e riconosciuti di sostenibilità ambientale. Anche per il 2024 l’obiettivo è quello di ottenere la certificazione della “neutralità carbonica”, conseguita nel 2023 per tutte le attività programmate dalla Biennale, un percorso tangibile per il raggiungimento della neutralità carbonica, riflettendo essa stessa sui temi di decolonizzazione e decarbonizzazione.
Nel Nucleo Contemporaneo la Mostra si concentra sulla produzione di soggetti connessi: l’artista queer, che si muove all’interno di diverse sessualità e generi ed è spesso perseguitato o messo al bando; l’artista outsider, che si trova ai margini del mondo dell’arte, proprio come l’autodidatta o il cosiddetto artista folk o popular; l’artista indigeno, spesso trattato come uno straniero nella propria terra. La produzione di questi quattro soggetti è il fulcro di questa edizione. Il Nucleo Contemporaneo ospita nelle Corderie una sezione speciale dedicata a Disobedience Archive, un progetto di Marco Scotini che dal 2005 sviluppa un archivio video incentrato sulle relazioni tra pratiche artistiche e attivismo. La presentazione di Disobedience Archive nella Mostra è progettata da Juliana Ziebell. Questa sezione, suddivisa in due parti principali appositamente concepite per la mostra, dal titolo Attivismo della diaspora e Disobbedienza di genere. Disobedience Archive include opere di 39 artisti e collettivi realizzate tra il 1975 e il 2023.
Il Nucleo Storico è composto da opere del XX secolo provenienti dall’America Latina, dall’Africa, dall’Asia e dal mondo arabo. In alcune sale sono esposti lavori sui modernismi globali e su quelli del Sud del mondo. Il Nucleo Storico prevede tre sale nel Padiglione Centrale: la sala intitolata Ritratti, la sala dedicata alle Astrazioni e una terza sala dedicata alla diaspora artistica italiana nel mondo lungo il corso del XX secolo. Le due sale che ospitano i Ritratti comprendono le opere di 112 artisti, per lo più dipinti, ma anche lavori su carta e sculture, coprendo un arco di tempo compreso tra il 1905 e il 1990. La sala dedicata alle Astrazioni include 37 artisti: quasi tutti sono esposti insieme per la prima volta in impreviste giustapposizioni, auspicando così connessioni, associazioni e parallelismi inediti. Una terza sala del Nucleo Storico è dedicata alla diaspora di artisti italiani che hanno viaggiato e si sono trasferiti all’estero integrandosi nelle culture locali e costruendo le proprie carriere in Africa, Asia, America Latina nonché nel resto d’Europa e negli Stati Uniti. In questa sala vengono esposte le opere di 40 autori italiani di prima o seconda generazione, collocate negli espositori a cavalletto in vetro e cemento di Lina Bo Bardi (italiana trasferitasi in Brasile, vincitrice del Leone d’Oro speciale alla memoria della Biennale Architettura 2021).
“Nel corso della ricerca – sottolinea Pedrosa - sono emersi due elementi diversi ma correlati che sono stati sviluppati fino a imporsi come leitmotiv di tutta la Mostra. Il primo è il tessile, esplorato da molti artisti coinvolti, un secondo elemento è rappresentato dagli artisti – molti dei quali indigeni – legati da vincoli di sangue. Anche in questo caso la tradizione gioca un ruolo importante: la trasmissione di conoscenze e pratiche da padre o madre a figlio o figlia oppure tra fratelli e parenti”.
Sono stati attribuiti ad Anna Maria Maiolino, artista brasiliana (italiana di nascita), e a Nil Yalter, artista turca (residente a Parigi), i Leoni d’Oro alla carriera della Biennale Arte 2024. Il riconoscimento è stato consegnato durante la cerimonia di premiazione e inaugurazione della Biennale Arte 2024 a Ca’ Giustinian, sede della Biennale di Venezia sabato 20 aprile 2024 .

Info:
Atre informazioni sono disponibili sul sito labiennale.org/it/arte/2024

Voto 8 

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