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  22/10/2017 - 17:27

 

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La bestia e il sovrano
(La bestia y el soberano)
Prima annullata, poi dietro front. Si tiene regolarmente questa esplorazione su come pratiche artistiche contemporanee siano in grado di mettere in discussione e decostruire la definizione occidentale e metafisica della sovranità politica
Al Museu d'Art Contemporani de Barcelona (MACBA) 18 marzo - 30 agosto 2015

 




                     di Giovanni Ballerini


Dal 18 marzo al 30 agosto 2015 Hans D. Cristo, Iris Dressler, Paul B. Preciado e Valentín Roma hanno curato l’interessante mostra La bestia e il sovrano (La bestia y el soberano) organizzata e co-prodotto dal Museu d'Art Contemporani de Barcelona (MACBA) con il ( Württembergischer Kunstverein (WKV) Stuttgart, supportato da Kulturstiftung des Bundes (KSB).
La mostra, che era stata annullata per le polemiche sollevate dalla controversa opera in cartapesta Not Dressed for Conquering / Haute Couture 04 dell'artista austriaca Ines Doujak(che raffigura un atto sessuale fra l'ex re di Spagna Juan Carlos e il leader boliviano laburista Domitila Chungara, coinvolti in con un cane su un letto di caschi SS), si è inaugurata regolarmente. E Bartomeu Mari, che in un primo momento si era dimesso da direttore artistico del MACBA è di nuovo al suo posto.
L’idea della mostra è esplorare come pratiche artistiche contemporanee siano in grado di mettere in discussione e decostruire la definizione occidentale e metafisica della sovranità politica. Un focus su un nuovo modo di intendere la libertà e l'emancipazione, al di là di autonomia individuale, così come la forma moderna dello stato-nazione.
In mostra tra le altre, opere di Efrén Álvarez, Angela Bonadies e Juan José Olavarría, Inés Doujak, Juan Downey, Edgar Endress, Oier Etxeberria, León Ferrari, Ghasem Hajizadeh, Zoe Leonard, Julia Montilla, Ocaña, Mary Reid Kelley, Jorge Ribalta, Wu Tsang, Stefanos Tsivopoulos, Viktor & Yelena Vorobyeva e Sergio Zevallos.
Il titolo è stato preso in prestito dall’ultimo seminario condotto da Jacques Derrida nel 2002 e 2003, sui limiti della sovranità politica nella tradizione metafisica. Per il filosofo francese, la bestia e il sovrano sono le due figure allegoriche in politica che tradizionalmente sono protagoniste al di sopra della legge: perché la bestia presumibilmente la ignora, mentre il sovrano esprime un potere definito proprio dalla sua capacità di rispettare la legge. Questa divisione di ruoli produce una serie di opposizioni binarie di genere, di classe, di specie, la sessualità, la razza e la disabilità che strutturano i rapporti di dominanza. Da un lato, la bestia la sua animalità, la natura, il femminile, il Sud, lo schiavismo, il sito coloniale, il soggetto di colore, l'anormale. Dall'altro, il sovrano che rappresenta il Dio dell'uomo e anche il sovrumano, lo Stato, la mascolinità, il Nord, il soggetto bianco e sessualmente normale.
Due le domande che si rincorrono: È possibile una sovranità al di là di potere? E, se sì, può espletarsi mettendo in discussione la sovranità di questi rapporti di dominio?

Voto 8 

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