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  23/06/2018 - 17:58

 

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Scanner - arte
 


Catherine Gran
Lignes dorées et confettis
La prima mostra italiana dell'artista anticonformista censurata a Mosca
Alla Galleria Falteri di Firenze da giovedì 22 settembre a lunedì 31 ottobre 2005

 




                     di Giovanni Ballerini


Catherine Gran, l'artista anticonformista e ironica, censurata a Mosca per aver rappresentato un San Sebastiano donna, è per la prima volta in Italia con la sua mostra Lignes dorées et confettis. La Gran, russa di nascita, ma parigina di adozione, ha fatto conoscere e apprezzare il suo lavoro con delle mostre nelle maggiori gallerie delle capitali europee. C’è molto interesse per questa sua esposizione italiana, che propone a Firenze dodici recenti opere di grande formato ed alcuni lavori su carta, realizzate esclusivamente per l’evento che sarà visitabile alla Galleria Falteri di Firenze.da giovedì 22 settembre a lunedì 31 ottobre.

Catherine Gran, nasce a Mosca nel 1966 da una famiglia di pittori. Vive e lavora in Francia dal 1981, si è laureata all’ Ecole Nationale des Arts Décoratifs de Paris nel 1992. E’ già un successo essere riusciti a portare in Italia un’artista da tempo legata da esclusiva ad un’importante galleria inglese; dopo più di due anni di gestazione vede la luce la mostra che presenterà per la prima volta in Italia l’opera di Catherine Gran. I suoi quadri, poetici e ironici, sono noti soprattutto in Francia, Inghilterra, Germania e Russia. La sua prima mostra a Mosca è del 1977 dove, su 10 opere esposte, ne furono ritirate cinque dalla censura, perché ritenute troppo osé e religiose; capirete, ci dice la Gran<, che effetto può aver fatto un San Sebastiano donna! Il suo mondo pittorico, come afferma lei stessa, guarda a Cimabue, al Beato Angelico, a quei fondi oro che, senza uccidere la prospettiva, evidenziano la figura, facendola sembrare sospesa tra la tavola e lo “spettatore”. Così, nel lavoro della Gran, la figura è predominante, gli sfondi d’oro si traducono in raggi luminosi che attraversano la tavola senza però influire in modo astratto sulla composizione del quadro. La tela si popola di scatole, cani, poltrone, vasche da bagno e bonhommes nonchalants. “Ma perchè la composizione non soffra per l’interferenza di queste linee, uso un trucco”, ci rivela la Gran, “se ruotando il quadro vedo che i gentiluomini delle mie composizioni non si disgregano allora il gioco è fatto; chissà che Francis Bacon non facesse lo stesso con i suoi cardinali”. Uomini, donne, cani, figure indifferenti e, al tempo stesso, attonite, mirano lo “spettatore” in un gioco di sguardi dove non si sa chi osserva e chi è osservato. Alla domanda – cosa la infastidisce negli uomini e nell’arte? – l’artista risponde – La sindrome di “uguaglianza”. Affermare cioè che tutte le cose si equivalgono, che Beuys è importante quanto Velazquez. Quali sono, invece, le qualità che più apprezza negli uomini ? E nell’arte ? – Prima di tutto l’anticonformismo. La personalità e l’indipendenza dal giudizio degli altri.

Voto 7 + 

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