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Massimiliano Alioto
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  20/09/2018 - 16:41

 

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Massimiliano Alioto
Ghosts?
Mostra a cura di Gabriele Simongini dal 24 novembre 2017 al 4 febbraio 2018 Museo Hendrik Christian Andersen (Via Pasquale Stanislao Mancini, 20 – Roma)
Inaugurazione giovedì 23 novembre 2017, alle 18

 




                     di Giovanni Ballerini


Un paesaggio che sfuma nella memoria e nel suo manifestarsi fa pensare ai fantasmi. La pensa così anche Massimiliano Alioto, che inaugura giovedì 23 novembre 2017, alle 18  “Ghosts?” al Museo Hendrik Christian Andersen (Via Pasquale Stanislao Mancini, 20 – Roma). La mostra, a cura di Gabriele Simongini, che prosegue dal 24 novembre 2017 al 4 febbraio 2018, vede il Museo Andersen ripopolarsi quasi magicamente con la famiglia dello scultore Hendrik Christian, grazie alle opere di Alioto, artista brindisino di nascita e milanese d’adozione, che nel suo DNA coltiva la vocazione a riattivare le memorie del passato sotto il segno della tradizione in divenire. “Ghost town”, un gruppo di quadri realizzati per l’occasione suggerisce apparizioni e presenze in bilico fra realtà e visione, sogno e memoria, ricostruzione filologica e immaginazione. Attraverso 33 quadri, 8 disegni ed un’installazione sembrano tornati a Villa Helene gli Andersen: lo scultore Hendrik Christian, sua madre Helene, i fratelli Andreas e Arthur, la sorella adottiva Lucia Lice,  la cognata Olivia Cushing. E non mancano, fra gli altri, Henry James ed Ernest Hèbrard, l’architetto francese che collaborò con Hendrik al progetto per “The World Communication Centre”.  
“I cent’anni precisi che separano i due artisti (Hendrik Christian Andersen è nato nel 1872 e Massimiliano Alioto nel 1972: misteriosa alchimia dei numeri…) si azzerano completamente - scrive il curatore della mostra Gabriele Simongini -. Forse perché a Roma, come diceva Henry James, amico strettissimo di Hendrik, il tempo si disintegra”. Fra loro si è creata un’ osmosi misteriosa fatta di affinità elettive che si nutrono di analogie e soprattutto di contrasti”.
Al piano terra l’intervento installativo di Alioto nello studio di Andersen gremito di figure monumentali stabilisce una connessione concettuale con le opere del piano superiore, riportando l’attenzione sull’essenza del lavoro pittorico, fondato sul colore-luce. La scomposizione dello spettro cromatico sul pavimento del museo proietta idealmente le opere plastiche in una sorta di viaggio spazio-temporale (un “teletrasporto a basso costo”, lo definisce l’artista) che quasi le trasporta nel paesaggio contemporaneo dell’area di Fiumicino dipinto da Alioto, quello dove sarebbe dovuto sorgere “The World Communication Centre”.
Massimiliano Alioto è nato a Brindisi nel 1972, ha studiato al Liceo Artistico e successivamente all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Dal 1994 inizia ad esporre le proprie opere in Italia, dal Caffè storico letterario delle Giubbe Rosse di Firenze ad importanti gallerie e spazi pubblici di Roma e Milano. Nel 2004 espone per la prima volta a New York, presso Scope Art. Dal 2004 al 2007 collabora con la galleria di Giovanni Bonelli esponendo fra l’altro nella mostra “Miracolo a Milano” (2005) presso il Palazzo della Ragione di Milano. Dal 2007 collabora con Italian Factory di Milano e produce importanti mostre e pubblicazioni editoriali, fra cui la “Trilogia sul Paesaggio Naturale”. Nel 2013 partecipa alla 55a Biennale di Arti Visive di Venezia nel Padiglione della Repubblica Araba Siriana. Nel 2017 ha tenuto la sua ultima personale, intitolata “Asfissia” e presentata negli spazi M.A.C. Fondazione Maimeri, a Milano.

Voto 7½ 

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