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  23/06/2018 - 12:41

 

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Il Cinquecento a Bologna
Disegni dal Louvre e dipinti a confronto
La Pinacoteca Nazionale di Bologna ospita una grande mostra dedicata ai disegni di noti artisti bolognesi del XVI secolo
Sino al 18 agosto 2002

 




                     di Loredana Carena


>Mancano ancora alcuni giorni prima della chiusura dell'eccezionale mostra dal titolo "Il Cinquecento a Bologna. Disegni dal Louvre e dipinti a confronto" resa possibile grazie alla collaborazione tra il dèpartemente des Art Graphiques du Musée du Louvre e la Pinacoteca Nazionale di Bologna. Ben 58 dei 103 disegni pubblicati sul catalogo provengono da oltralpe e vengono presentati per la prima volta in Italia in occasione di questa rassegna. Il percorso espositivo, oltre a sottolineare il contributo di esperienze diverse e di artisti di varia provenienza sul tessuto artistico locale, ha la scopo di individuare, nel ricorrere di alcune analogie, la "bolognesità" degli artisti, ovvero l'insieme di quei caratteri distintivi che formano un retroterra comune. Ciò è ravvisabile, ad esempio, nelle ricerche espressionistiche di Aspertini, influenzate dagli studi fisiognomici di Alessandro Achillini, e nel vigore popolaresco e deformante che caratterizza il primo periodo tibaldiano di Nosadella; nell'insaziabile passione collezionistica di Bartolomeo Passerotti e nell'assiduo studio disegnativo di Biagio Pupini. Oppure, al contrario, nella imperturbabilità del protoclassicismo del Francia, maestro stimato dal giovane Raffaello, e nell'isolamento di un artista come Giovanni Battista Ramenghi che descrive ogni passata esperienza in una sorta di semplificazione formale.

La mostra indaga un periodo dell'arte bolognese sino ad ora preso poco in considerazione, nonostante la ricchezza e la notevole quantità di scambi artistici i quali vengono ora illustrati con notevole efficacia attraverso la storia del disegno. Il periodo cronologico esaminato inizia dagli ultimi anni del Quattrocento, dominati dalla forte personalità del Signore di Bologna, Giovanni II Bentivoglio, e caratterizzati dallo sviluppo del protoclassicismo bolognese, ed arriva al periodo iniziale del pontificato del petroniano Gregorio XII, salito al soglio pontificio negli anni che precedono la riforma artistica dei Carracci. La selezione degli artisti termina con i pittori nati tra il 1530 e il 1535 già al massimo della loro attività al momento del vescovado bolognese di Gabriele Paleotti, figura religiosa simbolo per l'impulso che seppe dare all'arte sacra nell'ambito della riforma cattolica postridentina.

L'esposizione, quindi, è stata ideata e strutturata in modo tale da stabilire un continuum con la mostra parigina Un siècle de dessin à Bologne 1480 - 1580. De la Renaissance à la réforme tridentine ospitata al Louvre dal 30 marzo al 2 luglio 2001e già allora curata da Marzia Faietti, Direttrice del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe della Pinacoteca Nazionale di Bologna, e da Dominique Cordellier, Conservateur en chef del Gabinetto dei Disegni del Louvre.

Info: "Il Cinquecento a Bologna. Disegni dal Louvre e dipinti a confronto". Pinacoteca Nazionale, Sala delle Belle Arti - Bologna -Orario: dal martedì alla domenica 9, 00 - 19, 00; lunedì chiuso. Ingresso: biglietto cumulativo (Museo e Mostra) intero 7 €, ridotto 3,5 €. Informazioni e prenotazioni: 051/4209411. Sino al 18 agosto 2002.

Voto 7 

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