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  23/09/2018 - 22:45

 

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Scanner - arte
 


Il Cinquecento a Firenze
Tra Michelangelo, Pontormo e Giambologna
Successo per la mostra curata da Carlo Falciani e Antonio Natali che propone opere sacre e profane dei grandi maestri del secolo
Dal 21 settembre 2017 al 21 gennaio 2018 a Palazzo Strozzi di Firenze

 




                     di Giovanni Ballerini


Iniziata con Bronzino nel 2010, a cui ha fatto seguito nel 2014 Pontormo e Rosso Fiorentino, la trilogia di mostre di Palazzo Strozzi a cura di Carlo Falciani e Antonio Natali, si conclude (dal 21 settembre 2017 al 21 gennaio 2018) con Il Cinquecento a Firenze. Tra Michelangelo, Pontormo e Giambologna. Questa straordinaria mostra prodotta e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi, sicuramente una delle più belle del 2017, mette in dialogo oltre settanta opere di artisti come Michelangelo, Bronzino, Giorgio Vasari, Rosso Fiorentino, Pontormo, Santi di Tito, Giambologna, Bartolomeo Ammannati. La mostra, che a un mese dalla sua conclusione ha superato i 100.000 visitatori, apre nuovi orizzonti su un’epoca di grandissima proliferazione artistica. Le prime due sale sono dedicate ad artisti che furono modelli di riferimento imprescindibili non solo per gli allievi diretti, e accostando capolavori degli anni Venti del Cinquecento. Il visitatore può assistere a suggestivi confronti tra opere – come quello imperdibile tra la Deposizione di Santa Felicita di Pontormo, la Deposizione dalla croce di Volterra di Rosso Fiorentino, il Cristo deposto di Bronzino proveniente da Besançon – e riscoprire, tra gli altri, capolavori come la celebre Pietà di Luco di Andrea del Sarto e il Dio fluviale di Michelangelo. Un modo intelligente per celebrare una   eccezionale epoca culturale e di estro intellettuale, segnata dalla Controriforma del Concilio di Trento e dalla figura di Francesco I de’ Medici, uno dei più geniali rappresentanti del mecenatismo di corte in Europa. Nelle sale di Palazzo Strozzi si troveranno a dialogare, in un percorso cronologico e tematico allo stesso tempo, opere sacre e profane dei grandi maestri del secolo. Artisti capaci di giocare su più registri espressivi mediando la propria formazione, avvenuta sui grandi maestri d’inizio secolo, con le istanze di un mondo che affrontava un complesso cambiamento verso l’età che sarebbe stata di Galileo Galilei, aperta a una nuova visione sia della natura sia dell’espressione artistica di respiro europeo.

Voto 8 

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