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Ettore Sottsass
Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci a Prato

 


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  20/06/2018 - 19:12

 

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Ettore Sottsass
Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci a Prato
Dal 20 marzo al 30 maggio 1999

 




                     di Ilaria Monici


Ettore Sottsass a ottantun anni, porta i capelli raccolti in una treccia ed ha un volto più interessante di quando era giovane e sembrava un professorino più che un architetto e un design. Comunque, non è questo il motivo per cui il Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci a Prato ha deciso, su un idea di Bruno Corà e Gianni Pettena, di dedicare a lui e ai suoi allievi, un' ampia mostra antologica.
La mostra, curata da Ettore Sottsass e da Milco Carboni, è una retrospettiva del lavoro di Sottsass dal 1980 ad oggi. Ad essa, si aggiungono cinque personali dei giovani architetti e design che sono associati con lui nello studio: Marco Zanini, Mike Ryan, James Irvine, Mario Milizia e Johanna Grawunder.
L'esposizione suddivisa in periodi permette di evidenziare l'evoluzione del linguaggio progettuale del maestro e le sue influenze sul lavoro complessivo dello studio.
Nel primo periodo che va dal 1980 al 1985, comincia il rapporto di Sottsass con le grandi industrie come Brionvega, Mandelli e Wella. Si inizia a rendere partecipi i designers alle decisioni di marketing. Gli architetti cominciano non più soltanto a disegnare oggetti o mobili da inserire in una linea di produzione ma propongono una nuova visione della casa e dell'abitare e del rapporto con il pubblico. Questo ha comportato la traduzione su vasta scala delle innovazioni linguistiche e formali che si andavano concretizzando nelle mostre del gruppo Menphis ( nel 1981, la prima mostra Menphis fu un evento di risonanza mondiale).
Dal 1986 al 1991, Sottsass e i suoi associati, confermano un sempre maggiore interesse per l'architettura. E' il momento dei tanti progetti di ville da casa Cei a Empoli, a casa Wolf in Colorado, alla bellissima villa blu in Belgio. Continuano intanto, le attività di disegno d'interni e di design, si consolida anche il settore grafica: da Alessi, a Olivetti Synthesis, passando dai manifesti per il Centenario delle Olimpiadi a quello della Mostra d'Arte per la Biennale di Venezia.
L'ultimo periodo analizzato dalla mostra è quello che arriva fino al 1999, in cui le prospettive del "gruppo" si allargano all'urbanistica, al disegno delle nuove città possibile immaginata come un immensa area di servizi. Il progetto della nuova Malpensa parla proprio di velocità e concentrazione che sono importanti per una qualità del lavoro più complessa.
Così appare chiaro il senso dell'architettura come un luogo disegnato intorno ai percorsi e ai movimenti della vita dove c'è ancora spazio per la ricerca, la curiosità, l'osservazione disperata dell'esistenza.

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