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  18/10/2017 - 11:26

 

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I racconti dell’orso
Regia di Samuele Sestieri e Olmo Amato
Cast: Samuele Sestieri, Olmo Amato, Freya Roberts, Bengt Roberts.
Durata 67 min. Italia, Finlandia, Norvegia, 2015

 




                     di Matteo Merli


L’opera prima di Sestieri e Amato rimane impressa nella memoria per la sua impronta sognate e imperfetta, grazie ad una idea di fare cinema in maniera diversa ai consueti canoni narrativi della produzione italiana.
Un monaco meccanico proveniente da un altro pianeta, insegue uno strambo omino rosso.  Dopo aver attraversato boschi, città deserte e lande desolanti, i due si riconciliano grazie al ritrovamento di un vecchio peluche d’orso. Questo muterà il loro rapporto, uniti nel ridare vita a questo giocattolo inanimato. Il tutto parte da  un sogno bambinesco e il  viaggio dei due stralunati personaggi, non è che un percorso attraverso il senso fuggevole e al contempo incantevole del tempo, che trascorre tra la nature e le semplici esigenze affettive del Duo, deciso di dare un senso alle loro azioni. Se il film gioca la sua carta migliore nel trovare libertà negli spazi  bellissimi dell’ambiente circostante, dando forza ad un plot risicato, da cortometraggio, il risultato intenerisce e arriva al suo scopo finale: dove l’amicizia è un affetto che non si trascura nella placida forma  rappresentata dai due strani esseri, dando uno scopo all’esistenza immateriale. Il coraggio di Sestieri e Amato è stato quello di dare vita ad un opera totalmente indipendente, libera da costrizioni produttive, puntando su pochi elementi a disposizione, dimostrando che una semplice idea coadiuvata da una volontà realizzava di ferro, può portare al successo, vedi le selezioni al  Festival di Torino e Rotterdam. Questo coraggio può essere una forma di incoraggiamento per molti altri registi disillusi dal sistema, ovviamente per Sestieri e Amato, la prossima opera sarà il loro effettivo banco di prova. Comunque non fatevelo scappare.

Voto 7 

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