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  10/07/2020 - 05:48

 

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Berlinale 70
Nuova direzione nel segno dell’Italia
In concorso Fabio e Damiano D’Innocenzo con Favolacce e Giorgio Diritti con Volevo nascondermi
Festival internazionale del cinema di Berlino, dal 20 febbraio 2020 al 1 marzo 2020

 




                     di Matteo Merli


Il neo direttore Carlo Chatrian, inizia a inserire con forza le modifiche all’assetto del Festival internazionale del cinema di Berlino. La prima novità è l’abolizione del Premio Alfred Bauer, l’onorificenza che premiava l’opera che aprisse nuove tendenze nell’ambito del cinema mondiale (nel corso degli anni, fra gli altri, l’avevano vinta: Léos Carax, Lav Diaz, Alain Resnais e per l’Italia Ricky Tognazzi). Adesso il premio è stato sospeso, dopo le tardive rivelazioni circa le compromissioni di Alfred Bauer, fondatore e per un quindicennio direttore del festival, col regime nazista, di cui anche la stampa italiana ha dato ampia diffusione nelle settimane passate. È notizia di ieri l’incarico affidato dalla direzione del festival allo Institut für Zeitgeschichte di avviare accurate indagini sulla questione, ciò che dovrebbe produrre nel giro di pochi mesi una documentata relazione. Seconda novità: il concorso è stato portato a 18 film soltanto eliminando la categoria del fuori concorso. Fra gli autori noti o molto noti presenti in concorso: Philippe Garrel (Le sel de larmes), Abel Ferrara (Siberia), Sally Potter (The Roads Not Taken con Javier Bardem e Salma Hayek), Christian Petzold (Undine), Hong Sangsoo (The Woman Who Ran), il duo Delepine/Kervem (Éffacer l’historique), a questi si affiancano registi non celeberrimi come il duo Ilya Khrzhanovskiy/Jekaterina Oertel (DAU. Natasha) o l’iraniano Mohammad Rasoulof (There Is No Evil). L’Italia è in gara con il nuovo film dedicato al pittore girato da Giorgio Diritti con Elio Germano (Volevo nascondermi) e, dopo La terra dell’abbastanza, il secondo film dei fratelli D’Innocenzo (Favolacce), peraltro anche il film di Ferrara con William Dafoe protagonista, è coprodotto dall’Italia.
Terza novità: al concorso si affianca la sezione Berlinale Special (film di finzione) ovvero Berlinale Special Gala (film documentari), sezione che in realtà esisteva già in passato ma che a partire da quest’anno ricomprende un numero assai più significativo di film, 19 in tutto (9 per Berlinale Special Gala e 10 per Berlinale Special). Fra gli altri film di finzione che vedremo: Charlatan di Agnieszka Holland, il film di animazione Onward di Dan Scanlon e My Salinger Year di Philippe Falardeau, Pinocchio di Garrone; fra i documentari si segnalano: The American Sector sui pezzi di muro di Berlino sparpagliati in giro per l’America, Degeneratsia (355 minuti), un documentario su Hillary Clinton, un documentario intergenerazionale coordinato da Jiu Zhang-Ke. Ultima novità è la creazione di sezione nuova intitolata Encounters, che prevede una giuria apposita e ben tre premi finali (miglior film, regia, e premio della giuria) e comprende 15 film dallo spirito innovativo. Si tratta di opere di autori non particolarmente conosciuti, anche se al suo interno troviamo film di Christi Puiu e, soprattutto, l’ultima opera del grande Alexander Kluge, intitolata Orphea, ideata a quattro mani col regista filippino Khavn de la Cruz. Occhio sempre alla sezione Forum, dove si vedrà La casa dell'amore di Luca Ferri e Zeus Machine, mentre nella tumultuosa Panorama si trova Semina il vento di Danilo Caputo e tante altre sorprese. Imperdibile la retrospettiva di King Vidor con ben 35 pellicole! Un Festival rinvigorito e pronto a variegare la sua proposta per sfidare Cannes e Venezia con al centro un tocco tutto italiano da non trascurare.

Voto 8 

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