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Un festival faro per il cinema orientale in Europa

 


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  26/05/2024 - 04:52

 

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Far East Film 25
Un festival faro per il cinema orientale in Europa
Apre le proiezioni Ajoomma di He Shuming, chiude Full River Red di Zhang Yimou
Dal 21 aprile al 29 aprile 2023 a Udine

 




                     di Matteo Merli


Il Far East Film Festival, festeggia un quarto di secolo nel segno del cinema orientale e per questo la XXV edizione del festival punta su un cartellone di ben 78 titoli (9 le anteprime mondiali, 13 quelle internazionali, 14 quelle europee e 23 quelle italiane) provenienti da ben 14 paesi (tra i quali la Mongolia per il secondo anno). Un'edizione che vuole raccontare l'Oriente in modo diverso nelle sue molteplici sfaccettature. Ad aprire il FEFF 2023: la prima co-produzione tra Singapore e Corea del Sud, Ajoomma di He Shuming, ovvero la storia di una signora singaporiana di mezz'età che sogna di raggiungere la patria dei suoi adoratissimi K-Drama. A seguire l'estremo Bad Education: una commedia nerissima, scritta e prodotta da Giddens, enfant terrible del cinema taiwanese, e opera prima di una vecchia conoscenza del Festival: Kai Ko, il protagonista di You Are The Apple of My Eyes. Chiuderà la kermesse l'ultima fatica di Zhang Yimou: film in costume che mescola mistero, umorismo e azione. Ispirato a un famoso testo poetico e patriottico, da cui prende il titolo, Full River Red è ambientato nel 1146 durante la dinastia cinese Song. Molto attesi sono: A Guilty of Conscience di Jack Ng, uscito a gennaio, con la cifra astronomica di 11 milioni di euro è il film hongkonghese che ha incassato di più di tutti i tempi. Il film è un dramma giudiziario su un avvocato con la coscienza sporca che finirà per difendere i meno privilegiati, i meno fortunati. Al cinema di Hong Kong viene dedicato ampio spazio mettendo insieme una selezione di 6 nuovissime opere prime raggruppate con il marchio di fabbrica Making Waves - Navigators of Hong Kong Cinema alle quali si aggiungono il nuovo film, dopo Still Human, interpretato da Anthony Wong (Gelso d'Oro alla Carriera nel 2019) Sunny Side of the Street e, in anteprima mondiale, Everyphone Everywhere di Amos Why, acuta e tragicomica riflessione sull'uso eccessivo dello smartphone con tutto ciò che ne consegue. Il Giappone sarà rappresentato da 8 film nella sezione competitiva, 3 in quella parallela e 4 nella retrospettiva. Tra le personalità più attese, l'eclettico e super prolifico regista Hiroki Ryuichi, che presenta 3 suoi film: il nuovissimo Phases of the Moon, in concorso, un appassionante dramma con al centro il tema della reincarnazione, You've Got a Friend, fuori concorso, un dramedy sulle pratiche sado-maso di un tranquillo impiegato di mezza età e in retrospettiva il suo primo lungometraggio commerciale: 800 Two-Lap Runners del 1994, una variazione sul tema dei teen movie. In anteprima internazionale The Legend & Butterfly dramma storico dell'affermato regista Otomo Keishi. Un racconto bellico che è anche un'epopea cinquecentesca e una grande storia d'amore. Yudo, una vera dichiarazione d'amore al sento cioè al bagno pubblico che, da luogo cittadino popolarissimo in terra nipponica, è caduto in disgrazia negli anni '70. Da Taiwan arrivano Marry My Dead Body, esilarante ghost comedy, e Day Off, dolcissimo ritratto di una parrucchiera per uomini. Dalla Thailandia, lo spettacolare coming of age You&Me&Me, diretto dalle sorelle gemelle Hongvivatana, mentre dalla Malesia arrivano due titoli Abang Adik, e Cost Guard Malaysia: Ops Helang. Dall'Indonesia due action della regista Upi e Joko Anwar. La Mongolia invece presenta The Sales Girl, commedia ambientata tra gli scaffali di un sexy shop, e alle Filippine con tre film: Deleter, l'horror di Mikhail Red, la favola nera In My Mother's Skin, opera prima di Kenneth Dagatan, senza dimenticare la commedia sulle truffe e le insidie della rete Where is the Lie? di Quark Henares. Interessante la selezione che arriva dalla Corea del Sud, tra l'inquietante horror The Other Child, lo spettacolare film in costume The Night Owl, sugli intrighi di palazzo svelati da un agopunturista cieco, Phantom, thriller di spionaggio diretto da Lee Hae-young che presto uscirà in Italia distribuito da Lucky Red. Oltre agli ospiti già citati, al FEFF 25 saranno presenti l'hongkonghese Johnnie To, il giapponese Watanabe Hirobumi e il coreano Jang Sun-woo. Riceverà inoltre il Gelso d'Oro alla Carriera la leggendaria attrice giapponese Baisho Chiekoa. Hayao Miyazaki, suo grande ammiratore, ha segretamente modellato su di lei Sophie Hatter, il personaggio principale del Castello Errante di Howl. Tra le novità del FEFF 25, invece, quattro masterclass con quattro grandi personalità del cinema asiatico: Johnnie To, a cui sarà dedicato il focus intitolato Johnnie Without a Gun, il già citato Hiroki Ryuichi, Po Chih Leong e l'acclamatissimo Jang Sun-Woo. Un festival faro per il cinema orientale in Europa, che ogni anno espande la sua proposta per diventare una manifestazione plurale e immersiva per lo spettatore e cinefilo che viene a Udine.

Voto 8 + 

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