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  04/06/2020 - 04:07

 

  home>cinema > film

Scanner - cinema
 


1917
Regia di Sam Mendes
Cast: George MacKay, Dean-Charles Chapman, Mark Strong, Andrew Scott, Richard Madden, Colin Firth, Benedict Cumberbatch, Claire Duburcq, Teresa Mahoney, Daniel Mays, Adrian Scarborough, Justin Edwards, Anson Boon
USA/ GB, 2019. Durata 110 min

 




                     di Matteo Merli


Il film diretto da Sam Mendes, racconta un anno cruciale della Prima guerra mondiale, il 1917, dal punto di vista di due giovani caporali britannici, Schofield (George MacKay) e Blake (Dean-Charles Chapman). Appartengono entrambi all'ottavo battaglione e prima di essere camerati, sono innanzitutto amici. Loro due vengono scelti per una missione pericolosa: attraversare il territorio nemico per consegnare un messaggio a un battaglione di 1600 uomini, tra cui il fratello di Blake, Joseph. Così facendo, impedirebbero ai soldati di cadere in una trappola mortale, ben congegnata dai tedeschi. Il tempo a disposizione è poco, e la ritirata tedesca porta con se insidie e minaccie per i due soldati britannici. Come se fosse uno schema video ludico, dove i protagonisti si devono muovere da un punto A ad un punto B per raggiungere all’obiettivo, e lo sfondo si muove da un territorio bruciato dalla guerra, con trappole insidiose, ad un aviatore tedesco che si precipita verso di loro, a una città in macerie, dove una neonata resiste nell’ombra di una candela. Questi sono gli elementi scarni di contorno in questa cavalcata che in grande parte apparterà al soldato Schofield, seguito con due macro piani sequenza a creare un clima ansiogeno e pericoloso tra cadaveri e trincee. Se da una parte l’apparato scenico è debordante e fascinoso, si rimane solo impigliati in un quadro visivo ammagliante per la tecnica, ma che non si sente il sudore e il sangue della perdita e dell’oblio nero della guerra che ti entra sotto la pelle e comprime i polmoni, rendendoti poco lucido e sempre in affanno. Quello che manca al racconto di Mendes e il respiro di questi giovani allo sbaraglio che rischiano la loro vita e che una semplice corsa riduce solo ad uno sforzo ludico tra due punti. Allora se dobbiamo rispolverare il tema in oggtto è meglio rivedersi o recuperare Gli anni spezzati di Peter Weir.

Voto 5 

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