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  23/06/2024 - 18:44

 

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Scanner - arte
 


Juergen Teller
Go-Sees
25 giugno - 8 luglio 1999
Fondazione Pitti Immagine Discovery

 




                     di Giovanni Ballerini


Go-Sees non è un lavoro fotografico comune. Le 426 immagini che lo compongono sono un occhio (diverso dal solito) puntato sull'ambizione di emergere. Juergen Teller ha proposto il progetto il 24 giugno a Pitti Immagine Discovery. Il nuovo spazio dedicato all'arte contemporanea di Pitti Immagine, dopo le indovinate mostre di Doug Aitken e Pipilotti Rist, apre quindi le sue porte (in occasione di Pitti Immagine Uomo e Pitti Immagine Filati) all'anteprima di Juergen Teller, che nell'occasione ha proposto al Discovery anche il video Can I Own Myself?

Go-Sees (1999) è un progetto che riassume un anno di lavoro. Ogni giorno una giovane aspirante modella bussa alla porta dello studio del fotografo in Ladbroke Grove, West London, nella speranza di passare il casting e diventare la grande star del futuro. Juergen fotografa ogni ragazza sulla soglia della porta dello studio, o appena fuori, sulla strada. Ogni ragazza viene fotografata nello stile tipico di Juergen, understated e realistico. Il lavoro che ne viene fuori è Go-Sees, che in realtà rappresenta una sottile riflessione sulla giovinezza e la bellezza, sulla vulnerabilità, il desiderio e l'ambizione. E' questo sottile gioco che riflette le dinamiche nella relazione tra il fotografo e la modella sconosciuta il vero protagonista della mostra del Discovery. Le fotografie sono montate su 7 pannelli, una accanto all'altra, come un racconto fotografico di 426 episodi.

"L'allestimento è minimale - spiega il Direttore Comunicazione di Pitti Immagine Lapo Cianchi - Ma è un atteggiamento voluto, proprio per sottolineare ancora di più il livello, la qualità delle opere esposte".

Interessante anche Can I Own Myself?, il video (9 minuti), realizzato in collaborazione con il design group Fuel, ci mostra Kate Moss a casa sua che parla direttamente alla macchina da presa. Kate mixa insieme sue riflessioni a frasi ispirate al Manifesto del Partito Comunista di Karl Marx. Ma torniamo a Juergen Teller. Il fotografo è nato a Erlangen, Germania, nel 1964. Dopo un breve apprendistato come liutaio, ha cominciato la sua carriera di fotografo. Ha studiato fotografia alla Bayerische Staatlehranstalt für Photographie a Monaco. Si è trasferito a Londra nel 1986 dove continua a vivere e lavorare. Juergen Teller ha raggiunto la notorietà nei tardi anni Ottanta attraverso il suo lavoro per gli style magazines inglesi i-D, The Face e Arena. Insieme a suoi contemporanei come Corinne Day, David Sims, Nigel Shafran, ha sicuramente cambiato l'immagine della fotografia di moda: dalle levigate superfici degli anni Ottanta a un più autentico realismo per gli anni Novanta. Ha lavorato anche per Vogue, Dazed and Confused, Artforum, Vibe, Details, Stern e AbeSea. Le campagne da lui realizzate includono Hugo Boss, Jigsaw, Menswear, Helmut Lang, Matzuda, Miu Miu, Comme des Garçons, Calvin Klein, Anna Molinari e Katharine Hamnett. Ha anche fatto molti ritratti folgoranti di musicisti, scrittori e attori - da P.J. Harvey a Björk, da Martin Amis a Kurt Cobain, da Elton John agli Everything but the Girl. La sua prima grande mostra personale è stata organizzata da The Photographers' Gallery (Londra) nel 1998. La monografia Juergen Teller è stata pubblicata nel 1996, seguita da uno studio fotografico sulla Berlino contemporanea, intitolato Der Verborgene Brecht, nel 1997. La pubblicazione correlata al lavoro, Go Sees, (la grafica del volume è curata dal gruppo di design inglese Fuel) uscirà, per le edizioni Scalo, nel settembre 1999.

Voto 7 

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