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Mario Airò
Installazione luminosa
L’inaugurazione sarà accompagnata da una performance di musica elettronica del musicista bolognese Enrico Serotti
Sabato 20 settembre 2008 alle 19 sul ponte pedonale tra piazza Ferrante Mori e Piazzetta delle Cantine di Greve In Chianti si inaugura l’opera permanente site specific, a cura di Arabella Natalini per Tusciaelecta. Arte Contemporanea nel Chianti

 




                     di Giovanni Ballerini


"Mario Airò è un artista dello spazio, del suono e della luce. Si potrebbe dire che è un artista degli eventi, quelli che accadono negli spazi, ma va specificato che tutto accade nella virtualità dei processi mentali: gli eventi sono quelli che il visitatore immagina, a partire dall’opera che gli si manifesta intorno".

Nuova opera site specific di Mario Airò, a cura di Arabella Natalini, per la manifestazione d’arte pubblica nel Chianti Tusciaelecta una installazione permanente dedicata alla cittadina di Greve in Chianti. Una installazione luminosa realizzata dall’artista sul ponte pedonale che collega il centro storico di Greve alla zona di più recente costruzione. L’opera verrà “attivata” dalla presenza dei passanti, un articolato sistema di sensori e led luminosi segnalerà il passaggio dei pedoni, generando una variazione cromatica direttamente legata ai loro spostamenti.

Dal giorno dell’inaugurazione, sabato 20 settembre (ore 19.00), chi passerà sul ponte sarà accompagnato da una scia luminosa mobile che dialoga con il paesaggio circostante: un segno del tempo impiegato da ciascuno di noi per l’attraversamento, una memoria del nostro passaggio che non scruta nelle motivazioni personali, ma ce ne fornisce un’evidenza fuggevole e poetica.

Per l’occasione, le prime luci dell’intervento dell’artista saranno accompagnate dalla performance di musica elettronica del musicista bolognese Enrico Serotti, fondatore dei Confusional Quartet, celebre gruppo della new wave bolognese anni ’80. Mario Airò dona così a Greve un luogo che faccia sognare e divertire come egli stesso dice: - “Un segno che ci coglie e ci parla di ciò che stiamo facendo e di dove ci troviamo in un passaggio, ci induce in uno stato evocativo… o anche al riso, che l’improvvisa consapevolezza può stimolare.

Mario Airò è dal 1989 uno degli artisti più apprezzati della sua generazione: le sue opere sono state esposte anche alla GAM di Torino, al il P.S.1 di New York, al Castello di Rivoli, al Museum of Contemporary Art di Tokyo, allo S.M.A.K. di Gent e alla Triennale di Milano. Mediante un uso sapiente della luce artificiale e della tecnologia, ha creato un’opera che esplicita i significati del passaggio e, attraverso la stimolazione percettiva, porta all’attenzione dello spettatore-attore le sue molte, possibili, implicazioni, donando a questo ponte (originariamente piuttosto anonimo) un’inedita possibilità di sguardo e di accompagnamento per coloro che lo frequentano.

Mario Airò (Pavia 1961) vive e lavora tra Milano, Genova e Radda in Chianti.

Iinizia l’attività con un gruppo che trova aggregazione all’interno del corso di Luciano Fabro presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 1989, insieme ad altri giovani artisti residenti a Milano, ha dato vita allo spazio espositivo autogestito di via Lazzaro Palazzi e alla rivista «Tiracorrendo».

Ha avuto mostre personali e collettive in Italia e all’estero tra cui ricordiamo la sua partecipazione nel 2005 alla Moscow Biennale of Contemporary Art, Mosca; nel 2004 alla Biennale di Kwangju e in Spazi atti/Fitting Space: 7 artisti italiani alle prese con la trasformazione dei luoghi presso il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano. Nel 2001 espone in una personale alla GAM di Torino, “La stanza dove Marsilio sognava di dormire... e altri racconti”, alla Biennale di Valencia e al progetto pubblico permanente nell’ambito della rassegna Luci d’Artista a Torino; nel 2000 ha avuto una personale alla Kunsthalle di Lophem. Ricordiamo ancora la sua partecipazione nel 1997 alla 47° Biennale di Venezia. Hanno ospitato suoi lavori in mostre collettive, tra gli altri, il Castello di Rivoli, il Museum of Contemporary Art di Tokyo, lo S.M.A.K. di Gent (Belgio), la Triennale di Milano.

TUSCIAELECTA. Arte contemporanea nel Chianti è una manifestazione d’arte pubblica volta a produrre un modello di ridefinizione del paesaggio, e degli insediamenti urbani, attraverso l’inserimento di opere d’arte contemporanea nel Chianti con l’intento di costituire un rapporto significativo tra opere d’arte, appositamente realizzate, e contesto ospitante. Dal 1996 ad oggi la manifestazione ha ospitato più di cinquanta artisti, invitandoli a soggiornare nelle cittadine coinvolte e a progettare opere che intervenissero nel territorio. I lavori, eterogenei per processualità, progettualità e poetica, si trovano a travalicare la sfera prettamente estetica per inoltrarsi nella dimensione sociale, non solo con la loro presenza nei luoghi, ma anche attraverso lo scambio con il pubblico e con le energie produttive locali.

A partire dal biennio 2005/2006 Tusciaelecta ha avviato un percorso di graduale ridefinizione dei propri obbiettivi. Nella convinzione che sia necessario favorire una crescente interazione tra le opere e i contesti ospitanti, la rassegna ha iniziato a presentare un numero più ristretto di artisti e a concentrarsi sempre più sulla realizzazione di opere site specific permanenti. Tusciaelecta è promossa dai comuni di Greve in Chianti, Barberino Val d’Elsa, Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Impruneta, Radda in Chianti, San Casciano Val di Pesa, Tavarnelle Val di Pesa e Firenze.

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