ZOOM Festival 2007
ZOOM Festival 2006
Cosmesi, La primadonna: chi semina vento raccoglie tempesta, 2007
Teatro dell脱sausto, Foie-Gras, 2007
Compagnia gogmagog, Have I none, 2007
"Molta drammaturgia e in generale molto teatro contemporaneo si occupa del futuro e non sono pochi gli spettacoli che prendono
origine dalla fantascienza, come se occuparsi del futuro sia un modo per
analizzare e comprendere meglio il presente che viviamo".
Arrivano
dal luglio 2077I cupi segnali per la vita di oggi. Il migliore spettacolo di Zoom Festival 2007 � sicuramente l誕zzeccato
Have I none, la piece dell段nglese Edward Bond in
scena in prima nazionale al Teatro
Studio di Scandicci il 22 novembre 2007 (repliche il 23 e 24 novembre2007).
Questo piccolo gioiello di uno
dei maggiori drammaturghi inglesi viventi, un testo breve del 2004, mai
rappresentato in Italia, ha trovato nei Gogmagog la
migliore formazione per sottolineare, con enfasi e ironia, la contemporaneit� di
questa distopia, in cui il ritmo martellante delle parole trascina i
protagonisti in un riuscito, quanto intrigante, delirio a tre. Un delirio
teatrale ben riuscito, in cui le frasi ricorrenti, i motivi di incontro -
scontro� diventano delle gag � trance de
vie condivisibili, della realt� quotidiana. Quanti di noi si sono sentiti di
colpo proiettati in una dimensione improbabile, incredibile, quando cambiano le
regole del gioco? Basta una situazione rimessa in forse da una successione, da
un delitto, da uno scartamento temporale, da un cambiamento legislativo, per
vedere (sulle nostre coscienze)come le
norme in realt� possano variare le nostre percezioni sulla realt�, sul modo di
comportarsi, di reagire.
的n
realt�, e questa non � retorica, la nostra societ� non � basata sulla
tecnologia ma sul consumo e sulla schiavit� � sottolinea Edward Bond -.
Una schiavit� che assume la forma del consumo. Il compito del drammaturgo �
quello di sempre, ossia permettere al pubblico di vedere ci� che sta facendo,
per capire la propria vita e ci� che potrebbe succedere domani�.
Ecco
quindi che nelle iperboli proposte in Have I none, Il futuro diventa, se non
condivisibile, almeno prevedibile in quel suo essere senza scampo, sferzante,
credibile, eppure tragicamente
apocalittico. Purtroppo sulle mostre teste. Un futuro ipertecnologico, ma anche
e soprattutto distopico , pi� vicino a quello di Ray Bradbury che a quello codificato da Isaac Asimov.
!"Il
nostro incontro con la drammaturgia di Edward Bond
prevede naturalmente una
condivisione del suo modo di vedere il presente come luogo dominato dallo
sfruttamento, dalla sopraffazione, dalla violenza, dall� irrazionalit�. Una
violenza, una sopraffazione e un段rrazionalit� polverizzate, 杜icrofisiche� e
pertanto presenti in ogni aspetto della vita, anche e soprattutto in quella
domestica e familiare. Ci sono sembrati drammaticamente attuali i riferimenti
ad aree cittadine 途ipulite� rase al suolo con le ruspe, a intere comunit�
spostate da una zona all誕ltra, ai documenti
di identit� a cui spesso sono legati i
destini di uomini e donne�.
Ma
veniamo ai Gogmagog, in
questo progetto le qualit� espressive e performativa di Carlo Salvador e di
Tommaso Taddei, che ha firmato anche la regia, sono stati fondamentali nel
reggere la scena con credibilit� e personalit�. Con quel pizzico di surreale
che fa la differenza.
Ma
� stata soprattutto la recitazione � non recitazione della performer Cristina Abati, credibile con i suoi
tick, bravissima e fuori da coro e dalle convenzioni, con quel suo modo
schizzato di calcare la scena a fare la differenza. E se la Patty Smith di Scandicci (per la sincera intensit� che dedica alle sue varie performance)
si propone da attrice, riece a dire la sua a non scomparire. Anzi. Vestita come
una Cucinotta nel Postino di Troisi
(e quindi lontano dalle sue performance), dimostra, anche in fisicit�, di avere
le carte giuste, soprattutto, quando i toni si fanno surreali. Poco importa se
le fuori da ogni codice recitativo. Una regina dark, che sa dare quale qualcosa
in pi� a ogni cosa che esprime sulla scena. Con quel fascino e quella
inadeguatezza � preziosa unicit� di questa affascinante, quanto irregolare
performer, poetessa e musicista nata a Firenze nel 1974 che ha nelle corde un
percorso di innovazione. In realt� il plauso va allargato a tutti i Gogmagog, una delle poche compagnie toscane
pronte (e irrefrenabili) quando arriva lo stimolo giusto. Presenti a mille
sollecitazioni e ardite quando le idee arrivano anche da Oltremanica.
Continuate cos�.
Edward
Bond (1934) � uno dei maggiori drammaturghi inglesi contemporanei. Molti dei
suoi titoli hanno subito in patria attacchi e, di fatto, dal 1989 la maggior
parte della sua produzione recente, ossessionata dai temi della guerra, � stata
rappresentata per la prima volta in Francia. Questi
i sui titoli maggiori, rappresentati in tutto il mondo. Salvo (1965),
Quando si fa giorno (1968), Black Mass (1970), Lear (1972),
Bingo (1973), The Woman (1978), The War Plays (1985). Tra
i suoi ultimi testi, messi in scena da Alain Fran輟n e Christian Benedetti, da
segnalare Caf� (2000), Onze (2001) Crime (2001). Ha scritto per le musiche di Hans Werner Henz
(tra
l誕ltro il libretto della Gatta Inglese)
e per il cinema, collaborando a Blow-up
di Michelangelo Antonioni (1966) e a The
Walkaboutdi Nicholas Roeg (1971), in Italia ha coodiretto con Antonio
Calenda Days of fury (1971)
Voto
8