Nato il 9 luglio 1937 a Bradford, nello Yorkshire, David Hockney è morto a 88 anni nella sua casa a Londra l’11 giugno 2026. L’artista, che si è formato al Bradford College of Art (1953-1957) e, successivamente, al Royal College of Art di Londra (1959-1962), dove è entrato in contatto con artisti come R. B. Kitaj e Allen Jones, In 40 anni di carriera ha raccontato il mondo con colori brillanti, con uno spiccato approccio multimediale alla creazione delle immagini, da una continua riflessione sulla rappresentazione e la prospettiva. E, negli ultimi anni, ha sottolineato l’idea che la tecnologia possa rappresentare un’estensione naturale della pratica artistica.
Per tutti i fan di questo maestro considerato giustamente uno dei più grandi esponenti della pop art è da non perdere, dopo il grande successo della retrospettiva alla Fondation Vuitton di Parigi «David Hockney 25», la sua prima personale allestita alla Serpentine Gallery di Londra dal 12 marzo al 23 agosto 2026. Si chiama David Hockney: A year in Normandy and some other thoughts about paintings ed è un’esperienza immersiva in cui l’artista inglese invita gli spettatori a rallentare e a notare la straordinarietà nella quotidianità.
Questa nuova personale di uno degli artisti più influenti del nostro tempo è stata concepita in stretta e fattiva collaborazione con l'artista, che ha scelto di riunire opere realizzate da lui nel 2020, proprio quando il mondo si fermò a causa del dilagare del Covid . L’esposizione è centrata sul fregio panoramico di Hockney, Un anno in Normandia ed è ispirata ai rotoli pittorici cinesi e all'Arazzo di Bayeux, un'opera monumentale che cattura sull’iPad il susseguirsi delle stagioni nell'ex studio dell'artista in Normandia. I disegni, circa un centinaio, sono presentati in successione lungo le pareti dello spazio espositivo della Serpentine North, su un pannello continuo di quasi 90 metri, che in qualche modo apre un colorato dialogo fra i paesaggi normanni di David Hockney e la natura circostante di Kensington Gardens. Lungo la tapestry si susseguono senza soluzione di continuità fenomeni meteorologici e stagioni, in ordine cronologico.
Accanto al grande fregio, la mostra allinea una serie di nature morte e ritratti realizzati negli ultimi anni, da Hockney.
I nuovi dipinti dell’alfiere della Pop Art inglese, creati appositamente per questa esposizione, estendono la sua fascinazione di lunga data per l'atto di guardare, riaffermando la sua convinzione che la bellezza semplice meriti di essere celebrata. E condivisa. Una lezione che questa ultima mostra inaugurata quando l’artista era ancora in vita, merita di essere amplificata ora che l’ex ribelle della Pop Art britannica è scomparso.
Voto
8
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