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15/06/2026
C’è anche un’opera che non si vede da circa 80 anni – il Ritratto sagomato di Amanzia Guerillot – tra le opere che saranno esposte nella mostra Le signore dell’arte. La parità del talento nell’arte italiana moderna, curata da Massimo Bertozzi, che dal 27 giugno al 25 ottobre si terrà a Palazzo Cucchiari di Carrara e che, nella stessa sede, sarà presentata ai media venerdì 26 giugno alle ore 11.30 alla presenza del curatore e di Franca Conti (Presidente della Fondazione Giorgio Conti).
Si tratterà di un interessante sguardo “di genere” che punterà i riflettori su un lato poco noto dell’universo artistico a cavallo tra XIX e XX secolo, ovvero sul “peso” dei rapporti familiari nella formazione e poi nell'affermazione delle artiste italiane, a fronte del cambiamento della loro condizione sociale e artistica tra la metà dell'800 e la metà del '900,
Attraverso la selezione ragionata di 131 opere - di cui una quindicina tra sculture e altri oggetti - che portano la firma di ben 42 artiste, più tre dipinti di Giacomo Balla e ben quattro opere di Felice Casorati – nelle intenzioni di Bertozzi vi è la volontà di richiamare l’attenzione dei visitatori su quei cento anni durante i quali i cambiamenti si rivelarono drastici, creando l’opportunità per le vere protagoniste della mostra – qui definite le Signore dell’arte, senz’altra specificazione (figlie, mogli o compagne di..) – di dare piena e libera esplicitazione del loro personale innegabile talento.
Per realizzare tutto ciò arriveranno a Palazzo Cucchiari opere da importanti enti prestatori, a iniziare dalla Presidenza della Repubblica, dalla Camera dei deputati, la Banca d’Italia, le Gallerie degli Uffizi di Firenze, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, i Musei Reali di Torino, il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, oltre a numerose gallerie e collezioni pubbliche e private.
Dal Quirinale arriva un dipinto di Giacomo Balla che si intitola Affetti e nel quale – come spiega Bertozzi – «ritrae la moglie e la prima figlia, nella luce rarefatta della cucina, nella loro casa di via Paisiello, mentre la signora Elisa sorveglia la soddisfazione della piccola Luce intenta alla lettura di una lettera. Il dipinto è a tutti gli effetti una replica puntuale dello scomparto centrale di una delle opere più significative del periodo divisionista di Balla: dipinto nel 1910, fu acquistato nel 1914 dalla regina Margherita di Savoia, direttamente nell’atelier del pittore e destinato alla Collezioni del Quirinale, dove si trova ancora oggi». Le “figlie d’arte” Luce ed Elica Balla, saranno, con le loro opere, entrambe tra le protagoniste della mostra.
Giovanni Ballerini - Redazione Scanner.it
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