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  17/04/2026 - 09:52

 

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Beato Angelico
Artista simbolo dell’arte del Quattrocento
Mostra a cura di Carl Brandon Strehlke
Dal 26 settembre 2025 al 25 gennaio 2026 a Palazzo Strozzi e al Museo di San Marco di Firenze

 




                     di Giovanni Ballerini


"Con la programmazione dei prossimi mesi, vogliamo offrire al nostro pubblico un percorso che attraversa secoli e linguaggi, mettendo in relazione l’eredità del Rinascimento con le più innovative esperienze artistiche contemporanee” – dichiara Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi -. Dalla grande retrospettiva su Beato Angelico alla mostra dedicata a Rothko, passando per i progetti di KAWS e Andro Eradze, Palazzo Strozzi conferma la sua identità come spazio di incontro tra tradizione e sperimentazione, ricerca e innovazione”.
Una straordinaria mostra dedicata a Fra Giovanni da Fiesole, più conosciuto come Beato Angelico e artista simbolo dell’arte del Quattrocento a Firenze, si tiene dal 26 settembre 2025 al 25 gennaio 2026 a Palazzo Strozzi e al Museo di San Marco.
L’esposizione, che è stata co-organizzata insieme alla Direzione regionale Musei nazionali Toscana del Ministero della Cultura, celebra a Firenze uno dei padri dell’arte del Rinascimento in un percorso che, tra le due sedi di Palazzo Strozzi e del Museo di San Marco, affronta la produzione, lo sviluppo e l’influenza dell’arte di Beato Angelico, che per l'occasione viene proposta in dialogo con altri grandi pittori, come Lorenzo Monaco, Masaccio, Filippo Lippi, ma anche scultori quali Lorenzo Ghiberti, Michelozzo e Luca della Robbia.
Frutto di oltre quattro anni di lavoro, il progetto ha reso possibile un’operazione di eccezionale valore scientifico e culturale, riunendo nelle due sedi più di 140 opere dipinti, disegni, sculture e miniature provenienti da prestigiosi musei, biblioteche e collezioni italiane e internazionali, ma anche da numerose chiese e istituzioni territoriali di grande valore storico e culturale. La mostra su Beato Angelico, che è stata curata da Carl Brandon Strehlke, curatore emerito del Philadelphia Museum of Art, rappresenta la prima grande esposizione a Firenze dedicata all’artista dopo settant’anni- L’occasione di questo evento permette il restauro di numerosi capolavori grazie a un’articolata campagna di interventi e di riunire per la prima volta pale d’altare di uno dei principali maestri dell’arte italiana di tutti i tempi, che sono state disperse da oltre duecento anni.
Celebre per un linguaggio artistico che, partendo dall’eredità tardogotica utilizza i principi della nascente arte rinascimentale, Beato Angelico (1395 circa – 1455) ha creato opere memorabili per la maestria nella prospettiva e l’uso della luce nel rapporto tra figurazione e spazio. La mostra permette di esplorare la qualità assoluta di questo artista come mai in precedenza, facendo emergere la capacità di innovazione artistica in relazione a un profondo senso religioso, fondato su una meditazione sul sacro in connessione con l’umano.

Voto 8 

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