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La regina della Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia 2001

 


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  21/10/2017 - 07:00

 

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Nicole Kidman
La regina della Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia 2001
Il destino d'attrice:
Il ritratto della splendida attrice nata nelle isole Hawaii

 




                     di Luca Rotella


Il rosso fuoco dei suoi capelli, la pella candida del longileneo corpo, l'intensità degli occhi che rendono lo sguardo innocente e torbido con la stessa forza sembrano disegnati appositamente per il grande schermo. Il destino d'attrice per Nicole Kidman è già segnato nel suo patrimonio genetico prima ancora che quattordicenne, nel 1981, potesse approdare al film per la tv " Bush Christmas" , trampolino di lancio verso il mondo dello spettacolo per questa  giovane interprete, nata nelle isole Hawaii ma presto trasferitasi in Australia. Nei successivi anni ha modo di partecipare a diverse produzioni di rilievo, dalla miniserie della ABC "Winners" a "Five Mile Creek" fiction targata Disney e primo assaggio di popolarità per la Kidman che sempre più richiesta dalla tv arriva al cinema nel 1986 con l'action movie " Windrider".E' sempre prima la televisione a scoprire il suo talento drammatico che emerge nella serie "Vietnam" dove Nicole interpreta Megan una ragazza agiata degli anni sessanta che si ritroverà un decennio dopo a protestare con tutto il suo temperamento contro la feroce guerra nel Vietnam. La mecca del cinema comincia a strizzarle l'occhio ma la gavetta continua alternando sceneggiati e film minori tra cui anche "Un'Australiana a Roma" prodotto dalla Rai e diretto da Sergio Martino nel 1988.L'Italia le porta fortuna perché un anno dopo la Kidman ottiene il passaporto per la celebrità  grazie ad un thriller ad alta tensione come "Ore 10:calma piatta" diretto da Phillip Noyce, conosciuto ai molti per il recente "Il collezionista d'ossa". Il film che ha come protagonisti maschili Sam Neill e Billy Zane è uno dei maggiori incassi della stagione cinematografica americana e Nicole Kidman, che strappa il ruolo ad attrici come Debra Winger e Sigourney Waever, viene notata da Hollywood e soprattutto da Tom Cruise che la contatta mentre l'attrice è al Japan Film Festival.L'occasione è rappresentata da un film come "Giorni di tuono", un blockbuster in piena regola hollywoodiana ricordato più per l'amore nato tra i due attori che per le sue qualità e successo. Nel 1990 Tom Cruise e Nicole Kidman convolano a giuste nozze incarnando per il pubblico il mito della coppia bella e di successo mentre per la stampa si tratta di una trovata pubblicitaria per lanciare la Kidman nel firmamento delle star e per celare l'omosessualità di Cruise.Da questo momento in poi l'attrice è richiestissima da tutti gli studios e inanella una serie di grandi successi al botteghino da "Billy Bathgate" dove recita accanto a Dustin Hoffman e Bruce Willis, a "Cuori Ribelli", di nuovo con Cruise, passando per "Malice" con Alec Baldwin, "My life" con Michael Keaton sino a "Batman forever" dove è la donna di Val Kilmer contesa però da Jim Carrey. Paradossalmente proprio mentre realizza questi film da cassetta Nicole viene notata dai registi più controversi e dagli autori più raffinati e apprezzati dalla critica; questa "seconda" carriera, intervallata da film commerciali come "The Peacemaker" di Mimi Leder  con George Clooney e "Amori e Incantesimi" di Griffin Dunne con Sandra Bullock, inizia con Gus Van Sant e raggiunge l'apice con Stanley Kubrick. L'autore di "Belli e Dannati" regala alla Kidman una straordinaria interpretazione in un film culto degli anni '90 come "Da Morire" nel quale incarna magistralmente Suzanne Stone che di continuo,preannunciando i tempi del "Grande Fratello", afferma "In America non sei veramente qualcuno se non compari in tv".Il suo volto diventa la perfetta maschera del cinismo, dell'avidità e della follia tanto che ottiene numerosi premi dal Golden Globe al premio come migliore attrice al Festival di Seattle sino al premio della Critica Cinematografica Americana e londinese. Altra prova d'attrice, però meno riuscita, è quella rappresentata dalla trasposizione cinematografica, a cura di Jane Campion, di "Ritratto di Signora" lo straordinario romanzo di Henry James. La Isabelle Archer della Kidman è un pò più sbiadita rispetto a quella descritta dalla penna felice di James così la Kidman non sempre tiene testa alle indimenticabili interpretazioni di John Malkovich e Barbara Hershey suoi compagni di set.Nel 1997 inizia l'odissea "Eyes Wide Shut" che impegna l'attrice e il marito per oltre due anni di riprese spezzate dai tempi decisi da sua Maestà Stanley Kubrick; il compianto regista di "Arancia Meccanica" vuole per il suo adattamento di "Doppio Sogno" di Schintzler una coppia d'attori hollywoodiana per mettere alla luce i più torbidi segreti, desideri e fantasie di una relazione coniugale. Dopo aver pensato a Kim Basinger ed Alec Baldwin opta per Cruise e la Kidman, ed oggi, alla luce della loro separazione, non si può fare a meno di considerare gli effeti postumi di questo film che continuano, nonostante la morte del regista e la data d'uscita nelle sale che è già di due anni. La pressione di stampa, critici e spettatori è così forte che la coppia Kidman-Cruise è la più chiacchierata e sovraesposta dello spettacolo;loro ne escono, almeno inizialmente, vincitori e professionalmente le loro carriere si arricchiscono  al punto di rientrare fra le simpatie dei più grandi registi, facendosi strada nel cinema indipendente. Non a caso i successivi film della Kidman hanno poco a che fare con con il pop-corn cinema, il primo in ordine di uscita nelle sale è "Moulin Rouge" di Baz Luhrman, presentato all'ultimo Festival di Cannes. Nicole questa volta è da sola, senza l'ombra del marito dal quale si separa così bruscamente qualche mese prima della vetrina primaverile di Cannes.La pellicola è accolta favorevolmente, di più viene apprezzata, in  questo post-moderno musical pieno dell'eco della pop-art e dalla disco music anni '70 e '80, la performance della Kidman che per la prima volta canta in un film.Tra pochi giorni l'attende la Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia che già l'elegge regina grazie a due titoli presenti nella sezione ufficiale e in quella fuori concorso e che sono rispettivamente "The Others" e "Birthday girl".Il primo diretto da Alejandro Amenabar è uno dei più attesi del festival grazie all'eco di critiche lusinghiere che giungono dagli Stati Uniti dove c’è stata l’anteprima lo scorso 2 agosto 2001. Il prestigioso Hollywood Reporter lo recensisce come una delle storie di fantasmi più eleganti e ricche di suspence degli ultimi anni, altri invece parlano di un finale sorprendente ed intrigante degno de “Il Sesto senso”. Nicole interpreta in questo thriller il ruolo di Grace che si ritrova ad accudire da sola, il marito è tra i soldati dispersi della Seconda Guerra Mondiale, i figli affetti da una rara malattia che vieta loro il contatto con la luce del sole. “Ma ciò che si nasconde – recita la locandina del film - dietro ogni spiraglio lasciato aperto, nella penombra dei lunghi corridoi, non è solo una minaccia alla salute dei bambini.In "Birthday girl" diretto da Jez Butterworth,invece, la Kidman sarà l'inquietante sposa venuta dalla Russia dell' "ordinario" Ben Chaplin che l'ha scelta su un catalogo "on line". Tra i prossimi progetti dell'attrice troviamo "Dogville" del regista due volte Palma d'oro Lars Von Trier , "The Hours" tratto dalll'omonimo libro premio Pulitzer di Michael Cunningham, che annovera tra le interpreti Meryl Streep e in fase di sviluppo c'è il nuovo film di Jane Campion "In the cut" prodotto dalla Miramax e tratto dal romanzo di Susanna Moore.

Voto 9 

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