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Mira Sorvino
Trionfo di una dea
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  20/10/2017 - 23:45

 

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Mira Sorvino
Trionfo di una dea
Scanner propone il ritratto un personaggio destinato a divenire una vera e propria icona cinematografica
Cresciuta nel New Jersey, dispone di un bagaglio culturale elevato

 




                     di Luca Rotella


Sono poche le attrici che, al primo ruolo da protagonista, incarnano un personaggio destinato a divenire una vera e propria icona cinematografica. Mira Sorvino è una di queste e il suo successo, in gran parte, è dovuto a Woody Allen che le ha cucito addosso il personaggio di Linda Ash ne "La dea dell'Amore" uno dei capolavori della produzione più recente del regista newyorchese. La figlia del grande Paul Sorvino nelle succinte vesti di questa "Pretty woman" politicamente scorretta ma dal cuore d'oro, conquista tutti, pubblico e critica, così nel giro di un anno si ritrova da emergente a vincitrice dell' Oscar come migliore attrice protagonista nell'edizione 1996 degli Academy Awards, premio che suggella una lunga lista di riconoscimenti internazionali tra cui il prestigioso Golden Globe. Hollywood scopre una nuova stella e subito capisce che si tratta di un personaggio un po' anomalo per la sfavillante mecca cinematografica; Mira, infatti, cresciuta nel New Jersey, dispone di un bagaglio culturale elevato rispetto alla media delle sue colleghe, è laureata con lode all'Università di Harvard in Lingue e Civiltà Est-Asiatiche, prima di dedicarsi alla recitazione si è occupata di problemi sociali, analfabetismo e pregiudizi, non a caso la sua tesi era dedicata al conflitto razziale in Cina. Da questi dati è facile capire come alla Sorvino non interessi solo la polvere di stelle e la fama, così se immediatamente al bagno di popolarità, i ruoli offerti nel cinema sono insulsi meglio preferire la televisione se le produzioni sono di qualità. Nel 1996 è la protagonista della fiction della HBO dedicata alla grande Marylin Monroe, "Norma Jean & Marylin" le fa ottenere l'Emmy come migliore attrice, segue un altro sceneggiato della CBS Hallmark "Jake's Woman" firmato da Neil Jordan e interpretato tra gli altri da Alan Alda. Ha lavorato anche con la grande Gena Rowlands in "Parrallel Lives" curato dallo Showtime e recentemente negli U.S.A è andato in onda la nuova versione de "Il Grande Gatsby" dove ha interpretato Daisy. Il grande schermo la vede protagonista dopo la commedia "Romy & Michelle" con Lisa Kudrow e l'horror "Mimic" di Guillermo Del Toro con uno dei più bei film, un po' sottovalutato, di Spike Lee "Summero of Sam" uscito nelle sale due anni fa e presentato al Festival di Cannes. Durante l'estate 1977, in una New York sotto shock per gli efferati omicidi, a sfondo sessuale, di un serial killer s'intrecciano le vite e i destini di più persone in cerca della propria identità tra queste Dionne, la Sorvino appunto, in conflitto con la propria sessualità. Sulla Croisette sempre nel '99 "sfila" un'altra pellicola di Mira, particolarmente intimista, non a caso la regia è di Paul Auster, "Lulu on the bridge" che vede nel cast Karvey Keitel e Vanessa Redgrave. Accanto a Val Kilmer è protagonista di uno dei maggiori successi americani al botteghino di quella stagione "A prima vista". Intenta a dimostrare ancora una volta la sua versatilità sceglie il teatro, non quello convenzionale piuttosto quello forte, irruente e d'avangurdia; prima sceglie "Greensleeves" della scrittrice Joyce Carol Oates , poi "Best Schools" e infine sui palchi off-Broadway con "Naked" .

In questi giorni è nelle sale italiane con il film di Clare Peploe "Il Trionfo dell'Amore" prodotto da Bernardo Bertolucci e presentato in concorso al recente Festival del Cinema di Venezia. Nella trasposizione dell'omonima commedia di Marivaux la Sorvino interpreta il doppio ruolo di una principessa che per amore sarà costretta ad inventarsi, complice il sottile gioco dell'ambiguità, un'identità maschile. A proposito di questa meravigliosa performance la regista dice di lei "ho capito subito che Mira era in grado di assumersi una parte così difficile. A convincermi sono state la sua intelligenza sottile e la determinazione. Mira inoltre - continua la Peploe - ha studiato per la riuscita del ruolo, sia la pittura francese del XVIII° secolo che il manierismo maschile e il linguaggio corporeo di quell'epoca". Molti sono i progetti cinematografici di Mira Sorvino che ha espresso il desiderio di lavorare di nuovo con il suo pigmalione Allen; in post-produzione sono "The Grey Zone" di Tim Blake Nelson dove è una prigioneria di Auschwitz che contrabbanda esplosivi con i ribelli e "Semana Santa" un thriller con Olivier Martinez , suo compagno nella vita, che la vede indossare i panni di una detective inviata a Siviglia durante una Settimana Santa sconvolta da due omicidi. Molto atteso il chiacchieratissimo , per via della presunta lite con Mariah Carey , "Wise Girls" dove interpreta una donna di mafia mentre ha da poco terminato le riprese di "Between Strangers". Questo film, diretto da Edoardo Ponti, ha realizzato un vero e proprio sogno per Mira Sorvino lavorare con la grande Sophia Loren.

Voto 9 

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