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Anonymous Art Studio
L´ironia irreale della realtá
Caos: L´arte lo denuncia.
Il silenzio: ...Assordante!

 


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  20/10/2017 - 12:34

 

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Anonymous Art Studio
L´ironia irreale della realtá
Una nuova luce fra la giovane arte che
denuncia senza chiudere gli occhi e senza gridare.

 




                     di Drago


Due narcisisti cechi di fronte all´estetismo riflettono da uno specchio la cruda realtá tentata dá tabú, immersa "nel sacro" e riempita dal "profano".


 

"...Abbiamo un open space nel centro di Livorno... Il risultato è stato inaspettato... Il verde è ambivalente, non soltanto rinascita ma anche putrefazione.
...Non è il classico concetto Dadaista, ma per noi l’Arte la si può ritrovare nella vita di tutti i giorni..."

La cooperazione artistica amplifica il raggio d´onda dell´espressione. Lavori pensati e studiati al minimo dettaglio per un effetto dall´ironia irreale tipica della realtá. Anonimous Art Studio.. Senza paura. Senza pudore...


 


 

Buon Giorno.
-
Salve

Nome?
-
Elena Bertoni e Simone Romano. Insieme "Anonymous Art Studio"

Il nome del progetto è già dichiarazione del nostro fare artistico.
anonymous non intende cancellare la personalità ma costruire una più complessa idea di soggetto.
Per questo abbiamo deciso di chiamarci con un anti-nome che non fosse un simbolo di appartenenza, ma che racchiudesse molteplici identità proprio grazie alla non identità del singolo.

Artista?
-
Ci occupiamo di Arte in diversi settori, comunque sempre Arti Visive. Trattiamo a seconda delle necessità la fotografia, la pittura, l’installazione, il video e la performance.

Chiederti cosa significa essere artista sarebbe una domanda troppo azzardata... ma in cosa identifichi l´arte?
-
Identifichiamo l’Arte praticamente in tutto. Non è il classico concetto Dadaista, ma per noi l’Arte la si può ritrovare nella vita di tutti i giorni, o almeno è a questo che aspiriamo.

...l´arte é comunicazione?
-
Sempre. A seconda dell’artista e del fruitore cambia il tipo di comunicazione (anche inteso come qualità estetica), ma un buon Artista o un cattivo Artista comunicano sempre e comunque "cambia soltanto" il risultato.

... o forse soltanto espressione?
-
E’ comunicazione attraverso l’espressione.

Un colore?
-
Il verde sicuramente. Non perché prevalga nei nostri lavori ma perché lo sentiamo vicino come colore-simbolo di ciò che rappresenta.

Il verde è ambivalente, non soltanto rinascita ma anche putrefazione, così come crediamo che il Cosmo sia ambivalente in tutte le sue forme, a partire dalla natura umana.

...e un oggetto?
-
Lo specchio, due narcisisti hanno bisogno di riflettersi.

Un oggetto del colore che hai scelto... !
-
Uno specchio verde!

Se dovessi sintetizzare ció che fai in tre parole...
-
Analizziamo il contemporaneo.

E se ne potessi aggiungere un´altra?
-
Ironizzando.

Parlami della tua produzione artistica...
-
La ricerca è il primo passo. Lo studio della poetica e del tema che andremo ad affrontare. Questo si concretizza via via con il progetto, bozzetti e schizzi o fotografie documentative di quello che andremo a prendere in esame. E poi può restare tutto li, fermo a fermentare come in un alambicco da alchimista, oppure essere partorito in pochissimo tempo. Anche i progetti però che non vedono subito la luce sono sempre aperti e pronti a trovare concretezza, basta solo che arrivi il momento adatto.

Quanto lavori al giorno?
-
Non abbiamo un tempo prestabilito per “pensare” e produrre, i nostri progetti nascono da situazioni impensabili e molto naturali… solitamente le ore notturne sono quelle che ci sono più congeniali.

Caos o silenzio?
-
Tutti e due, e non per scelta. Non ci diamo ruoli, non c’è una modalità con la quale fare Arte, così come non c’è un momento o una situazione precisa nella quale ci mettiamo a tavolino per creare. Tutti i nostri lavori sono studiati dall’inizio alla fine nel minimo particolare con grande precisione ma questo non implica il fatto che ci sia una regola con la quale operiamo, alcuni lavori dettano da soli le loro regole.

E il tuo studio...
-
Abbiamo un open space nel centro di Livorno. E’ la nostra casa ed il nostro studio, ma molti dei nostri lavori sono “sparsi” tra gallerie e collezioni.Le produzioni spesso avvengono qua da noi, dove abitiamo, a meno che non si tratti di "site specific", anche questa una parte rilevante del nostro lavoro. Questo spazio è stato ricavato da un ex deposito di reti dei pescatori livornesi, noi lo abbiamo restaurato e rivisto in alcuni particolari. Il risultato è stato inaspettato, pur non sconvolgendo le caratteristiche primarie del posto, è nato un luogo contemporaneo, fatto di grandi ambienti luminosi che continuano a mantenere l’originaria accoglienza.

Italia, Europa o Mondo?
-
Mondo.

...il viaggio nell´arte é importante?
-
Importantissimo, lo abbiamo capito con il tempo.

..fondamentale?
-
Si, il viaggio è fondamentale. Il viaggio non inteso soltanto come spostamento fisico, ma anche come viaggio mentale che può avvenire attraverso la lettura, con una scoperta, magari anche minima che ti permette di conoscere. A volte il viaggio può procurartelo il dialogo con una persona, l’incontro con il nuovo, sarebbe più giusto  parlare di esperienza in questo caso e non strettamente di viaggio. L’esperienza apre la mente e ci da modo di confrontarci con l’esterno, con quello che apparentemente magari non ci appartiene ma che in questo modo abbiamo la possibilità di fare nostro.

Un Artista che stimate?
-
Bruno Peinado, abbiamo avuto modo di lavorare con lui, è nata una forte intesa ed uno scambio costruttivo di opinioni.

Un Artista a voi vicina?
-
Jeff Koons, perché è ironico ed irriverente e usa molti mezzi di comunicazione dell’Arte visiva. Non trascura la pittura ma la usa quando serve, così come facciamo noi e oltre a questo aspetto tecnico pensiamo che ci siano molti altri punti in comune.

Una persona che per voi é un artista?
-
Wanna Marchi... è una performer eccezionale!

Trash o Kitsch?
-
Trash & Kitsch decisamente! Non amiamo le rinunce. Così come nella vita non ci precludiamo una cosa a discapito di un’altra, spesso questo viene visto come una mancanza di chiarezza o peggio come indecisione… al contrario, siamo decisissimi a non voler rinunciare a niente.

E la critica? Che rapporti hai?...
-
Un buon rapporto, ci siamo resi conto che il messaggio viene recepito ed il più delle volte condiviso. E’ bellissimo sentirsi letti e capiti attraverso le opere.

Ti senti meglio interpretato dalla critica o dal pubblico "popolare"?
-
Mediamente la critica fa meno fatica nella lettura di ciò che proponiamo, ma il nostro scopo è proprio questo, fare una comunicazione in qualche modo popolare, una sorta di istruzione al concetto che proponiamo, e questo comunque non ha a che fare con il buonismo dell’Arte sociale.

Cosa ne pensi della frase: “L´Arte é l´unico istante in cui l´espressione diventa fine e soggetto di se stessa”?
-
L’Arte non può fermarsi in un momento, neanche in quello creativo. L’Arte è anche l’Artista, il pubblico, il fruitore e chiunque ne tragga interesse.

Che rapporti hai con il pubblico popolare?
-
Sicuramente quello con il pubblico popolare è un rapporto fondamentale, questo non significa che cerchiamo un’approvazione. Non è necessario il consenso ma l’interesse, spesso proprio il disaccordo provoca una riflessione o quantomeno un coinvolgimento.

Strada o galleria?
-
Tranne nel caso in cui il luogo è parte significante del lavoro, per il resto questo ha l’unica funzione di contenitore. Ci interessa soprattutto che questo interagisca con il contenuto in modo da non coprirne il valore principale. Strada e galleria presentano situazioni diverse, la prima alimenta il contatto spontaneo con il pubblico popolare, la seconda altrettanto necessaria è quasi esclusivamente frequentata da preposti dell’Arte. Questi sono il contatto che crediamo sia alla base della crescita di ogni Artista.

Come dai e che importanza ha il "Titolo" per i tuoi lavori?
-
Il Titolo è parte fondamentale nei nostri lavori. A volte è nel Titolo che si trova la chiave di lettura. Di solito smorziamo o accentuiamo l’impronta di base di tutto il lavoro grazie proprio a questo, diamo il tocco finale per rendere a seconda dei casi più o meno ironica l’opera. Scegliamo sempre al termine del progetto il titolo che questo dovrà avere, anche perché non arriviamo alla fine di un lavoro nel modo esatto in cui siamo partiti. E’ per questo che la decisione viene sempre presa al termine, quando già abbiamo l’opera finita davanti a noi, perché è solo allora che possiamo "battezzare" il lavoro con il suo nome.

Una domanda che vorresti ti fosse fatta da un critico?
-
Perché avete deciso di lavorare in coppia?

La risposta?
-
Perché in coppia non ci sentiamo come uno più uno uguale due, ma come uno più uno uguale un numero infinito... le nostre idee sviluppate insieme non ci hanno mai castrati, ma ci hanno sempre permesso di moltiplicare le possibilità ed amplificarle.

La popolarita´ ha inciso molto sui tuoi lavori?
-
Forse ha inciso positivamente. La popolarità ci fa rendere conto che quello che abbiamo da comunicare arriva, il riscontro lo abbiamo registrato nei vari eventi.

Quando eri bambino magari sognavi di diventare artista... adesso cosa desideri per la tua carriera?
-
Continuare ad essere bambini.

Un´artista a cui ti piacerebbe fare delle domande....
-
Joel Peter Witkin.

Che domanda gli faresti?
-
Gli chiederemmo il perché del suo percorso e crediamo che sarebbe comunque costruttivo un dialogo con lui.

La tua risposta?
-
Nel nostro caso il percorso non è stata una scelta ma un divenire naturale.

Che domanda faresti a chi ti ha fatto questa intervista?
-
Che cosa ha dettato la tua curiosità verso il nostro lavoro? C’è un elemento in particolare che ha fatto scattare questo interesse?

Ti lascio qualche riga per farti “pubblicitá”! Ok?
-
Il nostro catalogo consultabile in ogni momento si trova all’indirizzo www.anonymousart.it

Nella pagina delle news troverete tutti gli eventi che abbiamo in programma per i mesi a venire… accorrete numerosi, accorrete numerosi!

 

Drago e Scanner ti ringraziano e... alla prossima!

 

 

Voto 8,5 

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