Firenze e Washington DC si passano il testimone grazie alla mostra Broken. Il potere del frammento, curata dal direttore del National Gallery of Art di Washington Dickerson III e da Andrew Sears, assistant curator of northern European paintings, entrambi della National Gallery of Art, in collaborazione con Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi, che dal 25 settembre 2026 al 24 gennaio 2027 è allestita a Palazzo Strozzi.
Organizzata con la National Gallery of Art di Washington (che la proporrà dal 3 marzo al 27 giugno 2027), l’esposizione si pone come un emozionante viaggio tra culture e storie di tutto il mondo attraverso più di 80 opere che spaziano dall’antichità all’arte contemporanea (provenienti da culture, epoche e aree geografiche diverse) e che celebrano il potere evocativo e il fascino che il frammento ha esercitato nella storia della scultura dall’archeologia all’arte contemporanea.
Ma torniamo all’esposizione fiorentina, che accoglie opere dei principali maestri della storia dell’arte, tra cui Giovanni Pisano, Michelangelo, Antonio Canova, Auguste Rodin, sono affiancate alle sculture di artisti contemporanei come Louise Bourgeois, Huma Bhabha, Robert Gober, Francesco Vezzoli e Danh Vo, che hanno assunto il frammento come punto di partenza per nuove possibilità espressive. Il dialogo fra le opere storiche e contemporanee che caratterizzano il percorso creano confronti inattesi e ricchi di fascino in questa riuscita mostra a Palazzo Strozzi.
Come suggerisce Plinio, la rottura non è necessariamente una forza distruttiva. Nei frammenti che crea custodisce il potere di trasmettere la sua peculiare magia. Osservare una statua spezzata può emozionare quanto vederla intatta. In sintonia con questa tesi, Broken. Il potere del frammento indaga le ragioni e le circostanze che hanno determinato la distruzione o il danneggiamento di sculture, dalle iconoclastie antiche e moderne alle devastazioni belliche, dal vandalismo alle calamità naturali. Il progetto attraversa epoche e geografie diverse (dalle antiche civiltà dell'Egitto, della Mesoamerica, dell'Etruria, della Grecia e di Roma, si estende fino alle culture premoderne e moderne degli attuali Messico, Mali, Perù e Cambogia) ed è stato costruito attraverso prestiti di opere provenienti dalle più importanti istituzioni internazionali, tra cui il Metropolitan Museum di New York, il Museo del Louvre di Parigi, il British Museum di Londra, il Museo Archeologico Nazionale di Atene, il Museo Nazionale Romano, il Museo Archeologico Nazionale di Firenze e il Museo Nacional de Antropología di Città del Messico.
La mostra si sviluppa in sezioni tematiche che indagano il frammento come fenomeno storico, culturale e simbolico, esplorando le vite di opere che ci permettono di interrogarci sul rapporto tra distruzione e memoria, perdita e immaginazione, assenza e sopravvivenza. Il frammento emerge così come una forma autonoma di conoscenza: una presenza che custodisce le tracce del tempo e, nelle sue lacune, continua a evocare il passato e a interrogare il presente.
Catalogo Marsilio Arte
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Voto
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