partner di Yahoo! Italia

Fizz - Idee e risorse per il marketing culturale !

Scanner - Cultura Opinioni Online
links redazione pubblicità info redazione@scanner.it


   


Rosanna Gentili
La pissera
Sotterraneo
Compie 20 anni
Claudio Cirri
Di cosa parliamo quando parliamo d'amore
Pessoa. Since I've been me
Recensione dello spettacolo
Pessoa. Since I've been me
Regia, scene e luci di Robert Wilson
Felicità turbate
Di Tiezzi e Luzi
Roberto Mercadini
Felicità for dummies
Rimini Protokoll
La Conferenza degli Assenti
Teatro dei Gordi
Pandora
Leoni per il Teatro 2021
La Biennale di Venezia

 


Ricerca avanzata

 

 

Arte Musica Libri Cinema Live Interviste Home Vignette Gallery Hi-Tech Strips Opinioni Gusto Ospiti TV

  09/06/2026 - 08:15

 

  home>live > teatro

Scanner - live
 


Psicopompoteatro
Hamelin
Di Juan Mayorga. Traduzione e regia: Manuela Cherubini. Con Gabriele Benedetti, Luisa Merloni, Mario Monopoli, Mariano Nieddu, Alessandro Quattro, Patrizia Romeo, Roberto Rustioni
A Primavera dei Teatri di Castrovillari (31 maggio – 7 giugno 2008), dal 30 settembre al 12 ottobre 2008 al Teatro OutOff di Milano

 




                     di Tommaso Chimenti


Il teatro c’è ma non si vede. Personaggi con il tono da persone. Stanno su un palco ma questo è un fatto irrilevante. C’è un’indagine in corso ma questo è un altro fatto irrilevante che la giuria non dovrà tenere in considerazione. Gli oggetti non ci sono, come non ci sono le stanze. Per terra vi è scritto che cosa lì ci sarebbe dovuto essere. Ci crediamo. A capofitto. Gli attori non hanno costumi di scena ed anzi sembra di assistere ad una prova, un “Rumori fuori scena” in presa diretta. Contrordini, dinamiche di gruppo, tutto si miscela al testo in un dentro-fuori senza filtri, in un’osmosi, senza cosmesi, da placenta, da setaccio, diga, imbuto. Cade a goccia “Hamelin” di Psicopompoteatro e sotto tutti a succhiare come topi attorno ad una ciotola di latte.

Lo vedi correre il testo, attorcigliarsi senza soluzioni, che forse tutti sono colpevoli e forse un vero colpevole non c’è. Un caso da risolvere, una meta da raggiungere. Qui è di scena il viaggio non la sua conclusione. Le luci sono accese fisse sul pubblico, pareggiando l’attesa ci sentiamo coinvolti, dentro in una grande stanza dove si sta discutendo di qualcosa. Con quell’ironia sottile e amara, cattiva che ti prende per i capelli, come una strofa di una poesia che razionalmente non ti è chiara ma che senti bussare e bruciare alla bocca dello stomaco. C’è qualcosa anche se non so cos’è. Come si possa chiamare. Un ricco signore filantropo che aiuta giovani, ragazzi e bambini di un quartiere disagiato e degradato. Mecenate o pedofilo, benefattore o approfittatore? Michael Jackson o Pasolini? La scuola di Rignano in provincia di Roma? Non è un giallo, è un noir dell’anima con il didascalista, il regista sulla scena alla maniera di Kantor, a precisare, spiegare le fasi, mentre attorno l’azione continua esaltandosi al di fuori della bolla di sapone della piece: sbuffi, mani sui fianchi, gomme masticate. Tutto è talmente vero che è ovvio che siamo a teatro. Il pifferaio suona il suo flauto e si porta via i bambini. Ma ogni musicista ha il suo strumento da poter suonare, le proprie carte nella manica, alcune più esplicite altre più nascoste. Armi della comunicazione dove i complici ed i compiacenti stanno a portata di sguardi, giornalisti o il pubblico stesso. Le storie si intrecciano, familiare e pubblico tra omertà e vergogna, i topi squittiscono ed il bene ed il male ritornano ad essere parole, concetti privati senza nessuna possibilità di codificazione certa, di regolamentazione assoluta. Dopo Primavera dei Teatri di Castrovillari lo spettacolo va in scena al Teatro OutOff di Milano dal 30 settembre al 12 ottobre 2008.

Voto 8 

        Invia Ad Un Amico

© Copyright 1995 - 2010 Scanner