Il giro della Toscana in trenta giorni. I siti archeologici sparsi per la Toscana come pretesto per avvicinarsi al teatro,
portatore di arte e cultura, il teatro come pretesto per scoprire le bellezze
del nostro passato millenario, dai Tusci, agli
Etruschi ai Romani. E’ la decima edizione de “Le notti dell’archeologia” (10-31 luglio), al quale si lega
“Archeologia narrante”, in collaborazione tra Regione, Museo Archeologico di
Firenze e Fondazione Toscana Spettacolo. “Avevamo cominciato il primo anno con dieci musei aperti –
dice orgogliosa la direttrice del Museo fiorentino, Carlotta Cianferoni – e con un solo giorno dedicato alla
manifestazione; adesso possiamo contare duecento eventi e quasi un mese di
programmazione”. Una Toscana nascosta anche per i toscani, ma un’occasione per i turisti, italiani e stranieri: “L’archeologia
ci racconta il presente dei nostri antenati e il nostro passato. – dice
l’assessore regionale Cristina Scaletti – Avvicinare la gente a
questo mondo lontano e affascinante, educare, istruire, fare conoscere attraverso il divertimento è il nostro intento”. Un teatro antico, messo in scena da grandi attori negli spazi lasciatici in eredità dai
popoli che scorrono ancora nel dna dei toscani. La manifestazione può
andare in scena anche grazie alle settanta associazioni archeologiche di
volontari, studiosi e appassionati. “Abbiamo incrociato i pubblici,
quello teatrale e quello legato all’archeologia – interviene la
presidentessa della Fts, Simonetta Pecini – si parte con “Iliade” della Famiglia Cuticchio, padri dei
Pupi e del cunto siciliano (13, 14 a Cortona). Ci sarà Vincenzo Pirrotta (15 al Museo archeologico di Firenze) con “Le Eumenidi”, Alfonso Santagata ripropone a Populonia (16) ed a Sovana (18) il suo “Tragedia a…”. Silvia Guidi sarà “La bella addormentata” di Riccardo Massai
(23 a Siena), ad Orbetello invece “Le Troiane”. Non può mancare
l’“Odissea” (28 ad Artimino),
“Ulisse” con David Riondino e Valerio Massimo Manfredi (29, Arsenali medicei a Pisa), e per chiudere Lucia
Poli e Giorgio Rossi, prosa e danza, in “Edipo e la pizia” di Durrenmatt (31
a Poggio Civitate)”. Info: ingresso libero; 055.219851; http://www.fts.toscana.it
Voto
8
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