Abbattimento dei confini, assenza di barriere spazio - temporali, velocità, interattività: in una parola Internet. O meglio - per usare un' espressione mutuata dal gergo comune -, . Non esiste forse termine migliore per definire un intricato ed affascinante universo che rapisce e può catturare nelle sue fitte trame. Un universo fatto di universi, un mondo che ingloba tutti i mondi.
Sara Bentivegna, docente di Comunicazione Politica e Teoria e Tecniche delle comunicazioni di massa alla Facoltà di Sociologia dell'Università La Sapienza di Roma, ci fornisce abilmente la cima del "filo di Arianna", guidandoci alla scoperta della politica in rete, con un saggio (pubblicato da Meltemi Editore), "La politica in rete", appunto, frutto di numerosi studi in Europa ed in America.
Mentre il panorama scientifico si divide tra coloro che guardano ai newmedia come un veicolo per riaprire la sfera pubblica di Habermas - quella sorta di agorà greca in cui i cittadini prendevano parola per discutere di argomenti di pubblico interesse -, risvegliando così il sopito mondo della politica, e coloro che vedono invece nei nuovi mezzi di comunicazione uno strumento di manipolazione e controllo dell'opinione pubblica - trasformando così la democrazia rappresentativa in diretta prima ed in continua poi -, Sara Bentivegna ci ammonisce dal non lasciarci trasportare da drammatizzazioni e falsi allarmismi. In realtà, infatti, Internet è sì un nuovo spazio comunicativo che può contribuire all'evoluzione dei processi democratici di una società, ma non ne è l'elemento propulsivo; può aiutare sì a controllare e dominare i cittadini, ma non è all'origine di questo processo.
Potremmo semmai definire la rete come un luogo in cui i cittadini dialogano come uguali tra uguali, interpretando gli argomenti con la saggezza dell'esperienza vissuta sulla propria pelle, introducendo temi provenienti dallo "share - knowledge" dato loro dai media.
Il punto, forse, è però un altro: come si può studiare la ripercussione di un evento senza sapere su chi si ripercuote? O meglio, come si può generalizzare?
Davvero calzante, a questo proposito, l'invito della scrittrice a considerare le implicazioni sociali dell'uso della tecnologia in riferimento ad un dato contesto ed in dato momento storico e politico, e soprattutto in riferimento ai valori, agli usi ed alle aspettative dei cittadini coinvolti.
Ecco che, dopo le iniziali e necessarie delucidazioni ed i conseguenti moniti, l'attenzione si concentra sui partiti politici e sulle motivazioni che li hanno spinti ad entrare in rete.
Non è un desiderio di presenzialismo. E', semmai, una voglia di essere presenti ed insieme liberi. Di esserci, senza dover passare dal filtro dei giornalisti. In Internet, infatti, ogni gruppo e movimento può "parlare" al suo pubblico dicendo esattamente quello che ritiene opportuno, senza limiti di spazio e senza il vincolo di dover "massaggiare un messaggio" per renderlo gradito ai media. In Internet i partiti si trasformano in produttori di flussi comunicativi controllati solo dall'emittente, senza mediazione alcuna.
E' la totale libertà di parola che, insieme alla particolare economicità, rende la creazione di un sito Web, l'unica possibilità dei partiti per ritornare ad essere investiti della loro antica funzione di guida per i cittadini. E' producendo e distribuendo informazione "pura", è organizzando le attività dei vari organismi e soggetti che lavorano per il partito, è dialogando con tutti coloro che sentono propria la res publica, che arriva inaspettata, la riconquista di un potere che fu.
Quanto mai apprezzabile l'accento posto sulle "minoranze" che popolano Internet: tra queste, vi sono i "Single Issue Group", gruppi di pressione che si formano per il raggiungimento di un obiettivo comune e, una volta conseguito il loro scopo, si sciolgono.
Molta attenzione viene inoltre data ai newsgroup politici, veri e propri forum di discussione attivati da cittadini capaci di particolare partecipazione.
Nel disegnare l'ampio quadro della realtà politica su Internet, Sara Bentivegna non ha decisamente mancato di cogliere le sfumature più impercettibili.
Descrivendo anche le varie azioni legali che sono state intraprese contro la rete, questo saggio diventa un utile e completo strumento capace di far stabilire un approccio sereno e razionale con Internet, evitando di far perdere la rotta in questo grande ed in parte ancora inesplorato oceano.
Sara Bentivegna, La politica in rete, Edizioni Meltemi, 1999
Voto
8