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Stefano Saccotelli, incontra Scanner, l\'attore, che in ottobre 2002 comparirà nella soap Centovetrine, è anche musicista ed autore di canzoni, scrittore, giornalista, Canale 5, televisione, tv, interviste, personaggi, attori, dichiarazioni, chiacchiere, star, telenovelas, serial, show
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  20/09/2018 - 04:15

 

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Scanner - interview
 


Stefano Saccotelli
L'attore, in ottobre 2002 comparirà nella soap Centovetrine
Serial di Canale 5
E' anche musicista ed autore di canzoni, scrittore, giornalista

 

                      di Sara Morandi



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Stefano Saccotelli, che in ottobre 2002 comparirà nella "Centovetrine", nei panni di un sacerdote e segretario di un vescovo (in un episodio molto importante del serial) si definisce un "poliedrico", un artista a 360° che, per genuina vocazione, più che per opportunismo professionale, ama spaziare attraverso le forme più diverse. Saccotelli è infatti attore, ma anche musicista ed autore di canzoni, scrittore, giornalista. Il "poliedrico" è in effetti una figura un po' sminuita nel nostro Paese, dove vige sempre di più il mito della specializzazione, a tutti i costi, un po' meno all'estero dove è più facile trovare nel mondo dello spettacolo personaggi atipici, capaci di spaziare tra ruoli e categorie differenti. A quasi quarant'anni Saccotelli ha ancora voglia di mettermi in gioco, forte dell'esperienza, ma anche dell'entusiasmo di un ragazzino. Non a caso uno dei suoi grandi miti è il personaggio di Forrest Gump, uomo semplice, forzatamente limitato, ma nel contempo straordinario talento che, pur restando sempre ai margini del sistema, riesce a raggiungere traguardi impensati in campi differenti rincorrendo il suo "American Dream.

Com'è iniziata la sua carriera artistica?
Come attore e cantante, partendo dalle recite di paese e dai cori parrocchiali. Ma la mia prima, vera attività professionale è quella di giornalista, iniziando dalle testate locali (cronista di nera all'età di appena sedici anni, mi sono iscritto all'Albo nel 1982 a diciannove). Ho lavorato per radio, televisioni locali e testate nazionali ("Il Giorno"). Il mio primo corso di teatro a scuola rappresenta la cosiddetta "folgorazione", e da allora seguono molte altre esperienze, prima come dilettante (spaziando dai classici, al cabaret, al teatro di ricerca...) e poi come semiprofessionista. Il resto è storia recente.
Che genere di attore si considera?
E' sempre difficile etichettarsi, meglio che lo facciano il pubblico e la critica. Credo di potermi definire un "caratterista", capace di interpretare più ruoli senza necessariamente assurgere a quelli da protagonista (che ho comunque già ricoperto in teatro). Per un attore, dicono, questo non è comunque un limite, e può aprire - specie se, come è il mio caso, supportato da una vocazione all'eclettismo - diverse possibilità. Ovviamente, me lo auguro.
Si sente più un giornalista, un attore o un compositore?
Tutte e tre le cose, in egual misura, anche se può sembrare presuntuoso e poco professionale. Credo di aver fatto bene in tutti e tre i campi, senza forse mai eccellere ma ritagliandomi spazi concreti e significativi, almeno per me: e comunque le attività giornalistica e, soprattutto recentemente, attoriale sono sempre state quelle in assoluto più appaganti.
Ha mai pensato di scrivere un film?
Per ora no, ma ho scritto un copione teatrale, assieme all'amica Gledis Alianto, "Madame Reclame, la Signora degli Spot". Una "piece" per ragazzi (presentata nel 1995 al premio dedicato nazionale "Giacomo Bardesono" di San Giorgio Canavese (TO), dove ho ricevuto un riconoscimento speciale per le mie attività artistiche) basata sulla figura di Cristina di Francia, prima Madama Reale, la cui storia - riscritta da uno sceneggiatore per un copione cinematografico - viene "stravolta" dall'irruzione di un virus informatico. Da questa commedia è scaturito anche un libro, "Cristina, Duchessa degli Spot". Ho pure ricevuto menzioni e riconoscimenti ad altri concorsi letterari in giro per l'Italia. Infine, ho tradotto ed adattato la sceneggiatura di un copione cinematografico americano, che potrebbe prossimamente - ma non posso dir di più per ora - sfociare in un film, nel quale spero anche di avere una parte come attore.
E' più bello essere attore televisivo, cinematografico o teatrale?
Sono tre universi diversi, tre differenti esperienze umane e professionali ma, anche, tre generi di recitazione e tecnica attoriale. Ultimamente sto affinando quella per la "fiction", televisione e cinema, ma certo l'emozione di un applauso dopo due tiratissime ore di palcoscenico è unica e, per me, rappresenta l'essenza stessa dell'"essere" attore.
Quasi sono i suoi hobby?
Cerco di divertirmi...lavorando, e nei momenti liberi mi rilasso viaggiando, leggendo, navigando in Internet e curando personalmente il mio sito www.geocities.com/s_saccotelli e la mia corrispondenza. Mi piace migliorare le lingue ed in particolare il mio inglese, e tenermi in forma con un po' di jogging, nuoto, tennis, e tecniche di rilassamento. Amo casa mia, nel privato sono una persona tranquilla, socievole anche se un po' troppo sensibile (sarà il mio segno zodiacale, Vergine...?) e che predilige le mura domestiche, e la compagnia degli amici attorno a un tavolo, a una chiassosa serata altrove.
Con tutti i lavori che fa, le resta un po' di tempo libero?
Come detto, mi diletto lavorando, o almeno ci provo... Per il resto credo, per me come per tutti, sia fondamentale ritagliarsi anzitutto dei momenti da dedicare a sé stesso ed agli affetti più cari, anche a costo di qualche sacrificio.
Adesso in cosa è impegnato?
Sto portando avanti produzioni con un paio di compagnie teatrali del territorio (io vivo in provincia di Torino), ho appena lavorato - piccoli ruoli, certo, ma importanti per chi si sta ancora facendo le ossa come me - in "Sospetti 2" (regia di Gianni Lepre, per Rai, nella parte del cancelliere del magistrato Roggi), una "fiction" che andrà in onda nel 2003, e ne "Il trasformista" (cinema), di e con Luca Barbareschi (fotoreporter). In ottobre apparirò in "Centovetrine", nei panni di un sacerdote e segretario di un vescovo in un episodio molto importante, ma non posso dire nulla di più ovviamente. Ma, soprattutto, negli ultimi tempi, ho ottenuto due importanti ruoli da co-protagonista: sarò il padre di Alex nella fiction "Gli amici di Oskar", prodotta da RTAmovie e Detour Audiovisivi per il canale tematico satellitare "Canal Jimmy" (Tele+). Un ruolo che ho ottenuto dopo una serie di provini sul personaggio, scelto personalmente dal regista Francesco D'Alessio (un emergente torinese che, assieme a Lorenzo Li Calzi, ha firmato il soggetto): Oskar è in realtà un...pesciolino che, si suppone, sia gay in quanto malsopporta la presenza delle compagne femminucce che vivono nella medesima vasca. Da quell'acquario, Oskar guarda il mondo all'esterno, quello della casa dove convivono i tre protagonisti: uno sguardo attento sui problemi della diversità, tolleranza ed omosessualità, fatto di dignità calpestata e pregiudizi ma anche dal diritto di essere sé stessi. Un'esperienza utilissima, sia dal punto di vista artistico che umano, ed un personaggio non facile da caratterizzare: un padre vecchio stampo, autoritario e intollerante, talmente choccato dalla scoperta dell'omosessualità di suo figlio da arrivare a picchiarlo e cacciarlo di casa. Il secondo importante progetto mi vedrà impegnato in ottobre, sul set del film "Niet, no, nein" di Alessandro Stevanon (co-prodotto dalla Regione Autonoma Valle d'Aosta): il mio ruolo sarà quello di un soldato italiano internato in un "gulag" russo, durante la Seconda Guerra Mondiale, amico fraterno e compagno di sventura del protagonista che non si rassegna a cedere allo strazio della prigionia. Una parte molto intensa, che credo metterà a dura prova le mie capacità attoriali e...non solo (sto cercando di perdere qualche chilo di troppo, che fatica!) ma che sento molto "mia": e per la quale, ed anche questa è una grossa soddisfazione, sono stato scelto tra oltre 200 provinanti.
Qual'è un segreto per essere un buon attore?
Ho ancora molto da imparare, ma diciamo una buona tecnica di base, preparazione costante, e poi cuore...tanto cuore, letto come la capacità di dare tutto sé stesso (dimenticando, a quel punto, la scuola) in un mestiere che non consente di risparmiarsi. La prima regola è comunque quella di amare questa professione, senza mai illudersi e prendendo quello che viene senza mai smettere di inseguire il grande ruolo. Continuare a studiare, perfezionarsi, lavorare se capita anche in produzioni minori, che sono la miglior palestra. Certo, il talento ha sempre una parte fondamentale, perché in questo mestiere, e cito uno dei miei maestri Mario Brusa, lavora solo chi è bravo al di là dei "curriculum", e dell'abilità di manager ed agenti.
Ha un attore modello, a cui piacerebbe somigliare?
Due in particolare. Robert DeNiro, per il cinema, ed il nostro grande Eduardo per il teatro, senza nulla togliere agli altri.
Con quali attori di un certo calibro ha lavorato?
Luca Barbareschi (anche regista de "Il trasformista"), Lina Bernardi, Roberto Alpi, Sabrina Marinucci e Pietro Genuardi (in "Centovetrine"), Sebastiano Somma, Stefano Molinari, Romina Mondello e Fiorenza Marchegiani (in "Sospetti 2"). Negli USA ho avuto il piacere di incontrare Michael Chiklis, "Il commissario Scali" di una fortunata serie già trasmessa da Canale 5, attualmente sugli scudi come protagonista della serie "The Shield" sulla Fox TV e recentemente nominato per l'Emmy Award...incrocio le dita per lui dicendogli..."Go Chik!".
Che consiglio darebbe a chi volesse immergersi in questo mondo così amato e sognato?
Non saprei, io stesso ho sempre bisogno di buoni consigli. Direi anzitutto divertirsi rispettando il lavoro, non illudersi mai, studiare, leggere, impegnarsi quotidianamente a migliorare la propria tecnica, convinti che per fare l'attore non esiste tempo o età (Calindri e Borboni insegnano) ma serve tanta costanza, umiltà e capacità di essere - o mostrarsi - sempre pronti a cogliere l'attimo fuggente. In una parola, come per tutte le cose, "crederci", e non sentirsi mai arrivati.

Voto 7 

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