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Intervista a Luca Enoch - 14 domande all\'autore dei testi e dei disegni di Gea - L\'ultima eroina della Sergio Bonelli Editore
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  19/12/2018 - 15:25

 

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Intervista a Luca Enoch
Varie domande all'autore dei testi e dei disegni di Gea
L'ultima eroina della Sergio Bonelli Editore

 

                      di Stefano Marzorati



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Dime Press - Per cominciare, puoi spiegarci quale sarà il tuo ruolo nel progetto "Gea"?
Luca Enoch - E' molto semplice: come mia abitudine di autore completo curerò, oltre alle sceneggiature e ai disegni, anche le copertine e le rubriche interne degli albi, che saranno di 128 pagine. Il formato rimarrà quello classico bonelliano.
DP - La prima cosa che colpisce il lettore del primo numero di "Gea" é la forte presenza di una componente musicale, che caratterizza il tuo personaggio (Gea suona il basso elettrico in una "band" di adolescenti) e l'atmosfera della storia. Quando parte sul suo scooter per una delle sue misteriose missioni nel cuore della notte Gea ascolta in cuffia "Born to Run' del mitico Bruce Springsteen e in uno dei suoi incubi ricorrenti (quello che riguarda la tragica morte dei suoi genitori) tu citi "These foolish things", una vecchia canzone di Ella Fitzgerald. Come mai? E' forse un modo per sottolineare ulteriormente il contatto profondo tra il tuo personaggio e l'universo giovanile?
LE - Ammetto che nei primi due numeri di "Gea" c'é davvero una forte componente musicale, che investe sia lo schema delle storie che la loro atmosfera. Questo accade sia come riflesso del mio amore per la musica, sia per ragioni che ubbidiscono a precise esigenze narrative. Gea, come del resto accade a tanti altri ragazzi della sua età, suona in un gruppo. Ho scelto di farle suonare il basso elettrico perché lo ritenevo uno strumento adatto a rispecchiare la psicologia del mio personaggio: di solito il bassista non sta in prima fila sul palco, come succede invece al cantante e al chitarrista, per natura più tendenti all'esibizionismo. Gea, invece , nonostante il suo apparente carattere estroverso , é in realtà una ragazza timida, discreta. Non vuole essere protagonista a tutti i costi, anche se in realtà lo sarà, ma in un modo del tutto speciale. Nel primo numero si assiste a un litigio in sala prove tra lei e il batterista, che é un "metallaro" e vorrebbe fare soltanto musica alla White Zombie o alla Sepultura. Ma Gea e gli altri del suo gruppo non hanno un'identità ben precisa: a loro piace spaziare da un pezzo "surf" a uno di rock puro classico. Nel secondo numero Gea e i suoi amici troveranno un nuovo rimpiazzo per il batterista e questo nuovo personaggio diventerà comprimario e confidente di Gea (sarà, infatti, l'unico che scoprirà la sua identità segreta e la vera natura della sua missione). In futuro arriverà anche una cantante perché, per il momento, il gruppo non ne ha una fissa: qualche volta Gea prova a cimentarsi con il canto ma i risultati sono disastrosi.
DP - Ci sono dei legami tra la musica e la presenza di una componente "fantastica" nella serie?
LE - Direi di sì, anche se nei primi numeri questi legami rimarranno soltanto accennati. La musica é vibrazioni e le vibrazioni, secondo le antiche credenze e certe dottrine esoteriche, possono permettere agli individui una diversa percezione del reale. Lovecraft, per esempio, tanto per citare un paragone letterario, aveva già sviluppato questa potenzialità: basta ricordare uno dei suoi più famosi racconti, "La musica di Erich Zann". Nei primi albi di Gea, comunque, la dimensione musicale sarà maggiormente legata alla linea narrativa " terrena", mentre il trait d'union con il sovrannaturale, con l'elemento misterioso sarà rappresentato dal basso, che non é un semplice strumento musicale ma qualcosa di più. Questa idea della musica come strumento di modifica della percezione della realtà mi intriga però molto e ho intenzione di svilupparla meglio in un prossimo futuro.
DP - Quanto é rimasto del personaggio di Sprayliz in Gea?
LE - A livello consapevole molto poco: per esempio, ho abbandonato quella componente sessuale ludica che era un po' una delle caratteristiche principali del mio vecchio personaggio. A differenza di Sprayliz , Gea é una quattordicenne che si affaccia alla vita e che, a differenza degli altri suoi coetanei, si trova ad affrontare un destino più grande di lei. Inoltre deve convivere con un trauma fortissimo, quello della perdita dei genitori che rivive periodicamente a livello inconscio. Nonostante questo, Gea affronta le varie situazioni con freschezza, con grande spontaneità e coraggio. Deve tenere segreto al mondo la sua identità di sentinella, di 'baluardo', che riesce sempre ad affrontare con spirito da quattordicenne, un po' scanzonato e ironico. Se é vero che questo ruolo le sottrae tempo da dedicare alle relazioni (anche sentimentali) con i suoi coetanei, é anche vero che Gea riesce ad essere un punto di riferimento per tutti loro: nella sua casa, un grande loft dove vive da sola, in compagnia del gatto Cagliostro, Gea ospita sempre un sacco di amici, con i quali organizza interminabili feste a suon di musica. Rimane tuttavia una ragazzina atipica: veste sempre di nero, in stile 'dark', proprio quando il 'dark,' come tendenza, é un pò passato di moda. Gea porta occhialini scuri ma non si tratta di una scelta estetica, ma funzionale: infatti lei é fotofobica, ovvero non riesce a tollerare la luce del giorno.
DP Hai parlato prima di un ruolo che il destino ha assegnato a Gea. Lei ne é consapevole?
LE - Sì. Anche perché questo suo ruolo del tutto speciale le viene costantemente rimarcato dalla presenza di un fantomatico "zio' , che le ha procurato un'identità fittizia, la casa e il denaro per vivere. E' questa presenza, non fisica, che impartisce a Gea le istruzioni su cosa deve fare e non deve fare. Però Gea ha quattordici anni e, come ho già detto, vive questa situazione delicata con spirito un po' adolescenziale: si limita a compiere le sue missioni di sentinella, ma ancora non si interroga a fondo su quello che c'é dietro. Sul palmo della mano sinistra ha un tatuaggio, una sorta di codice a barre che indica, come nella tradizione dei giochi di ruolo, il suo grado di elevazione spirituale e di apprendistato. E' un tatuaggio che cambia nel tempo, quindi. Ogni volta che Gea si accorge che il disegno del tatuaggio é cambiato, intuisce che questo é successo perché lei ha acquisito un nuovo livello di esperienza e di consapevolezza. Anticipo poi che Gea possiede dei poteri latenti, ancora non completamente espressi, che le sono stati trasmessi da un "baluardo" morente, che le ha passato il testimone. Nei primi numeri della serie Gea ha soltanto vaghi ricordi di quello che é successo nel suo passato.
DP - Gea é l'unico "baluardo" in circolazione sulla terra?
LE - No, ce ne sono altri. Lei ne intuisce l'esistenza, sia perché nel primo numero ha un fugace incontro con uno di loro, sia perché nella sua vasta biblioteca, consulta spesso libri antichi scritti con caratteri ermetici dove si fa menzione di questi personaggi. In realtà, scopriremo che sulla Terra esiste una vera e propria rete di "baluardi", dislocati nelle zone più a rischio, ovvero in quelle zone dove si verificano con maggiore frequenza disturbi spazio-temporali che provocano l'apertura di varchi verso mondi paralleli e la conseguente intrusione di creature. Il gatto Cagliostro, poi, ha un ruolo molto particolare e importante: infatti, é una specie di segugio. Ogni volta che nella zona controllata da Gea si verifica un 'intrusione, sul muso di Cagliostro si forma l'immagine di una stella bianca. E' una specie di segnale che spinge Gea a salire sul suo scooter e seguire il gatto che la conduce sul luogo dell'intrusione. Una volta arrivata lì, Gea deve battersi per espellere dalla nostra dimensione l'entità intrusiva.
DP - Queste entità hanno alleati sulla terra?
LE - Sì, ma é meglio specificare prima che queste entità si dividono in due specie principali: quelle più comuni vengono rapite da un "vortice dimensionale" e capitano sulla terra per caso. In genere sono disorientate, impaurite e il compito di Gea é quello di rimandarle indietro, ma non nella loro dimensione di provenienza perché non é più possibile, bensì in un continuum molto speciale, il " limbo", che funziona come una gigantesca sala d'aspetto. Ci sono poi i 'diavoli', creature che, un po' come nei "manga" giapponesi, provengono sempre da un'altra dimensione, ma sono animate da intenzioni bellicose e malvagie:. I 'diavoli' vogliono invadere la terra per conquistarla e saccheggiarla. Per questo hanno stabilito una sorta di avamposto proprio nella città dove vive Gea e si adoperano per creare continuamente nuove soglie, nuovi varchi d'accesso che permettano ai loro simili di raggiungerli. Gea avrà sentore di questa presenza sinistra già dal primo numero, ma non ci saranno scontri diretti, almeno per molti numeri. C'é comunque un grande nemico nella serie.
DP - Quali saranno gli scenari della serie?
LE - Saranno per la maggior parte scenari urbani. Gea agisce , infatti, in una grande metropoli contemporanea, che però non possiede connotati ben precisi, immediatamente riconoscibili. Diciamo che la Città di Gea é il risultato di un amalgama di varie città europee, ma rimane un luogo indefinito. Non a caso non ha ancora un nome.
DP - Parlaci delle caratteristiche fisiche e psicologiche del personaggio.
LE - Del "look "di Gea ho già parlato e anche della sua fotofobia. Ma oltre a questo disturbo Gea soffre anche di "acromatopsia," ovvero non riesce a distinguere i colori. Percepisce soltanto toni di grigio. Questi disturbi sono entrambi conseguenza dello shock sofferto da Gea durante il trasferimento di poteri dal "baluardo"morente a lei. Gea scoprirà comunque che questo danno fisiologico agli occhi é una caratteristica comune a tutti i "baluardi" . Diciamo che queste motivazioni mi servivano per giustificare il suo look un po' strano e il fatto che vesta sempre di nero.
DP - Come sono i rapporti tra Gea e la tecnologia?
LE - Ho voluto esplicitamente, fin dal primo numero della serie, mostrare una certa distanza tra la tecnologia e i poteri di Gea, che sono tutti di natura interiore. Gea non utilizza il computer, non naviga in Internet e quando deve contattare il fantomatico Zio lo chiama al telefono, usando un apparecchio a parete, dall'aspetto un po' antiquato, Inoltre, i rapporti che é tenuta a redigere dopo ogni missione vengono scritti con una penna d'oca e spediti allo Zio tramite un sistema di posta pneumatica molto retrò. Lei non capisce il perché di questa procedura ma la accetta.
DP - Gea risente in qualche modo dell'influenza di certe recenti teorie della "new age" o, comunque, spiritualiste?
LE - In un certo senso sì. Ma non si tratta di un'adesione a questa o a quella nuova teoria. La filosofia di fondo della serie é che bisogna andare contro i dogmi e le verità precostituite. In "Gea" si scopre che la realtà é un' altra e che é al di là della nostra immaginazione. Per questo il mio personaggio é animato da una grande curiosità nei confronti del mondo e da un atteggiamento 'trasgressivo' che le deriva proprio da questa consapevolezza.
DP - Parlaci del tono delle storie.
LE - Ci sarà innanzitutto una grande varietà di contenuti e di stile. Al fondo, certo, rimane la presenza fondamentale dell'ironia. Ma, come ho già detto, Gea é diversa dalla sua sorella maggiore Sprayliz : lei usciva per le strade a fare graffiti, frequentava i centri sociali. Gea, invece ,é in fondo più introversa, più sola. Comunque, entrambe discendono da una stessa matrice, e sono, sostanzialmente, personaggi spiazzanti, e controversi. Diciamo che con Gea, così come avevo già fatto con "Sprayliz"', ho voluto creare una sorta di "fantasia" sul mondo giovanile, popolata di personaggi che traggono molta della loro forza proprio da un "vissuto " che credo sia riscontrabile nei giovani reali, quelli in carne ed ossa. Se é vero che emergeranno problematiche giovanili all'interno delle storie di Gea, é vero anche che il mio approccio sarà improntato a una certa freschezza e spontaneità, dettati non soltanto dal fatto che si tratta di una serie a fumetti. Anche il linguaggio e lo stile narrativo che ho utilizzato e utilizzerò si inseriscono in questa mia visione. Non ci sarà, per esempio, una vera e propria "continuity". ogni numero di Gea sarà un ulteriore tassello che andrà a comporre un quadro più generale e che servirà a definire meglio il ruolo e il destino del mio personaggio.
DP - Fin dal primo numero di Gea parli di un ordine delle cose sconvolto dal caos, da eventi di natura violenta. C'é per caso un messaggio ecologico indiretto al fondo di tutto questo?
LE - In un certo senso sì. In Gea si parlerà spesso di razze che appartengono alla mitologia, razze che sono state sradicate dal loro habitat naturale (le varie dimensioni parallele) in seguito a eventi drastici e apocalittici. E' proprio questo discorso sul cambiamento dell'ordine naturale delle cose, sullo stravolgimento di un equilibrio universale e naturale che diventa un mezzo per evidenziare problematiche molto più vicine alla nostra realtà, quali il discorso sull'ecologia e sul rispetto dell'ambiente in cui viviamo. C'é inoltre un altro aspetto non meno importante, che mi piace evidenziare: la città di Gea é affollata da creature che sono state costrette a fuggire dalle loro dimensioni, perché scacciate da eventi più forti di loro. Proprio questa loro natura di 'profughi' a tutti gli effetti, senza più patria, smarriti, in balia degli eventi, li rende, in un certo senso, la controparte fantastica dei nostri clandestini. E' un aspetto, questo, non immediato, che rimane aperto all'interpretazione del singolo lettore., ma sarò felice se qualcuno riuscirà a coglierlo.
DP - A questo punto l'ultima domanda, quella che forse doveva essere la prima. Come é nato questo progetto?
LE - In realtà "Gea" é nata nel 1993, ed era il risultato di uno studio di un nuovo personaggio femminile da utilizzare come protagonista per una nuova serie. Le caratteristiche fisiche e psicologiche del personaggio , il suo 'look' erano già state delineate allora anche se non avevo ancora pensato all'inserimento di quella componente fantastica che oggi, invece, é un elemento caratterizzante delle storie. Nel corso degli anni , naturalmente, 'Gea' ha subito una naturale evoluzione, fino a giungere alla sua versione attuale. Negli ultimi due anni avevo accantonato questo progetto, per dedicarmi alla realizzazione di storie di "Legs Weaver". Ma quando Sergio Bonelli, durante l'edizione di Lucca Comics dell'anno scorso, mi ha proposto di ideare una serie semestrale che avrei potuto gestire direttamente, allora ho pensato subito a "Gea". Ho ripreso in mano il progetto e ,dopo una serie di ulteriori rielaborazioni, l'ho presentato alla Casa editrice, ottenendone l'approvazione.

Voto 7½ 

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