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Elisa, Elisa Toffoli, Then comes the sun, il nuovo tour e in nuovo album della cantautrice friulana, Luce, tramonti a Nord Est, il brano vincitore di Sanremo, Elisa 2002 Tour
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  19/09/2018 - 22:13

 

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Elisa 2002 Tour
Dal vivo il terzo album

Tutte le date della tournée

 

                      di Giovanni Ballerini



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Ormai da tempo Elisa è davvero al centro della musica. Non solo in Italia. La cantautrice di Monfalcone

ha ottenuto due riconoscimenti al Premio Italiano della Musica, come miglior artista femminile e con "Luce (tramonti a nord est)" è stata premiata per la migliore canzone. E, in attesa del lancio internazionale, con un album studiato apposta per il mercato estero, che uscirà per l'etichetta Epic e verrà distribuito nel mondo da Sony, Elisa inizia la primavera 2002 con la prima parte del tour che la vedrà protagonista in Italia e all'estero. Al suo fianco, per presentare dal vivo il terzo album " Then comes the sun" (prodotto da Corrado Rustici) e tanti altri successi dei precedenti " Pipes & flowers" e " Asile's World" ci sono i musicisti di sempre, Giorgio Pacorig alle tastiere, Massimiliano Gelsi al basso, Andrea Rigonat alle chitarre e Bruno Farinelli alla batteria. Le prime date previste sono il 4/4 al Barfly di Ancona, il 5/4 al Ventidio Basso di Ascoli, il 6/4 al Teatro Mancinelli di Orvieto, l'8/4 al Sasch Hall di Firenze, il 9/4 al Vox Club di Nonantola (Mo), l'11/4 al Fandango di Castelmella (Bs), il 13/4 al Palasport di Schio (Vi), il 14/4 all'Auditorium di Trento, il 16/4 al Teatro Colosseo di Torino, il 17/4 all'Alcatraz di Milano, il 20/4 al Motion di Zingonia (Bg), il 21/04 al Palazzo dei Congressi di Lugano.

Come è andato il lavoro per questo tuo album internazionale, che dovrebbe uscire fra poco, praticamente dovunque?
In realtà non serviva fare quasi niente, visto che è una compilation dei miei tre album. Con la Sugar e la Sony Epic abbiamo scelto i brani che ci sembravano più rappresentativi. Magari ci sarà da lavorare molto nei mesi successivi all'uscita
Dopo la vittoria a Sanremo, ti è tornata la voglia di scrivere un altro brano in italiano?
Ho scritto insieme a Mogol il testo in italiano del brano "Stranger" dell'ultimo album. Non so quando, ma probabilmente presto, verrà pubblicato.
Ti aspetti lo stesso successo di "Luce"?
Spero di sì. Anche se non c'è la stessa forza emotiva. E' una storia forse meno importante, meno universale.
Ne realizzerai altri?
Fare pezzi in italiano è una cosa che vorrei veramente riuscire a fare, ma mi prendo tutta la mia calma, il tempo necessario. Cerco di studiare bene: Avendo sempre cantato in un'altra lingua, è un po' difficile, farlo nella mia lingua. Sembra strano, ma è la verità. Io ci tengo tantissimo alla mia lingua, per cui non voglio fare delle cose buttate lì. E sono durissima nelle scelte delle persone con cui collaboro nel fare testi in italiano. E sono esigente sui pezzi. Ho buttato via tanti spunti.
Tempo per leggere ti è rimasto?
Per fortuna sì. Il libro che mi ha colpito di più nell'ultimo anno è stato "Neve" di Maxence Fermine. Poi ho letto anche "Il violino nero", mi è piaciuto anche quello, ma "Neve" mi ha fatto un buco nel cuore. Adesso sta per uscire "L'apicultore" e sicuramente lo leggerò.
Non ti piacciono gli autori italiani?
In realtà sto leggendo "Next" di Baricco. Mi fa piacere perché è una tematica che mi interessa. Non guardando spesso la tv, la radio e i giornali, è difficile tenere il passo. L'intuito non può bastare. E questo libro mi sembra scritto in maniera chiara.
Come ti sei innamorata della lingua inglese?
Mi è sempre piaciuto come musicalità. Come lingua, come suono. Per la musica è l'ideale. Ho avuto un approccio poco formale con l'inglese. Compravo i libri in inglese su Jim Morrison, che ai tempi mi piaceva un sacco e li leggevo ad alta voce in camera mia. Facevo, magari degli strafalcioni, ma mi piaceva il suono. Poi ho cominciato a viaggiare. Sono andata in America. E quando sei da sola, ti devi arrangiare e impari tantissimo. Ho fatto amicizia con tante persone, con i posti. Per cui ho un senso di familiarità con San Francisco, con l'America. Questo mi ha aiutato tanto a non recitare. E per me è fondamentale non fare cose costruite
Ma hai mai cantato in America?
A parte per le Olimpiadi no.
Sarebbe una bella soddisfazione tornare a San Francisco in concerto…
Sarebbe incredibile. Spero che possa succedere, prima o poi....

Voto 8 

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