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  22/10/2017 - 17:43

 

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Aringa e Verdurini
4 chiacchere con Maria Cassi e Leonardo Brizzi
A & V produzioni teatrali
Incontro fra umorismo e musica

 

                      di Giovanni Ballerini


Il Teatro, meglio se musicale, con spirito e voglia di ricercare nuove soluzioni drammaturgiche. E sonore. Insieme alla Banda Osiris, Aringa e Verdurini sono l'unico gruppo teatrale italiano che propone una sperimentazione sull'incontro fra umorismo e musica. E lo fanno alla loro maniera. Con una leggera vena surreale e una verve quasi d'altri tempi. Con un pizzico di fregolismo e una grande attenzione alle armonie e alle disamonie. Musicali e non. Il loro è insomma un teatro-musica di qualità, che prende spunto sia dal panorama letterario (scrittori quali Polgar, Valentin, Kraus, Brecht) da un lato e da musicisti come Weill, Eisler, Schònberg, Dessau, Satie dall'altro. Il risultato è una serie di spettacoli di grande vitalità artistica. Ma lasciamo la parola ai protagonisti...

Come nasce Recital?
Io e Leonardo siamo abbastanza criptici sullo spettacolo. Chi non ci conosce deve rischiare, chi ci conosce va via contento. Perché noi male non si fa, siamo come la medicina omeopatica… Recital erano due serate a sorpresa dedicate al Teatro Puccini e chi non le ha viste allora, difficilmente avrà modo di rivederle in futuro… Era una scaletta preparata con l'idea principale di stare insieme al nostro pubblico. Due serate all'insegna della comicità, fra musica, galateo e i Beatles.
Perché non siete più tornati in televisione?
Successe che all'epoca ci rifiutammo di andare a Fantastico, ricordo che ci andò Leonardo Pieraccioni che non era famoso come adesso. Era una gara e io e Leonardo non ci sentimmo di fare questa cosa…abbiamo avuto ragione? non lo so, a suo tempo ne parlarono tutti i giornali e fummo tacciati di rimanere teatranti tutta la vita. In effetti in televisione non ci siamo più tornati! Per quanto mi riguarda accetterei di tornare a lavorare in televisione per fare quello che so fare, magari a leggere una novella del Boccaccio o a raccontare una storia.
Esiste una comicità che si può definire universale?
Una delle più grandi emozioni del mio mestiere l'ho provata a Tokio, guardavo il pubblico che rideva, rideva come ride in Norvegia, come ride in America e in Italia e pensavo fra me "sto parlando una lingua universale e sto facendo ridere qualcuno". Credo che quando la comicità è legata al mondo dei fool e alla mimica sia davvero una comicità universale. Lo scorso settembre eravamo vicino Istambul in un paese che è stato travolto dal terremoto. Prima di andare in scena pensavo "sono qui, con i miei vestitini anni sessanta, che do noia a questo povero musicista dall'inizio alla fine dello spettacolo, che vado fra il pubblico e mi siedo fra gli spettatori…come reagiranno qui?" e invece anche lì la gente rideva e si divertiva. Mi accorgo, in quei momenti, che vado oltre e divento neutra mantenendo una sensualità legata alla comicità.
Della comicità toscana cosa ne pensate?
L'importante è come la fai. Io sono estremamente toscana, anzi sono fiesolana, resto toscana nel mio modo di portare la mia comicità, certo non mi sono svegliata una mattina scoprendomi comica, ho studiato tanto e continuo a studiare tanto, a scavare e a fare ricerca, non sono interessata ad una comicità che resta in superficie, mi interessa molto fare una ricerca attenta sulla terminologia toscana, un lavoro sulle parole, sui caratteri. Rispetto ad alcuni comici toscani - e non faccio nomi - faccio un altro mestiere.
Qual'è il vostro rapporto con il mondo della rete?
Buono, ovvero un rapporto intimo e amoroso con il computer ce l'ha Leonardo. Io ho un computer - mi vergogno quasi a dirlo - che non ho ancora attaccato alla presa. Ma mi ripropongo di studiare! Il nostro sito l'ha fatto Leo. Non lo pubblicizziamo perché è ancora in fase sperimentale, ci sono delle fotografie, le date della tournée, le informazioni sui nostri lavori. E c'è soprattutto un progetto, diviso in due sezioni, che voglio realizzare: il primo è dedicato ai sapori, è una vecchia idea che avevamo da tempo. Raccoglie una serie di indicazioni da parte dei teatranti, impressioni di amici, le nostre esperienze e curiosità varie su dove andare a mangiare e a dormire. D'altronde, con il passare del tempo, si acuisce il settore benessere. Dopo la realizzazione dell'idea artistica, il duro lavoro delle prove, la messa in scena degli spettacoli arriva finalmente la tournée. È una specie di strada del gusto, un appunto di viaggio
Come mai la nuova sezione del vostro sito si show-biz?
È dedicata veramente allo show-biz. Mettiamo in rete una sorta di agenzia - agenzia fra molte molte virgolette - per dare una conoscenza allargata delle realtà e delle situazioni artistiche nazionali e internazionali. Sono informazioni sulle compagnie, anche con il loro materiale video di presentazione. Credo che Internet sia un mezzo straordinario, io sono connesso dal '92, ovvero fin dall'inizio. Funziona perché ci puoi fare tutto… noi ad esempio ci siamo fatti tradurre un copione da un collega che vive in Islanda. Da Internet scarico materiali sonori, l'ho usato molto anche per il nostro nuovo lavoro teatrale. Se devo cercare delle informazioni prima le cerco su Internet perché so di trovarle

Voto 8 

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