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“Revanche. Ti ucciderò” - In anteprima nazionale al Teatro Verdi di Firenze

03/03/2010

Dall’Austria arriva il noir più affascinante e premiato nei Festival di mezzo mondo che, lo scorso anno, ha mancato per un soffio l’Oscar per il Miglior Film Straniero. Si tratta di “Revanche. Ti ucciderò” Gotz Spielmann, che sarà proiettato al Teatro Verdi di Firenze in anteprima nazionale giovedì 4 marzo alle 21. In città o si diventa arroganti o farabutti: con queste parole viene descritto Alex a pochi minuti dall'inizio il quale, occorre dirlo, di certo stando a Vienna non è diventato arrogante. Uscito di galera qualche tempo prima dell'inizio del racconto, ora fa l'autista per il padrone di un bordello e ha commesso il terribile errore di innamorarsi, ricambiato, della prostituta più richiesta. Insieme meditano la fuga per la quale gli occorrono però parecchi soldi, lei infatti è seriamente indebitata. C'è solo un modo per Alex di procurarsi quella cifra e in fretta: una rapina ben fatta. Purtroppo un piccolo ingranaggio del meccanismo non va per il verso giusto influendo sulla fuga dei due amanti dalla città e dando alla storia una seconda parte radicalmente diversa. Nel passaggio da città a campagna (dove il dolore si rimugina tagliando la legna e ha la forma della gigantesca catasta di ciocchi che ne risulta), il silenzio della seconda si contrappone al caos della prima e il noir diventa una dramma a due: la lentissima caccia che l'autoproclamato giustiziere dà al colpevole, suo ignaro vicino di cascina. Prostitute, malviventi e poliziotti in cerca di redenzione. Non occorre essere americani per girare degli ottimi noir e non occorre copiarli per riuscire a farlo in Europa. Revanche è al tempo stesso un poliziesco classico, in cui si racconta di malviventi e prostitute in fuga da una vita in cui è impossibile amare grazie ad un ultimo crimine, e un film di vendetta che inizia là dove il poliziesco solitamente termina. Il regista Götz Spielmann (poco noto da noi ma pieno di premi sui suoi scaffali) non si diverte per nulla a mettere nelle mani di un uomo violento e già condannato la possibilità di farsi giustizia da solo senza che nessuno lo scopra, anzi in ogni momento è attento a mettere in evidenza le contraddizioni insite in un simile atto viscerale con il timore di chi crede che in ogni uomo (compreso se stesso) ci sia un potenziale assassino.

- Redazione Scanner.it


 

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