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sangue dal naso - Scuola Diaz- Genova 2001

16/12/2009

Il Teatro incivile racconta una Genova che non bisogna dimenticare Sabato 19 dicembre, ORE 21.00
Lubriano (Viterbo), TEATRO DEI CALANCHI Via Roma 32
di e con Andrea Maurizi Si chiude attorno a Genova e alla tragedia dei fatti del 2001 la rassegna organizzata al TEATRO DEI CALANCHI di Lubriano dal TEATRO NULL- Officina culturale della Regione Lazio. In programma, infatti, il 19 dicembre prossimo SANGUE DAL NASO. Scuola Diaz- Genova 2001 di e con Andrea Maurizi, dal volume "Genova nome per nome" di Carlo Cubitosa.
"Io a Genova non ci sono stato", inizia il racconto Andrea Maurizi, autore e interprete di "Sangue dal naso", ma i documenti, le testimonianze, e le registrazioni che riporta e mette in scena sono una fedele ricostruzione di quei giorni del luglio 2001. La Compagnia del Melograno si ispira al libro "Genova nome per nome" di Carlo Gubitosa, e alterna al racconto del suo unico interprete spunti letterali, musicali, ma soprattutto riporta i fatti e le testimonianze. E' una cronaca teatrale che parte da una lettura di Camilleri che racconta un Montalbano indignato per le prove false prodotte dalle forze dell'ordine alla scuola Diaz, passando per le canzoni di De André, De Gregori, Caposella, e per i protagonisti comuni ed "eccellenti" di quei giorni. Il commissario Montalbano, nel tentativo di capire cosa realmente sia successo a Genova in quei giorni, è il filo conduttore del racconto, in cui compaiono ragazzi realmente esistiti, e personaggi che, "nome per nome", hanno avuto ruoli chiave nei fatti di Genova. La narrazione è intensa, non priva di momenti che lasciano spazio a sorrisi, ma anche e soprattutto di tempi di riflessione e di intensa drammaticità. L'interpretazione non è un diretto atto di accusa bensì un ripercorrere gli avvenimenti attraverso testimonianze, dichiarazioni, verbali, racconti, e stralci delle trasmissioni radiofoniche di Radio GAP e Radio Popolare. Sono le contraddizioni che emergono ad inchiodare i protagonisti alle proprie responsabilità, sono i fatti che rimango senza spiegazione a chiedere al pubblico di porsi delle domande. Accompagnato dalle canzoni interpretate dalla sole voce e chitarra di Simone Moraldi, e dalla presenza scenica di Manuela Fioravanti che partecipa alla narrazione senza mai parlare, Andrea Maurizi chiama volta per volta in causa tutti i protagonisti delle istituzioni, incarnati da pupazzi che rappresentano ognuno un ministro, un funzionario, un perito, un qualsiasi responsabile coinvolto. Riporta i fatti legati ad ogni personaggio, le dichiarazioni, il ruolo che hanno avuto, e nel loro intervento mette in luce le giustificazioni e le contraddizioni che loro stessi hanno sostenuto, a volte rendendoli ridicoli e poco dissimili dal pupazzo che li rappresenta. Ma le contraddizioni messe in luce riguardano anche e soprattutto quello che si è detto di Genova, e quello che tanti spettatori riportano di quei giorni, in contrasto con quanto testimoniato dai tanti ragazzi spesso tristemente protagonisti. E' il racconto che si svolge cronologicamente dal 16 luglio alla domenica del 22 a ripercorrere le modalità che hanno portato alla morte di Carlo Giuliani, a riscontrare le anomalie che hanno permesso ai Black Bloc di distruggere Genova, fino all'ingiustificato pestaggio dei ragazzi nella scuola Diaz, all'irruzione nel centro-media, drammaticamente testimoniato da Radio Popolare, e ancora ai metodi, più volte definiti da dittatura cilena, utilizzati nella caserma-carcere di Bolzaneto. Sono racconti raccapriccianti, sui quali il narratore calca la mano ripetendo ossessivamente "botte, sangue" e mimando il manganello, perché i ragazzi nella Diaz sono stati picchiati indiscriminatamente, così come nella caserma, e il sangue lasciato sui pavimenti è sembrato indelebile persino a chi aveva l'ingrato compito di pulire. La storia messa in scena dovrebbe essere storia nota, ma lo è solo per chi come la Compagnia del Melograno ha voluto conoscerla e approfondirla, perché sui processi, sulle forze dell'ordine inquisite, sulle prove false è meglio non alzare la voce. Il Teatro delle Condizioni Avverse, ovvero Compagnia del Melograno, nel suo piccolo alza la voce, facendo nomi e cognomi. I nomi eccellenti delle poche teste cadute, sono stati presto riabilitati a ruoli che non dovrebbero ricoprire, mentre il commissario Montalbano, che si pone domande e scava nella verità di Genova, in realtà è un poliziotto che non esiste.

Giovanni Ballerini - Redazione Scanner.it


 

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