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18/12/2002
Giovedì 19 e Venerdì 20 Dicembre 2002 alle ore 21.15 al Teatro Studio di Scandicci la compagnia teatrale Istituto Charenton presenta "Tracce di Anne", un dramma di Martin Crimp per la regia di Rita Lusini. Anne è Anne, ma anche non-Anne, non è un personaggio. Anne si rifiuta d’essere un personaggio. E’ un’assenza di personaggio che sfida il principio di non-contraddizione. Il suo diniego: il rigetto per la definizione e l’oggettivazione imposte dal capitalismo contemporaneo ai suoi prodotti. Anne è frammenti: una borsa, delle scarpe, una bomba ad orologeria, frammenti. Non servono personaggi. Venute meno le maschere teatrali è l’ordinaria follia della comunicazione che porta all’ironia. In “Tracce di Anne” i dialoghi si intrecciano in schemi paradossali / patologici e si vanificano sovrapponendosi. Chi parla? Frammenti, discorsi. Le voci maniacali dei non-personaggi raccontano versioni contraddittorie del vissuto di Anne. Gli attori non sono che contenitori per le parole. Forme per una funzione. Oggetti d’uso, anonimi come un posacenere, svuotati alla fine di ogni sigaretta / scena. Senza trama, senza struttura, senza paracadute. Il racconto (che di racconto si tratta, prima che testo teatrale) si snoda in episodi che descrivono le molteplici “vite” di una donna, una fantomatica Anne – Anna – Annie – Annuska, alla quale viene inflitta, quadro dopo quadro, una nuova “identità” imposta dall’esterno con raffinata crudeltà. E sono tutti attentati alla vita di lei che maturano in una sarcastica ironia. Niente tragedia, dunque, nei paradossali dialoghi, negli spot surreali, nei truci racconti. Tono leggero oppure falsamente coinvolto, come nella pubblicità o come in un servizio sulla guerra al telegiornale. Chi ha perpetrato questi attentati? Anne è la vittima reale oppure il carnefice? L’umanità senza nome di Martin Crimp subisce e compie tramite Anne ogni sorta di ignominia: intolleranza, violenza sui minori, abuso delle persone alla stregua di pasti precotti del supermarket. Neppure la densa materia di corpi denudati e di terrificanti maledizioni gitane sembrano una via di uscita dal ‘precedentemente surgelato’. Ma è in questa lotta che si intravede un barlume di vita dietro alla forma. Il biglietto costa 9 euro (7 euro ridotto); per prenotazioni è possibile rivolgersi al Teatro studio di Scandicci (Tel. 055.757348).
- Redazione Scanner.it
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