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14/12/2002
Dopo sessantadue anni dalla prima mondiale andata in scena a New York, Il grande dittatore di Charles Chaplin ritorna in sala: il capolavoro dell'autore de La febbre dell'oro e Tempi moderni, dopo il restauro a cura della Cineteca di Bologna, sarà infatti proiettato al Teatro Verdi di Firenze in prima nazionale alle ore 21 di venerdì 20 dicembre, una serata organizzata dal Gruppo Atelier in collaborazione con l'Ort (4 euro il costo del biglietto d'ingresso; Info: Tel. 055.281792). Il grande dittatore uscirà dopo Natale nei cinema gestiti dal Gruppo Atelier. Protagonista del classico chapliniano, il primo film in cui il geniale regista americano si avvalse del sonoro, è un barbiere ebreo reduce dal primo conflitto mondiale: dimesso dall'ospedale vent'anni dopo, il protagonista trova la sua nazione, la Tomania, sotto il regime di Adenoid Hynkel. Grazie alla sua straordinaria somiglianza con il grande dittatore, il barbiere riuscirà a sostituirsi a quest'ultimo e pronunciare, invece dell'atteso discorso per l'invasione dell'Ostria, un sentito appello alla pace nel mondo. Sia il barbiere che il dittatore costituiscono le facce opposte dell'onnipresente medaglia di Charlot: da un inizio con il dialogo ridotto al minimo, si giunge fino all'apoteosi finale della parola, con una perorazione-fiume di ben sei minuti. Molte le sequenze divenute celebri: la performance di rasatura col sottofondo di una danza ungherese di Brahms, il dittatore che gioca col mappamondo e l'esilarante incontro tra Hynkel e Napoloni, dittatore di Bacteria, evidente caricatura di Mussolini. Un farsesco classico di denuncia della barbarie nazifascista.
Paolo Boschi - Redazione Scanner.it
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