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  22/08/2019 - 07:24

 

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Radice quadata di Tre
Regia di Lorenzo Bianchini
Lidrîs cuadrade di trê : una sorpresa tutta friulana
Cast: Massimiliano Pividore, Alex Nazzi, Tomas Marcuzzi, Italia,2002, 115'

 




                     di Matteo Merli


Special Lorenzo Bianchini : ritratto
Special Lorenzo Bianchini : intervista
Special Lorenzo Bianchini : Radice quadata di Tre


Incredibile a dirsi, ma anche un piccolo film italiano può stupire, cosa che ci fa piacere e che certamente non innalzeremo a grande film. Radice quadata di Tre, conferma la regola che per far del buon cinema, certe volte basta la passione, intenti seri, senza corre a Roma, ma girando anche in Friuli o in qualsiasi parte di Italia. In questi ultimi anni il cinema delle provincie si sta muovendo e questo è un bene per una cinematografia come la nostra ormai sterile e incapace di esprimersi attraverso i generi e Lorenzo Bianchini ci riesce, costruendo una pellicola horror con 600.000 delle vecchie lire, effetti speciali naturali come stinchi di maiale, ketchup e mani finte, supportato da un cast di attori alle prima armi ( non professionisti ) che non si fanno disprezzare, recitando con convinzione. Vincitore all'ultima edizione della Mostre dal Cine Furlan (Festival del Centro Espressioni Cinematografiche per opere in lingua friulana), il film ha registrato infatti il pienone ai tre spettacoli di lunedì conquistando la prestigiosa vetta dei 530 spettatori in una sola serata di proiezione, diventando un grosso successo in regione e diffondendo l'eco in tutta Italia. La storia parte da tre ragazzi che per modificare i loro risultati scolastici disastrosi, decidono di entrare segretamente nella scuola di notte, e questo li porterà in contatto con un universo sinistro, popolato da personaggi incappucciati e riti satanici. Che dire di questo Horror parlato in dialetto friulano ( con sottotitoli in italiano ), innanzitutto che dura troppo, con alcune scene da tagliare, soprattutto nella parte in cui i tre ragazzi si perdono nei scantinati della scuola. Le cose positive sono senz'altro una tensione ben distribuita in alcune scene, con attente situazioni di regia ben calibrate a creare quel senso di claustrofobia giuste a tenere lo spettatore attento, con alcune soluzione visive accattivanti affidate ad un montaggio ellittico coinvolgente. Girato nei labirintici sotterranei dell'Istituto Tecnico Malignani di Udine e nei luoghi più suggestivi della città, con una videocamera digitale e un minimo di troupe il lavoro di Lorenzo Bianchini è comunque encomiabile, considerato che è un opera autoprodotta. Sicuramente uno degli horror italiani più interessanti dell'anno passato, che speriamo si di buon auspicio per l'opera seconda di Bianchini. Chi vuole saperne di più può chiedere informazione alla Film Commission del Friuli.

Voto 7 

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