Dopo una deludente edizione come quella dell’anno scorso, Cannes cerca di cambiare la livrea
del concorso ufficiale, innestando alcuni nomi emergenti al fianco dei soliti
autori conclamati negli anni passati e conosciuti da tutti. La giuria
presieduta dal grande attore americano Robert De Niro dovrà
districarsi, insieme ai suoi compagni giurati, tra una serie di titoli importanti, tra cui La pier que habito , l’attesissimo film di Almodovar che torna con un noir torbido che farà discutere, Lars Von Trier con il suo disaster movie Melancholia, i sempre vincenti fratelli Dardenne con Le gamin au vélo, il turco Nuri Bilge con Once upon a time in Anatolia e il solido Aki Kaurismaki con Le Havre. Presenza ingombrante è sicuramente il grande film evento del concorso The Tree of life a firma di uno dei più grandi registi viventi, Terrence Malick, che parte già favorito per la vittoria, con un opera che già si presenta dal trailer come una esperienza visiva magniloquente e potente.
L’Italia questa volta c’è è soprattutto con due opere di valore internazionale come il ritorno alla regia del Nanni nazionale con Habemus Papam che farà impazzare la critica francese, e
Sorrentino nelle vesti di regista americano nella sua trasferta a stelle e
strisce e con un attore di punta come Sean Penn nell’imperdibile This must be
the place. Da tenere d’occhio le due opere prime presenti nel concorso, che sono Sleeping beauty dell’australiana Julia Leigh e
il dramma Michael di Markus Schleinzer.
La Francia pone la sua fiducia sul maestro Alain Cavalier con Pater, sulla promessa Bertrand Bonello con L’Apollonide –
souvenirs de la maison close.
Innesti nuovi ma sempre freschi per rinvigorire il concorso sono le ultime
fatiche del talentuoso Joseph Cedar con Herat Shulayim (Footnote), l’incredibile Takashi
Miike con Hara-kiri: death of a samurai e il grande Nicolas Winding Refn con Drive. Invece in un Certain
regard spicca Restless di Gus Van Sant, Bruno Dumont con Hors Satan, il rientro di Kim Ki-duk
con Arirang. La ribelle Quinzane des Réalisateur da libero
sfogo ad autori fuori dalle tendenze ufficiali, e si possono seguire opere fuori
dagli schemi, tra questi da seguire le pellicole di Karim Ainouz, Vimukthi
Jayasundara, Urszula Antoniak e inoltre ha trovato anche un posto Corpo Celeste,
debutto alla regia di Alice Rohrwacher, sorella della
nota attrice Alba. Fuori Concorso allettante, con la presenza di due star come
Woody Allen nel suo omaggio parigino Midnight in Paris
e Jodie Foster che ritorna alla regia con The Beaver,
dove Mel Gibson ritrova nuova linfa recitativa e forse anche un nuovo slancio
di carriera. Inoltre non bisogna dimenticarsi della Semaine de
la critique che ospita opere di giovani autori
emergenti e i diversi omaggi sparsi nelle sezioni che allieteranno le visioni
dei fortunati visitatori del circo festivaliero.
Scommettiamo che...?
I film da tenere d’occhio secondo la redazione di Scanner.it
Sleeping Beauty - Julia Leigh
Herat Shulayim (Footnote) - Joseph Cedar
Drive - Nicolas Winding Refn
Take shelter – Jeff Nichols
O abismo prateado - Karim Ainouz
Bonsai - Cristian JIMÉNEZ
Yellow sea - NA
Hong-Jin
Voto
8