Una B di grande dimensioni appare nel manifesto della Berlinale, che si appresta a varcare la
sessantunesima edizione con la volontà di stupire e provare a seminare alcuni autori da tenere d’occhio nel futuro. Come al solito, nel concorso ufficiale non ci sarà nessun italiano, ma si vedrà finalmente la nuova e attesa opera del maestro Béla
Tarr, A Torinói Ló, uno degli eventi assicurati del festival, poi a seguire
l’opera di Joshua Marston, autore di Maria Full of grace, che qui porta The forgiveness
of blood, il coreano Come rain come shine del talentuoso Lee Yoon-ki. Opere d’esordio sono quelle di JC Chandor con Margin Call dove appaino Kevin Spacey, Jremy Irons, Demi Moore e altri volti noti del cinema americano ed El premio di Paula Markovitch. La sezione ospiterà anche un lungometraggio d’animazione in 3D, Les contes de la nuit di Michel Ocelat, autore inpassato di Kirukù e la strega e Azur e Asmar; attenzione anche al debutto alla regia di Ralph Finnes con Coriolanus e a Miranda July, regista di The future. Fuori concorso aperto alle opere di Wim Wenders, Pina e al nuovo progetto dei fratelli Coen, True Grinta; da tenere d’occhio il nuovo lavoro di Jaume Collet-Serra, regista del disturbante Orphan, che presenta Unknow. Sono previste due proiezioni speciali: l'ultimo film di Werner Herzog Cave of Forgotten Dreams e Offside di Jafar Panahi. Presidente di giuria sarà Isabella Rossellini,
affiancata dall'attrice tedesca Nina Hoss ( Orso d'Argento nel 2007 per la sua interpretazione in Yella di Christian Petzold), dalla costumista londinese premio Oscar Sandy Powell, dal regista canadese Guy Maddin, dalla produttrice
australiana Jan Chapman e dalla star di Bollywood Aamir Khan. In segno di solidarietà, la Berlinale lascerà libero il posto assegnato al regista iraniano Jafar Panahi, condannato a sei anni di prigione e a venti di sospensione della sua attività cinematografica. Unici italiani visibili al festival tedesco sono Gianni e le donne opera seconda di Gianni Di Gregorio nella sezione speciale e Qualunquemente di Giulio Manfredonia con Antonio Albanese selezionato nella vetrina Panorama. Sui 39 titoli del programma principale e le 6 proiezioni speciali (senza contare la retrospettiva su Shibuya Minoru)del Forum, alla sua 41ma
edizione, l'Asia è molto ben rappresentata, ma ben 24 sono coproduzioni europee. Tema principale dei film sono la famiglia, le relazioni umane e la ricerca dell’identità, trattati tutti da un punto di vista personale ed originale, come accade da sempre per chi s’imbatte in questa sezione piena di proposte effervescenti.
Invece dando un’occhiata a Panorama, sono da segnalare The Devil's Double di Lee Tamahori, il coreano Bu-dang-geo-rae (The Unjust) a firma di Seung-wan Ryoo, il ritorno di Milcho Manchevski con Majki (Mothers) e Tropa de Elite 2 del
brasiliano José Padilha. Una manifestazione da vivere appieno e che riserva sempre delle belle sorprese; per chi ne volesse sapere di
più consultate direttamente il sito ufficiale della Berlinale.
Voto
7 ½
|
 |
|