Presentazione Mostra del cinema di Venezia 2011
Seconda puntata special Mostra del cinema di Venezia 2011
Terza puntata special Mostra del cinema di Venezia 2011
Bilancio Mostra del cinema di Venezia 2011
Questa volta la Mostra di Venezia sembra riuscita col buco, grazie alla presenza in prima mondiale di
tutti i lungometraggi nella sezione ufficiale, mai accaduto fin ora, e questo sta a testimoniare il grande lavoro del direttore Marco Muller e dei
suoi collaboratori, un traguardo importante visto che siamo al suo ultimo mandato e non è detto che all’orizzonte ci sia una terza riconferma a guida del festival. La 68° edizione sulla carta è sicuramente una delle più forti degli ultimi anni, non solo per la qualità dei registi presenti, ma sulla idea di ricerca che collega le diverse sezione e come
il cartellone è stato plasmato su un immaginario visivo mobile ed aperto alle
diverse contaminazioni artistiche. Se i lavori del nuovo palazzo sono fermi e
non si sa quando ripartiranno, causa dell’amianto trovato sepolto nel terreno
che ha fatto saltare la copertura economica dell’operazione, si è pensato di allestire la zona con motivi fantasiosi per
passare al prossimo anno ad un progetto alternativo per risistemare il
perimetro accidentato.
Note positive sono il rinnovamento della Sala Grande, il cui stile originario è
stato ripristinato e la gestione diretta dello storico Lion’s bar, che daranno nuova linfa al centro focale della Mostra. Altre novità
strutturali troveranno vita tra il Lido e Venezia, come l'aeroporto Nicelli dove
si stanno allestendo sale per gli accreditati dell'Industry office, il mercato, produttori e distributori ai quali sarà riservata anche la
sala delle Tese. E la caserma Pepe che i distributori potranno utilizzare per
eventi, dove sono stati anche pianificati ristoranti e altri luoghi di svago. La
direzione della Mostra ha risposto in maniera efficaci ai problemi inerenti alla mancanza cronica di luoghi deputati al cinema, e
sembra che questa volta in parte ci siano riusciti. Apertura del concorso internazionale con la nuova opera da regista di George Clooney, The Ides of March, dramma politico tratto dal testo teatrale Farragut North di Beau Willimon, a seguire un gruppo di autori a stelle e strisce consistente con: William Friedkin,
regista di Killer Joe, Abel Ferrara presenta 4:44 Last day on Earth, Todd Solondz che firma
Dark horse e Ami Canaan Mann, figlia di Michael Mann, Texas Killing Fields rappresenta la seconda regia, circostanza che la
accomuna ad un altro manipolo di autori in cerca della conferma definitiva come l'inglese Steve McQueen, l'israeliano Eran Kolirin e il cinese Wei Te-Sheng. Se la scorsa edizione ha puntato sulle nuove leve della settima arte, quest'anno segna il ritorno dei grandi maestri. David Cronenberg col suo A dangerous method fa compagnia
a Roman Polanski (Carnage) e Aleksandr Sokurov (Faust), un trio di primissimo livello che
sicuramente sono il fiore all’occhiello della manifestazione veneziana. Tre i
film italiani in gara, e sono: Cristina Comencini (Quando è la notte), Emanuele
Crialese (Terraferma), l'esordio di Gian Alfonso Pacinotti,
più conosciuto come Gipi, premiatissimo disegnatore, autore di graphic novel tra
le più importanti degli ultimi anni. L'ultimo terrestre è una storia di fantascienza, che parte da un fumetto di Giacomo Monti, Nessuno mi farà del male, e immagina l'ultima settimana sulla terra prima dell'arrivo di una civiltà aliena. Un incontro che gli umani vivono con diffidenza e paura, ma che permetterà al protagonista, il solitario Luca di cambiare la propria vita. Il quarto doveva essere Il villaggio di cartone di Ermanno Olmi ma il regista ha resistito alle sollecitazioni di Müller e Baratta e ha deciso per il fuori
concorso. In gara appariranno anche il lavoro di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, Poulet
aux prunes, Himizu di Sion Sono, Un été brulant di Philippe Garrel, Yorgos Lanthimos, Alps, uno dei nomi di punta delle nuove generazioni del cinema greco e l’ultima fatica di Johnnie To, il noir Life Without Principle. La nuova
pellicola di Madonna, W.E., sarà fuori concorso e racconta la storia d'amore tra Edoardo VIII re
d'Inghilterra e Wallis Simpson, per stare con lei il sovrano lasciò il trono,
Wallis non era nobile, aveva divorziato due volte e soprattutto, siamo negli
anni della seconda guerra mondiale, non faceva mistero delle simpatie per la
Germania nazista. Tra gli eventi collaterali segnaliamo la proiezione della versione rimontata di Nel nome del padre di Marco
Bellocchio, che riceverà Leone d'oro alla carriera, e l'omaggio a Todd Haynes con la proiezione della sua trasposizione del classico hollywoodiano Mildred Pierce, mini-serie televisiva della HBO candidata a 21 Emmy 2011.
Attesa anche per la sezione Orizzonti, dedicata alle eterogenee correnti del cinema
mondiale, la cui giuria sarà presieduta dal tailandese Apichatpong Weerasethakul. Registi di rango come Jonathan Demme affiancano le nuove leve come James Franco che propone Sal, biografia
cinematografica dedicata all'attore Sal Mineo. Da segnalare anche Amore carne di Pippo Delbono, con Irène Jacob e Marisa Berenson, l’opera prima dell’autore visuale Nicolas Provost e l’opera seconda di Simon Pummel, Shock head soul.
Varia la proposta dei film in Controcampo italiano, il cui programma è stato ampliato
con lungometraggi, corti e documentati, tutti in prima mondiale. Stimolanti anche La settimana della critica e le Giornate
degli autori, piene di opere da scoprire e di giovani autori promettenti. Una Mostra che ha voglia di cambiare pelle e dimostrare al mondo che il cinema è giovane e scalpita per rinnovarsi e trovare nuove forme espressive, sia con l’aiuto dei vecchi maestri e dei giovani leoni della macchina da presa, con la
contagiosa idea di cercare nella settima arte un nuovo punto di vista per comprendere il nostro nebbioso futuro. Il programma è consultabile sul sito della Biennale.
Voto
9