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  14/12/2018 - 15:44

 

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L'arte di Giotto
La mostra dell'estate 2000
Alla Galleria dell'Accademia di Firenze
Trentasette opere del grande artista fiorentino

 




                     di Paolo Boschi


Alla Galleria dell'Accademia di Firenze ha aperto i battenti al pubblico il 6 giugno la più ampia mostra finora dedicata a Giotto, il pittore fiorentino che, stando al Cennini, "rimutò l'arte del dipignere di greco in latino, e ridusse al moderno". E' una figura trasfigurata nel mito quella di Giotto di Bondone, l'autore della perfomance circolare della "O", il ragazzo capace di stupire Cimabue disegnando su una pietra una pecora al pascolo, o di ingannare gli astanti dipingendo su un quadro una mosca presa per vera. E' un altro fiorentino illustre, Boccaccio, che avvalora questo aneddoto, affermando nel Decameron non esservi cosa "che egli con lo stile e con la penna o col pennello non dipignesse sì simile a quella, che non simile, anzi più tosto dessa paresse, in tanto che molte volte nelle cose da lui fatte si truova che il visivo senso degli uomini vi prese errore, quello credendo esser vero che era dipinto": miracoli sovrannaturali di un grande artista. La mostra, cadendo nell'anno del Giubileo, celebra a 700 anni di distanza la partecipazione del pittore fiorentino al primo Giubileo, stabilito da papa Bonifacio VIII nel 1300 a Roma. Per la mostra sono arrivati capolavori di Giotto (o della sua bottega) provenienti da Firenze, dall'Italia, da collezioni private e da musei stranieri sparsi per il pianeta: Boston, San Diego, Strasburgo, New York, Stoccarda. Complessivamente la mostra dedicata a Giotto, che ha inaugurato la nuova sala per esposizioni dell'Accademia, ospiterà 37 opere: e non solo i capolavori riconosciuti, ma anche dipinti di attribuzione recente, che non mancheranno di destare polemiche tra gli specialisti. Ci saranno, ad esempio, i resti degli affreschi staccati dalla cappella maggiore della Chiesa di Badia, che da anni sono custoditi nei depositi della Soprintendenza di Firenze e che finalmente, dopo la mostra, torneranno al loro posto. Materia di discussione dovrebbero offrire anche due tavole, per la prima volta proposte come autografi giotteschi, provenienti dalla Staatsgalerie di Stoccarda, raffiguranti le scene XXIII e XXI dell'Apocalisse, immerse in un vero effluvio di oro, tra angeli, cavalli, palme e città turrite. Sarà in mostra anche la Madonna col bambino di Cimabue, dal Museo di Santa Verdiana a Castelfiorentino, un frammento (ancora una Madonna col bambino) che testimonia il primo periodo giottesco, proveniente dalla Pieve di San Lorenzo a Borgo San Lorenzo. Ci sarà anche la Madonna col bambino in trono e due angeli del Museo diocesano di Santo Stefano a Ponte e lo splendido polittico degli Uffizi in deposito al Museo dell'Opera di Santa Croce a Firenze. E ancora: la Madonna col bambino in trono e santi con le sette virtù (da una collezione privata di New York) e la Crocifissione di Strasburgo, riuniti per verificare l'ipotesi che facessero parte di un dittico. Tra le opere di grande interesse anche il Santo Stefano del Museo Horne di Firenze e la cuspide del polittico della Cappella Baroncelli in Santa Croce, conservato nel californiano Museum of Art di San Diego. Tra le curiosità anche l'unico disegno attribuito a Giotto, proveniente dal Louvre e raffigurante due uomini seduti, tre vetrate realizzate su disegni giotteschi dal Museo dell'Opera di Santa Croce ed alcuni frammenti staccati dalla Basilica Superiore di Assisi in seguito al terremoto di tre anni fa. La mostra alla Galleria dell'Accademia (in via Ricasoli 60, Firenze) chiuderà i battenti il prossimo 30 settembre ed osserverà il seguente orario: dal martedi' alla domenica 8.30-20.00, il sabato 8.30-22.00, il lunedi' chiuso. Il biglietto cumulativo (la mostra più la visita alla Galleria) costa 15.000 lire.

Voto 8 e mezzo 

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