Immaginatevi una tranquilla serata di primavera ed un gruppo di amici, seduti intorno a un tavolino in un fumoso bistrot parigino a bere birra e chiacchierare dei loro interessi professionali comuni... Quella sera, e intorno a quel tavolo, i cinque fotografi Henri Cartier-Bresson, Robert Capa, George Rodger, Maria Eisner e William Vendinvert si accordarono per fondare l'agenzia "Magnum Photos".
Era il 1947: il fotogiornalismo cresceva, parallelamente allo sviluppo del potere industriale e la diffusione dei mass-media, e inevitabilmente diventava schiavo dell'informazione controllata e della pubblicità.
La Magnum Photos si prefisse lo scopo di riproporre, attraverso immagini, la storia del mondo da un punto di vista oggettivo e non più succube dell'editore... soci dell'agenzia erano gli stessi fotografi, che potevano agire in piena libertà.
La Magnum diventò la più grande agenzia di foto-reportage, fino alla fine degli anni '60. Oggi, possiamo dire che i fotografi della Magnum ci hanno lasciato le più belle immagini mai realizzate con un apparecchio fotografico.
Uno di essi è particolarmente conosciuto dal grande pubblico per la sua straordinaria capacità di cogliere, in una frazione di secondo, il "momento decisivo" di una scena umana, con un'abilità tecnica e compositiva unica: Henri Cartier-Bresson, al quale la Fratelli Alinari ha dedicato una nuova mostra, in corso al Palazzo Medici Riccardi fino alla fine di giugno.
"La fotografia è un impulso spontaneo che viene da un occhio sempre attento che cattura il momento e la sua eternità", scrive Cartier-Bresson. E lo si comprende a fondo guardando le 40 immagini esposte, senz'altro tra i suoi capolavori, scattate tra gli anni '30 e la fine dei '60 nel corso dei suoi viaggi in Europa, Asia e America.
Accanto ad ogni opera, sono stati accostati commenti o citazioni dei grandi artisti del nostro secolo che hanno avuto con Cartier-Bresson rapporti di amicizia o di collaborazione e che aiutano a meglio apprezzare il suo lavoro: da Robert Doisneau a Ferdinando Scianna, dal sublime pittore cileno Matta a Milan Kundera.Ma, colpo di scena: si scopre che parallelamente all'arte della fotografia Cartier-Bresson ha sempre coltivato l'hobby del disegno! Soprattutto negli ultimi anni, dal momento che ha smesso di fotografare d oltre due decenni. La gran parte degli spazi espositivi di Palazzo Medici Riccardi è occupato da ben 160 lavori, tra incisioni e acquerelli: semplici schizzi che non hanno proprio niente a che vedere con il genio artistico che invece emerge dalle sue fotografie. Perciò, ci lascia un pò perplessi l'iniziativa della Fratelli Alinari di accostare i disegni alle fotografie - giustificata da una citazione di Cartier-Bresson eletta leit-motiv della mostra: "la fotografia è una reazione immediata, disegnare è una meditazione"
Voto
8
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