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  22/01/2019 - 04:52

 

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Scanner - arte
 


BioArte
Al Museo Zoologico della Specola
a Firenze
cellule ed arte

 




                     di Ilaria Monici


E'stato interessante e rassicurante scoprire nelle stanze settecentesche del Museo Zoologico della Specola di Firenze, una mostra di arte moderna, originale, sentita, vissuta e approfondita come quella del pittore Bernabei.

L' attività artistica di Pietro Antonio Bernabei, per definire la quale egli stesso ha coniato il termine Bioarte, ha come modelli di riferimento quelli delle scienze della vita.

La ricerca che sta conducendo si svolge infatti nel territorio di confine fra biologia ed arte , realizzando un processo di contaminazione tra i modelli caratteristici propri di queste due forme di conoscenza.

Questo processo ha per Bernabei un significato particolare, in quanto egli è impegnato quotidianamente sia nella pratica artistica sia nell'attività scientifica in campo biomedico.

Infatti, Il Dottor Bernabei svolge, come medico ematologo, sia attività clinica, sia di ricerca di laboratorio nell'ambito dell'Azienda Ospedaliera di Careggi di Firenze.

Pertanto mediare le conoscenze relative a queste due attività apparentemente così lontane assume, per lui, il valore concettuale di un itinerario esistenziale, volto ad identificare e descrivere l'unitarietà, nella sua persona, di queste due forme di conoscenza.

In pratica il suo lavoro è figurativo. Rappresenta immagini microscopiche, soprattutto cellule, impiegando varie tecniche: olio e acrilico su tela, acquerello o tecniche miste su carta.

In analogia con le tecniche d'immunofluorescenza largamente impiegate nella ricerca biomedica, ha realizzato anche piccole opere con colori fluorescenti all'ultravioletto.

Bernabei svolge inoltre un lavoro di trascrizione di immagini presenti nella letteratura scientifica del secolo scorso, mettendo in evidenza significati metaforici suggeriti dal progresso delle conoscenze e dalle variazioni dei paradigmi. Realizza inoltre dei video utilizzando del materiale di documentazione scientifica.

Pietro Bernabei, oltre che aver lavorato al St.Thomas's Hospital a Londra e al Fred Hutchinson Cancer Research Center a Seattle, a Seattle ci ha studiato pittura con il maestro Andrei Chen e pittura cinese con i maestri Xiau Li e Wang Wei a Pechino. Ha seguito anche i corsi di grafica della Scuola Internazionale di Grafica di Venezia.

Dai suoi illustri maestri di pittura cinese dice di aver imparato che rappresentare la realtà significa partecipare del soffio vitale, chi, proprio di tutte le cose, animate ed inanimate e presente in uguale misura in esse e nella loro immagine, nell'artista e negli strumenti che egli impiega, nell'essere e nel divenire di tutto ciò.

Ha inoltre imparato che tutte le cose sono conoscibili sia per la loro uguaglianza sia per la loro diversità e che i canoni cui l'artista viene educato sono idonei alla descrizione di ciò che rende uguale e che questo coincide con ciò che rende diverso.

Questi insegnamenti lo hanno guidato a ritrovare l'unità nella sua persona, delle due esperienze intellettuali, la scientifica e l'artistica e a riconoscerle come strumento unitario d'analisi e di comprensione della realtà. Lo hanno educato a classificare, in altre parole a riconoscere e rappresentare le analogie e le differenze che animano le cose e le loro raffigurazioni. Lo hanno guidato a ricercare e riconoscere il chi in una possibile accezione scientifico-biologica propria della cultura occidentale contemporanea. Lo hanno spinto a trascriverlo e descriverlo sotto forma di opera d'arte.

Voto 8 

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